Onlus Prigionieri del Silenzio e Jugendamt tedesco, Katia Anedda e Marinella Colombo

Onlus Prigionieri del Silenzio

articolo di Samanta Airoldi

MilanoOnlus Prigionieri del Silenzio e Jugendamt tedesco, Katia Anedda e Marinella Colombo. Di Samanta Airoldi. C’è un mondo che vive sommerso dal silenzio dei mass media, degli organi di stampa e delle istituzioni… Un mondo che non fa notizia, non alza l’audience dei talk show e che, a quanto pare, non ha molta attenzione da parte di Camera e Senato… Un mondo di cui molti di noi ignorano l’esistenza e di cui io stessa, fino a pochi mesi fa, ero all’oscuro: il mondo degli italiani “prigionieri” all’estero!

A questo mondo, che vive nell’indifferenza dei più, ha dedicato un libro Katia Anedda, presidentessa della Onlus Prigionieri del Silenzio e autrice di Prigionieri Dimenticati libro che apre la collana “Praterie” diretta da Pino Scaccia e vanta la magistrale prefazione dell’ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata, già ministro degli esteri e da sempre impegnato nella difesa dei diritti degli italiani all’estero.

L’autrice, partendo da un’esperienza personale legata all’ex compagno, narra le vicende di tredici connazionali tratti in arresto all’estero: alcuni innocenti, altri no… ma non è questo il punto!

Come ha specificato Katia Anedda durante la presentazione del suo libro avvenuta Venerdì 14 Ottobre a Milano, presso lo Spazio Melampo (via Tenca 7): “ è giusto che chi sbaglia paghi il propro debito alla giustizia scontando una pena adeguata; ma non si può e non si deve pagare con la vita o subendo trattamenti disumani!”

Prigionieri Dimenticati è un viaggio-inchiesta alla scoperta di un mondo spietato: il mondo degli italiani detenuti all’estero, spesso vittime di complesse e ingiuste vicende giudiziarie e prigionieri di un silenzio assordante.

Non si tratta solo di condanne ingiuste e apparentemente assurde, fuori da ogni logica comprensibile ma, talvolta, anche di condizioni assai distanti dal rispetto dei più basilari diritti umani e civili. Abusi di potere a danno di cittadini italiani che vengono abbandonati a se stessi nel silenzio di stampa e media comunicativi e nell’assenza delle istituzioni italiane.

Katia, come ho scritto sopra, ha iniziato ad interessarsi alla questione per ragioni personali ma poi ne ha fatto una battaglia di giustizia sociale universale e continua a battersi per dare ascolto alle voci di tutti i cittadini italiani e ai loro familiari che si trovano a vivere questo inferno.

Accanto a Katia Anedda un’altra grande donna che da anni è impegnata nella difesa dei bambini italiani sottratti o trattenuti illegalmente all’estero: Marinella Colombo, responsabile nazionale dello sportello Jugendamt della C.S.IN. Onlus (Associazione Centro Servizi Interdisciplinare) e autrice di Non vi lascerò Soli

Anche Marinella Colombo, come Katia Anedda, è partita da una vicenda personale da cui è stata travolta e sconvolta e da allora si batte per difendere i diritti dei minori italiani sottratti ingiustamente ai genitori (talvolta ad entrambi, talvolta ad uno solo) e trattenuti in paesi stranieri, specialmente in Germania, paese in cui Marinella ha vissuto per anni e che conosce perfettamente sotto il profilo giuridico, legale e politico.

“In Germania, cosa che quasi nessuno sa, nemmeno i diretti interessati quando stranieri, un padre ( sia tedesco sia non tedesco) non sposato con la madre dei propri figli, anche se ha riconosciuto i figli e dato loro il cognome, non ha la potestà su di loro a meno che non sia la madre a concedergliela. Se ottenere questo legittimo diritto risulta essere difficilissimo nel caso in cui il padre è tedesco, diventa impossibile quando il padre non è tedesco.”

Ad essere responsabili non solo lo Stato Tedesco, promotore di un Diritto dai toni fortemente nazionalisti, ma anche lo Stato Italiano e lo stesso Consolato italiano sia l’Ufficio AIRE che, non informando i propri cittadini su queste dinamiche, non li tutelano e anche dopo li lasciano soli a combattere battaglie giudiziarie lunghe, estenuanti e, spesso, “truccate”.

Nel solo 2015 sono stati presi in carico dallo Jugendamt 77.800 bambini, (dati del Ministero di Statistica tedesco.) I bambini o ragazzini che rimangono in Germania, del resto, rappresentano un vero e proprio “tesoro” per lo Stato tedesco: ogni minore che viene tenuto nelle Case Famiglie frutta dai 170 ai 400 euro al giorno in quanto la Germania si avvale di finanziamenti UE specificamente dedicati a progetti educativi rivolti a questi minori”

(per amor di correttezza e di esaustività cito anche il link di un articolo che sostiene la posizione opposta: http://ilpattosociale.it/news/3287/ACHTUNG-binational-babies-Ogni-bambino-ha-bisogno-della-Germania.html)

E’ importante essere tutti uniti in una battaglia che riguarda valori etici e diritti umani, i quali non hanno e non dovranno mai avere né partito di appartenenza né colore politico!

Per ulteriori informazioni

Http://www.ilpattosociale.it

Http://www.jugendamt0.blogspot.it

Http://www.prigionieridelsilenzio.com

Prigionieri del Silenzio Onlus e Jugendamt tedesco

di Samanta Airoldi

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Samanta Airoldi

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