Dario Fo – Ciao! – di Maria Zizza con tutta la redazione di Milano Arte Expo

Dario Fo

Dario Fo a Spazio Tadini nel 2010 per una serata memorabile

Dario FoCiao! – di Maria Zizza con tutta la redazione di Milano Arte Expo. Un saluto alla forza incontenibile di Dario Fo…  Difficile racchiudere una forza incontenibile in poche parole. Di Dario Fo, del suo teatro e delle sue scelte politiche si è detto di tutto. Del Nobel, del lavoro in Rai, del sodalizio con Franca Rame, del suo essere uomo di teatro a tutto tondo, della sua militanza non c’è molto da aggiungere in un giorno come questo. Se n’è andato stamattina, nello stesso giorno in cui si assegnava quel premio che 19 anni fa aveva ricevuto e che oggi è stato assegnato a Bob Dylan. Ci ha lasciato dopo un ricovero all’ospedale Sacco di Milano in seguito all’aggravarsi delle sue condizioni generali di salute. Mancherà agli innamorati del teatro, agli appassionati dell’arte, a chi leggeva le sue opere e immaginava un domani più giusto o anche semplicemente al milanese che lo ricorda passeggiare per corso di Porta Romana. Perché se è vero che di un artista geniale si può dire tutto e il suo contrario, su Dario Fo non si può che essere concordi riguardo la sua libertà e la profonda umanità, ideali che portava avanti ogni giorno nella vita come nella scena.

Dall’architettura all’arte, dall’Accademia, a Brera dove incontrerà tra gli altri artisti anche Emilio Tadini, la Milano di Fo è quella che gli serve per il suo apprendistato, per testare la sua curiosità, dare il via alle sperimentazioni. Che si trasformeranno, poi, negli anni Cinquanta, in una vera miniera di spunti per le opere successive, grazie anche all’incontro con Franca Rame, che apparteneva proprio a una famiglia di teatranti girovaghi. Inizia così un periodo intenso che culminerà con quelli che poi alla fine degli anni ’60 finiranno per essere considerati i capolavori della coppia, in primis Mistero Buffo, del 1969, Morte accidentale di un anarchico (1970), Non si paga, non si paga (1974) e tra successi e polemiche fino ad arrivare al Nobel per la Letteratura del 1997 conferito proprio “perché, seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi” .

Uno dei più recenti incontri pubblici era stato il 20 settembre nella sua casa di Porta Romana, quando aveva incontrato i giornalisti per presentare il suo ultimo libro, pubblicato da Chiarelettere, Darwin, mentre fino a questa estate c’era stato l’allestimento con dipinti e sculture dedicati allo stesso Darwin nel Palazzo del Turismo a Cesenatico.

Al Piccolo Teatro Strehler in via Marco Greppi 1, da domani, 14 ottobre, sarà allestita una camera ardente per salutarlo dalle ore 9.30 fino alle ore 24.00 e sabato 15 ottobre dalle ore 8.30 fino alle ore 11.00, quando il feretro sarà accompagnato in Piazza Duomo per l’ultimo saluto intorno a mezzogiorno.

Maria Zizza

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