Sony World Photography Awards: in mostra a Spazio Tadini i fotografi vincitori e finalisti

Sony World Photography Awards

Sony World Photography Awards: la mostra dei vincitori a Milano – nell’immagine: Francesco Amorosino – 3 foto della serie Migrant Tomatoes

Sony World Photography Awards: in mostra a Spazio Tadini, Milano, i fotografi vincitori e finalisti fino al 16 ottobre a cura di Denis Curti. Francesco Amorosino, Christian Massari, Alberto Alicata, la giovanissima Anais Stupka, Marcello Bonfanti, Andrea e Magda, Simona Ghizzoni, Filippo Venturi, Cristina Vatielli, Alessandro D’Angelo e Andrea Rossato sono solo alcuni degli autori delle fotografie che potrete ammirare nell’esposizione allestita nella prestigiosa Casa Museo dedicata alla memoria dell’artista e scrittore Emilio Tadini scomparso nel 2002. Sui due livelli della sede di via Jommelli 24Sony World Photography Awards sono aperti dal mercoledì alla domenica con i seguenti orari: mercoledì 15:30 – 19:00. Giovedi, venerdì e sabato 15:30 – 21:00, domenica 15:30 – 19:00.

Ripercorriamo, in breve, la storia del premio fotografico. Il Sony World Photography Awards ritorna come ogni anno con le migliori foto scattate da professionisti e fotoamatori.
L’edizione 2016 è arrivata alla sua nona premiazione ed è organizzata da World Photography Organisation, un’organizzazione che si muove a supporto della fotografia e della sua condivisione; tramite il concorso (definito ‘il più grande concorso fotografico al mondo’) si propone di portare alla luce le fotografie più belle dell’anno e rendere noti i rispettivi creatori degli scatti.
Oltre al concorso, organizzano meeting, dibattiti e fiere dedicate alla fotografia a Shangai e San Francisco, il tutto con l’obiettivo di creare solide partnership con i fotografi e coltivare il loro talento.
Oltre al conferimento dei premi, i vincitori entrano in contatto con aziende e la stessa Sony, cogliendo l’opportunità di firmare famose campagne pubblicitarie con le proprie fotografie.
Il Sony World Photography Awards è suddiviso in diverse categorie:
-Professional: qui vengono raccolte immagini varie a seconda dello stile scelto (architettura, concettuale, landscape, natura, ritratti, still life, vita quotidiana, attualità e, infine, storia contemporanea). Il filo comune è l’ideazione di un progetto, ai fotografi viene chiesto di inviare una serie da 5 a 10 foto con un tema a scelta.
La varietà delleategorie Professional è parallelamente proporzionata alla volontà dell’organizzazione di permettere ai vari talenti fotografici di partecipare a seconda del proprio genere. Ognuna delle categorie è premiata con un vincitore. Al termine del concorso, la giuria sceglie tra i vincitori di tutte le categorie il ‘Photographer of the Year’, prestigioso titolo premiato con un corrispettivo in denaro (in euro corrispondono a circa 22.373), a cui si aggiunge il kit base di tutti i vincitori come l’attrezzatura della Sony, il volo e l’alloggio alla serata di premiazione, la pubblicazione sul libro dei vincitori e l’esposizione dell’opera alle mostre organizzate dalla piattaforma.
-Open: anche qui ci sono diverse sotto-categorie a seconda dello stile scelto dal fotografo (architettura, cultura, foto post-prodotte, foto in movimento, natura, natura selvaggia, ritratti, still life, street e viaggi). Per ogni categoria ci sarà 1 vincitore, 10 finalisti e 40 menzionati. Al vincitore OPEN andranno circa 4.474 euro, più il kit base dei vincitori di categoria, questi ultimi parteciperanno anche al National Award che premia i migliori scatti singoli dei fotografi a seconda della nazione, in questa lista però non partecipano tutti i Paesi. Sul sito è disponibile controllare la lista degli Stati partecipanti.
-Youth: dedicato a un target molto giovane, dai 12 ai 19 anni. In questa categoria si vuole stimolare il talento dei giovani fotografi permettendogli di continuare a crescere e proseguire con la fotografia. Tema del 2016 è la bellezza, un concetto che potrebbe essere considerato banale ma che in realtà può assumere diversi aspetti. I fotografi dovranno rappresentare la personale concezione di ciò che è bello, senza avere alcun tipo di restrizione. Ciò aiuterà la giuria a giudicare e premiare le foto più originali.
Questa è un’unica categoria, i giovani fotografi potranno variare sulla scelta dello stile a seconda di cosa preferiscano. Ai vincitori non verrà dato un corrispettivo in denaro ma solo il kit base precedentemente descritto.
-Student Focus: dedicato agli studenti di fotografia a tempo pieno (è quindi precluso ai corsi di formazione o part-time ed è riservato alle vere e proprie università e scuole), ogni sede riceverà il tema da far sviluppare agli studenti, di essi ne verrà scelto uno solo per ogni università. La giuria sceglierà una rosa di 10 finalisti a cui inviare un secondo tema. Al vincitore andrà il kit base con vitto e alloggio per la serata di premiazione, la partecipazione alla mostra, la pubblicazione sul libro dei vincitori più 30.000 euro di attrezzature per la scuola di appartenenza.

Tale è la notorietà e il prestigio del concorso che, ogni anno, sempre più fotografi partecipano alle selezioni (quest’anno sono stati quasi 230.103 gli scatti inviati da 186 Paesi).
Il Photographer of the Year per il 2016 è Asghar Khamseh con la serie di scatti Fire of Hatred dedicata a tutte quelle donne e bambini sfigurati dall’acido, un documento intenso e profondo per analizzare da vicino le condizione e l’isolamento sociale a cui sono costrette le vittime.
Ma tra i vincitori delle categorie vi sono anche tantissimi italiani.
Ne figurano 3 nella categoria Open: Marcello Bonfanti, Alberto Alicata e Francesco Amorosino.
Marcello Bonfanti è laureato in fotografia presso l’Università di Westminster a Londra. Acclamato per le sue foto, già vincitore nel 2005 del World Press Photo, quest’anno ha colpito i giudici con la sua serie Ebola Survivors, scattate in un centro Emergency in Sierra Leone.
Le fotografie sono in bianco e nero e ritraggono i soggetti guariti dal virus Ebola, ma non ancora riammessi nella vita sociale. Il risultato è una serie di sguardi tra il timore e la speranza, divisi tra la ghettizzazione sociale e il ritorno alla vita.
Alberto Alicata è un fotografo che ha studiato alla Scuola Romana di Fotografia e Cinema (la stessa di un altro vincitore, Amorosino) ha avuto la brillante idea di proporre una serie di scatti giocosi ritraendo la sempreverde Barbie. Iconic B non è un progetto superficiale, in quanto attraverso questi scatti, Alicata ha ripercorso tutta la storia della fotografia fashion dagli anni ’50, da Guy Burdin (che ha ispirato l’intera serie) a Mario Testino.
Francesco Amorosino, che ha studiato come Alicata alla Scuola Romana di Fotografia e Cinema, ha colpito con uno still life semplice e diretto sulla questione del lavoro nero in Italia. La sua serie Migrant Tomatoes ha affascinato la giuria, grazie alla storia che quelle immagini si portano dietro e da cui è possibile leggere un’anteprima nella sovrimpressione delle impronte digitali, sulla superficie del pomodoro, dei tanti lavoratori che le hanno raccolte.

Nella categoria Professionisti si sono invece distinti in 6 fotografi italiani che hanno raggiunto il secondo e terzo posto nelle rispettive categorie: Andrea e Magda, Filippo Venturi, Cristina Vatielli, Simona Ghizzoni, Alessandro D’Angelo e Andrea Rossato.
Andrea e Magda hanno raggiunto il secondo posto nella categoria ‘Attualità’ e con la loro serie intitolata Sinai Park hanno voluto puntare i riflettori sulle conseguenze del turismo di massa in Egitto e i disastri dell’edilizia che hanno stravolto gli scenari naturali del Paese, peggiorando inevitabilmente il paesaggio. Le fotografie ritraggono hotel abbandonati, luoghi di turismo cadenti e scenari martoriati dall’opera dell’uomo.
Filippo Venturi, con Made in Korea, ha raggiunto il secondo posto nella categoria ‘People’. La sua serie è dedicata alla storia di questo Paese che ha cercato in qualsiasi modo di raggiungere una modernità occidentale, riuscendo a carpirne solo gli aspetti deleteri come estetica ossessiva, competizione scolastica e professionale, progresso tecnologico. Il risultato è stato uno sforzo eccessivo che ha smaterializzato l’anima del suo popolo con effetti disastrosi.
Per la categoria In posa, Cristina Vatielli ha raggiunto un secondo posto. La sua serie si ispira alle donne di Picasso (titolo stesso delle fotografie), al loro carattere e alla loro storia. La fotografia ha quindi effettuato un profondo studio dell’ambiente, dei costumi e della scenografia per esprimere in un solo colpo d’occhio la personalità di queste donne.
Simona Ghizzoni con il suo progetto UNCUT Pokot / Kenya raggiunge il terzo posto nella categoria dedicata alla storia contemporanea. Il suo lavoro, molto delicato, guarda introspettivamente alla terribile usanza della mutilazione genitale femminile con un approccio meno canonico e voyeuristico.
Con Elefantentreffen, Alessandro D’Angelo, si piazza al terzo posto nella categoria People. Il progetto ritrae i protagonisti del famoso rally riservato ai motocicli. Il risultato è una serie di ritratti spontanei, seppur in posa, che documentano fedelmente il carattere dei partecipanti alla competizione.
Andrea Rossato, raggiunge i due fotografi citati precedenti, con il suo terzo posto nella categoria Candid (dedicata alle foto spontanee) con la serie Joy For All Ages. Con le sue foto scattate al mare riesce a trasmettere la gioia e il divertimento delle vacanze, rendendo protagonisti persone di qualunque età.
Anais Stupka ha invece solo 12 anni ma è riuscita ad aggiudicarsi il premio Young nella categoria dedicata all’ambiente.
La sua foto “Mount Kazbek in Frame” è stata scattata durante le sue vacanze in Georgia con la famiglia. Dall’hotel in cui soggiornavano c’era una finestra che incorniciava uno spettacolo romantico e malinconico con protagonista il monte Kazbek. La bambina ha immortalato la scena ed è piaciuta tantissimo ai giudici del Sony World Photography Awards tanto da essere nella lista per il “Photographer of the Year Young”, nome che sarà svelato il prossimo 21 aprile.
Il vincitore italiano del National Award è invece Christian Massari con la sua “Magellanic penguins at risk Climate Change” che durante il suo lavoro di ricercatore ha immortalato dei pinguini di Magellano, in Argentina, a rischio a causa del cambiamento delle condizioni climatiche del pianeta.

Dopo una prima mostra presso la Somerset House di Londra (dal 22 aprile all’8 maggio 2016) e dopo aver toccato città come Pechino e Berlino, dal 16 settembre fino al 16 ottobre l’esposizione, davvero da non perdere, è a Milano presso lo Spazio Tadini, il grande centro culturale ideato da Melina Scalise e Francesco Tadini. Sarà un’occasione per ammirare tutte le fotografie vincitrici del concorso e supportare i fotografi italiani Marcello Bonfanti, Alberto Alicata, Francesco Amorosino, Christian Massari e Anais Stupka.
Per chi è interessato a partecipare al concorso è già possibile inviare le foto, ogni categoria ha una propria data di chiusura.
La prima di esse è quella per la sezione Student Focus, il 05 dicembre 2016.
Unica clausola è partecipare con foto del 2016, qualora venissero inviati scatti antecedenti la giuria squalificherà il partecipante.
Durante gli scrutini del 2015 due fotografi italiani sono stati dapprima ammessi e, in seguito, eliminati a causa di questo motivo.
Da ciò si evince l’importanza e l’accurato controllo a cui vengono sottoposte le foto partecipanti perché l’amore per la fotografia non deve essere accecato dalla ricerca disperata della premiazione in sé ma dalla crescita personale del fotografo.

Sony World Photography Awards a Spazio Tadini

Rubrica I grandi fotografi a cura di Francesco Tadini

Leggi anche gli articoli su Diane ArbusAnnie LeibovitzHelmut Newton

Link consigliati per approfondire sul premio Sony:

https://spaziotadini.com/2016/09/13/sony-world-photography-awards-la-mostra-dal-16-settembre-al-16-ottobre/
https://www.worldphoto.org/it
http://style.corriere.it/top-class/sony-world-photography-awards-la-mostra-arriva-per-la-prima-volta-in-italia/

http://www.telegraph.co.uk/culture/photography/12168656/The-2016-Sony-World-Photography-Awards-The-shortlisted-finalists-in-pictures.html?frame=3580385

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