Concerti a Milano: Biwa e Mandolino a Palazzo Castiglioni – Fondazione Antonio Carlo Monzino

Fondazione Antonio Carlo Monzino

Fondazione Antonio Carlo Monzino organizza il concerto a Palazzo Castiglioni – nella foto professori mandolinisti nella sede del Circolo in Via Rasini, 2 a Milano

Concerti a Milano: Uno Strumento tra Est ed OvestBiwa e Mandolino a Palazzo Castiglioni – Fondazione Antonio Carlo Monzino. 25 agosto 1866, ha inizio un lungo e proficuo cammino: Giappone e Italia siglano il Trattato di Amicizia e di Commercio, documento che attesta la volontà di intraprendere un viaggio all’insegna di reciproci scambi. A distanza di ben 150 anni le relazioni tra i due Paesi, accomunati non solo da interessi prettamente economici ma soprattutto dall’amore verso l’arte, la cultura e la musica, sono rimaste forti.
In occasione di questo importantissimo anniversario diverse sono le manifestazioni che celebrano il felice sodalizio in entrambi i Paesi.

concerto Milano

concerto Uno Strumento tra Est ed Ovest – locandina

La Fondazione Antonio Carlo Monzino con il Patrocinio del Consolato Generale del Giappone a Milano, grazie alla collaborazione con il Conservatorio Giuseppe Verdi, la Rete Lombarda degli Strumenti a Pizzico e lo Yokohama Noh Theater, ha organizzato per sabato 8 ottobre alle ore 16:00 presso la Sala Orlando di Palazzo Castiglioni, un concerto straordinario di Biwa e Mandolino, due strumenti che, in entrambi i Paesi, vantano una tradizione più che secolare.
L’evento dal titolo “Uno Strumento tra Est ed Ovest” la cui Direzione Artistica è stata affidata al M° Ugo Orlandi, uno dei più noti Maestri di mandolino a livello internazionale, Docente di Mandolino al Conservatorio “G. Verdi” di Milano, presenterà capolavori di entrambi gli strumenti, alcuni raramente eseguiti come il brano Takuboku, tramandato dal periodo Heian (794-1195) momento storico culturalmente molto ricco.
Per capire qual è il filo che lega i due strumenti bisogna risalire all’Ud (o Oud), un antico strumento musicale persiano, protagonista della cultura araba, il cui significato letterale è “legno”.
In Occidente l’Ud si è sviluppato nel Liuto, risultato evolutivo della linea costruttiva araba, che diventerà lo strumento principe in Europa tra il XVI° e il XVIII° secolo. Alla grande famiglia del Liuto, da cui sono successivamente derivati la Mandola, la Mandora e la Quinterna, appartiene lo strumento che noi conosciamo come Mandolino, apparso attorno alla metà del XVII° secolo.
Popolarmente conosciuto ai giorni nostri come strumento a plettro a 4 corde doppie, peculiarità del solo Mandolino Napoletano apparso attorno al XVIII° sec., questo strumento, fortemente presente nella musica colta grazie alle orchestre che proliferarono in Europa centrale durante il XIX secolo, ha conosciuto varie trasformazioni a seconda del luogo in cui veniva suonato e dal tipo di ambiente culturale in cui veniva collocato.
Esistono infatti Mandolini bresciani, genovesi, senesi, milanesi, lombardi e romani, ciascuno con caratteristiche peculiari (numero e tipo di corde, buca o rosetta, paletta o cavigliere).
In Italia fu Antonio Monzino IV a fondare a Milano il Circolo dei Mandolinisti, la cui Presidenza fu offerta e accettata dal M° Giuseppe Verdi il 19 febbraio 1888.

biwa

biwa

Anche in Giappone la tradizione mandolinistica vanta una storia più che secolare e una nutrita schiera di appassionati e di orchestre mandolinistiche. Questo strumento, suonato da solista, in quartetto e in orchestre, fece la prima apparizione nel Paese del Sol Levante nel 1894 grazie a Totsuji Shikama, che si fece spedire un mandolino direttamente dall’Europa.

Ma è grazie all’apparizione del compositore e liutaio napoletano Raffaele Calace che nel 1924, durante una trionfale tournée, si esibì davanti all’imperatore Hiroito che il mandolino è diventato così popolare.
Durante il concerto Uno strumento tra Est ed Ovest verranno proposti al pubblico due brani di Raffaele Calace, significativo compositore, sotto la Direzione del M° Claudio Mandonico.
In Asia e, successivamente, in Giappone il Barbat, predecessore dell’Ud, è diventato la Biwa strumento che, proprio nell’area nipponica si è evoluto con alcune modifiche e miglioramenti nel Gaku-Biwa, per il Gagaku, la musica e danza della corte giapponese. Sono nati altri generi di Biwa come Heike-Biwa, Satsuma-Biwa e Chikuzen-Biwa per Katarimo, i cantastorie.

La Biwa è uno strumento a 4 corde, dalla singolare forma “a pera”, che viene suonato tramite l’utilizzo di un plettro, le cui dimensioni, forma e materiale variano a seconda del tipo di Biwa utilizzata. Come altri strumenti a corde pizzicate (Gekkin, Shaminsen e Koto), ha delle sonorità fortemente simili a quelle del mandolino, la sua particolarità timbrica è il Sawari, il suono ronzante caratteristico prodotto volutamente dal contatto delle corde con alcune zone dello strumento.
Ancora una volta la Fondazione Antonio Carlo Monzino promuove un evento carico di storia, ma fortemente proiettato verso il futuro, attraverso il consolidamento delle già forti radici che legano Italia e Giappone.

Milano Arte Expo ringrazia la Fondazione per la rubrica del magazine – > leggi anche gli altri articoli – dedicata alla musica e ai concerti. Ricordiamo inoltre di tenervi aggiornati su tutte le iniziative promosse da Fondazione Antonio Carlo Monzino ai seguenti LINK:

Link Programma eventi al Castello Sforzesco per Le Mani Sapienti: per i Laboratori di Liuteria e i Momenti Musicali:

 http://www.lemanisapienti.it/eventi/

Siti di riferimento:

 http://www.fondazioneacmonzino.it/

Pagina FB: https://www.facebook.com/fondazioneacmonzino/

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *