Marco Zanuso – i grandi designer – a cura di Francesco Tadini

Marco Zanuso

Design e grandi designer: Marco Zanuso – rubrica curata da Francesco Tadini

Marco Zanuso i grandi designer – rubrica a cura di Francesco Tadini. Zanuso rappresenta uno dei capisaldi del design italiano dagli anni del dopoguerra. Grazie al suo enorme lavoro e alla sua innata creatività ha contribuito a rendere celebre il Made in Italy sul piano internazionale e ha dato vita a opere architettoniche e di design di interni indimenticabili e punto di passaggio obbligato per chiunque voglia studiare e cimentarsi con tale professione.
Nato nel 1916 a Milano, si laurea in architettura a Firenze ad appena 25 anni e nello stesso giorno viene convocato a rivestire i panni di ufficiale nella marina militare italiana, l’allora Regia Marina. Trascorre più di quattro anni a bordo di una nave, durante i quali non ha modo di mettere a frutto i suoi studi e le sue innegabili doti artistiche. Questo stretto contatto con le avanzate tecnologie impiegate nella marina tuttavia, contribuisce a fare nascere in lui la passione verso il nuovo e il moderno.
Al suo ritorno, attorno alla metà degli anni ’40 riprende i contatti con i suoi vecchi compagni di architettura, insieme ai quali diventa redattore di alcune delle più importanti riviste di architettura e design italiane quali Domus e Casabella. Il ritorno alla sua più grande passione e il ritrovarsi con gli amici e i compagni di un tempo lo aiutano a riprendersi rapidamente dalla terribile esperienza della guerra.
Contemporaneamente, cominciano i suoi esperimenti sulla gommapiuma in collaborazione con la Pirelli, che nel 1948 gli conferisce il prestigioso incarico di sovrintendere il settore design per Arflex, la ditta di produzione di mobili imbottiti.
Nello stesso anno, viene incaricato di occuparsi dei componenti di arredo per alcune opere teatrali di scena in alcuni importanti teatri milanesi. Da questa esperienza nasce la poltrona Antropus, dal nome dell’opera messa in scena al Piccolo di Milano.
Negli anni successivi a Marco Zanuso vengono assegnati prestigiosi incarichi tra cui, primo tra tutti, un posto nella giuria per l’assegnazione dell’ambito premio Compasso d’Oro, uno dei più antichi e prestigiosi riconoscimenti nel campo del design e dell’architettura d’interni.
Attorno all’inizio degli anni’50 viene incaricato dalla Olivetti della stesura del progetto dei suoi nuovi stabilimenti produttivi in Sud America, in Brasile e in Argentina. Il risultato sono delle opere architettoniche intense, perfettamente inserite all’interno del paesaggio circostante.
Importante è la collaborazione tra l’architetto e il designer tedesco Richard Sapper, con il quale, negli anni ’60, dà vita ad importanti opere di design tra cui il televisore Brionvega Doney, le sedie Kartell ed il telefono Grillo.
Fondatore e presidente dell’Associazione per il Disegno Industriale nel 1966, in quegli anni inizia anche la sua carriera di insegnante al Politecnico di Milano, dove tiene corsi di urbanistica, disegno ed architettura alle nuove promesse del design internazionale.
Nel 2001 muore a Milano, nella sua abitazione in Piazza Castello, dopo una lunga e dolorosa malattia che ha segnato gli ultimi anni della sua esistenza

Gli esperimenti con la gommapiuma: nascono Lady, Triennale e Antropus

L’opera di Marco Zanuso costituisce un punto di riferimento fondamentale nell’architettura di interni del secolo scorso. Tra i primi a contribuire attivamente alla risoluzione dei problemi legati all’industrializzazione del prodotto, si fa portavoce di una vera e propria rivoluzione nel mondo dell’arredamento. Secondo la sua visione, il design non deve essere più appannaggio esclusivamente delle classi elitarie ma appartenere a chiunque abbia uno spiccato senso per il bello e l’elegante.
Una delle sue opere indiscutibilmente più celebri, che nel 1951 lo porta a vincere la medaglia d’oro alla IX Triennale di Milano, è Lady. Costituita da elementi singoli, foderati con imbottitura e rivestiti, da assemblare separatamente, la poltrona Lady è la prima ad essere prodotta in serie – come vero e proprio oggetto di design  – e ad essere introdotta in un ambiente domestico. Sfruttando i risultati delle sperimentazioni compiute sulla gommapiuma in collaborazione con Pirelli, Zanuso dà forma ad una poltrona costituita da una struttura in acciaio e da braccioli in legno di pioppo multistrato ricoperta da un’imbottitura in poliuretano espanso e ovatta. Simbolo della modernità e del risveglio dell’arte nel periodo del dopoguerra, Lady dà un vero e proprio scossone alle tradizionali tecniche di produzione dei mobili imbottiti: qui gli elementi vengono preparati separatamente e assemblati in un secondo momento, a dimostrazione delle innovazioni nelle tecniche e nei materiali sviluppate in quegli anni. Lady costituisce anche uno dei primi esperimenti di mobile con zone di portanza differenziata, dotata di densità differenti dell’imbottitura a seconda del punto di appoggio.
Sempre in occasione della IX Triennale di Milano Zanuso porta all’attenzione del design internazionale il divano IX Triennale, in perfetto abbinamento con Lady, contraddistinto da eleganti gambe in ottone e dotato di una linea insolitamente arcuata.
Dalla sua prolifica esperienza all’interno del mondo dello spettacolo Zanuso realizza altre importanti opere tra cui Antropus. La poltrona deve il suo nome al titolo di una delle prime commedie di scena al Piccolo Teatro di Milano, La famiglia Antrobus di Thornton Wilder, per la quale Zanuso si occupa di studiare i componenti della scenografia. Antropus ha una seduta ampia, confortevole ed è dotata di una robusta struttura in legno massello sotto il comodo strato di poliuretano espanso a portata differenziata.

Fuorisalone 2017

Marco Zanuso: i riconoscimenti al design

I premi Compasso d’Oro: la Borletti 1102, il televisore Doney, la seggiolina Kartell e il telefono Grillo

La creatività e l’estro di questo grande artista non si limita esclusivamente ai componenti di arredo. Attorno alla metà degli anni ’50 inizia una proficua collaborazione con la Fratelli Borletti, importante azienda milanese proprietaria del marchio Veglia-Borletti. Nata alla fine del 1800 con la produzione di orologi, la ditta viene convertita ad una produzione prettamente militare durante gli anni della guerra per tornare alla produzione civile una volta terminato il conflitto mondiale.
Durante gli anni della collaborazione tra la ditta e l’architetto nasce un modello di macchina da cucire super automatica dal design visibilmente avveniristico, la Borletti 1102, che consegue, nel 1956, l’ambito premio del Compasso d’oro.
Durante gli anni del più intenso boom economico dalla fine del conflitto, inizia un proficuo sodalizio tra l’architetto e Richard Sapper, designer tedesco attivo principalmente a Milano. I due artisti ottengono i loro primi successi insieme lavorando per Brionvega, azienda di produzione di componenti elettronici fondata nella metà degli anni ’40. In un momento nel quale la televisione vede una intensa diffusione di massa e una costante crescita nella domanda degli apparecchi nasce il televisore Doney, della Brionvega, che si pone come un vero e proprio oggetto di arredo aldilà del suo ruolo funzionale. Doney presenta una forma stondata, realizzata attraverso la sapiente modellazione di una scocca in materiale plastico, con un’ampia possibilità di personalizzazione nelle colorazioni. Proprio grazie al suo aspetto elegante ed innovativo, anche a Doney viene conferito, nel 1962, il premio Compasso d’Oro.
Forti di questo primo, enorme successo, i due designer continuano il loro sodalizio e danno vita, due anni dopo, alla seggiola K1340 di Kartell, leggera ed impilabile, realizzata interamente in materiale plastico con colori vibranti. Con le sedie Kartell arriva il secondo prezioso Compasso d’Oro.
Ma i successi dei due non terminano qui. Nel 1965 danno vita a Grillo, il telefono prodotto dalla Siemens che li porta, due anni dopo, al terzo premio Compasso d’Oro ottenuto insieme. L’innovativa forma a conchiglia di questo oggetto è a dir poco rivoluzionaria per quegli anni, e si configura come l’antesignana dei moderni telefoni cellulari. Questo curioso telefono deve il suo nome alla particolare suoneria, che ricorda il suono dei grilli.

Le architetture: i complessi per Olivetti in Sud America

All’inizio degli anni ’50, la ditta Olivetti sceglie Marco Zanuso per il progetto di alcuni nuovi stabilimenti produttivi di macchine da scrivere in Sud America. Inizia così una collaborazione tra l’artista e l’industriale che negli anni seguenti porterà alla nascita di eccellenti opere d’arte architettoniche. Nel 1954 inizia la progettazione dello stabilimento di Merlo, in Argentina. Verrà realizzata una fabbrica dalle ampie vetrate, che diventano motivo architettonico per l’ingresso della luce e per favorire la fusione dell’opera architettonica con il contesto naturale circostante.
In vista di questo primo grande successo la Olivetti sceglie nuovamente Zanuso per la progettazione di un altro nuovo stabilimento, questa volta in Brasile, a pochi chilometri da San Paolo. All’interno della fabbrica, inaugurata nel 1959, ogni spazio è concepito non soltanto in vista dei processi produttivi ma anche della relazione tra gli spazi chiuse e aperti, tra quelli interni ed esterni. Anche in questo complesso viene prestata particolare attenzione alla progettazione degli spazi esterni, realizzando importanti spazi verdi con ampie vasche d’acqua circolari con la funzione di mitigare le elevate temperature della zona.
Tra i grandi successi di questo artista è da citare anche la ristrutturazione del Piccolo Teatro di Milano, oggetto di un intenso studio volto all’integrazione della piazza antistante l’edificio con la vista di Foro Bonaparte.

L’arte di Marco Zanuso viene ampiamente celebrata al Museum of Modern Art di New York, dove è possibile ammirare alcune tra le sue opere più importanti tra cui la sedia Lambda, la sedia 4999, il Telefono Grillo, la Television Black 201 e il ventilatore Ariante.
Anche in occasione dell’ultima edizione del Salone del Mobile e dei Fuorisalone, a Milano, è stato dato ampio risalto alle opere di Marco Zanuso e Richard Sapper.

Grandi designer e storia del design: Marco Zanuso

a cura di Francesco Tadini

Per informazioni su location e per il Fuorisalone 2017 – 4/9 Aprile – contatti Milano Arte Expo: mail: milano.arte.expo@gmail.com – telefono: +39366/2632523

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