Miss Italia 2016: vince Kant!

kantMiss Italia 2016: vince Kant!- di Samanta Airoldi per Milano Arte Expo – blog diretto da Francesco Tadini – Settembre 2016…e come ogni Settembre, dal 1950 a questa parte, si è svolto il concorso di bellezza che ha incoronato la “più bella dello stivale”: Miss Italia! Diverse voci provenienti dai corridoi delle testate giornalistiche nazionali hanno fatto e continuano a fare un gran fracasso sulla discutibile “bellezza” della neo eletta (per foto : http://www.tgcom24.mediaset.it; http://www.panorama.it) su quanto si avvicini troppo ad una “normalissima ragazza della porta accanto” laddove, a dir loro, la reginetta d’Italia dovrebbe far sognare, incarnare un non so ché di irraggiungibile e perfetto.
Altro polverone è stato sollevato in quanto quest’anno, per la prima volta, sono state ammesse a concorrere non soltanto ragazze magre (tg 38/42) ma anche curvy; addirittura la seconda classificata si sarebbe dichiarata fiera della sua taglia 46!
Ciò che mi lascia perplessa è che, ad oggi, nel 2016 ancora sopravviva un concorso di bellezza! Si facciano concorrere donne, uomini o cani, mi chiedo quale sia l’effettiva utilità di un concorso di bellezza in una società che dovrebbe promuovere la pluralità, in tutte le sue sfaccettature!
Un giornalista di un quotidiano nazionale (Il Giornale) ha scritto che “in ogni paese Occidentale libero c’è un concorso di bellezza“, come se la libertà di un paese si misurasse sulla possibilità di una donna di gareggiare con altre donne in costume da bagno. In un paese dove ogni giorno almeno 1 donna viene uccisa o stuprata; in un paese in cui, anche se è una tua scelta, non puoi indossare il Burkini ma, al contempo, se indossi una minigonna vieni accusata di provocare eventuali violenze fisiche e sessuali; in un paese in cui la donna vene ancora vista come “incubatrice con una scadenza” la cui funzione nella vita è, principalmente, quella di “generare figli”; in un paese in cui, a parità di titoli di studio e competenze, una donna continua a guadagnare meno di un uomo…
Beh personalmente ritengo che i criteri in base a cui giudicare la Libertà effettiva, concreta e fattuale di un Paese, siano molto ma molto distanti dalle passerelle di un concorso di bellezza.

Superfluo rimarcare il carattere sessista di questo concorso vetusto: si continua a trasmettere, nemmeno troppo implicitamente, il messaggio che le donne devono competere per essere le più belle, che per la donna il fattore “bellezza” rimane il precipuo sulla cui base essere giudicata, negli anni ’50 come nel 2016; si continua a dare a intendere che per farsi strada nel mondo del cinema o dello spettacolo non contino tanto le competenze quanto l’aspetto fisico e, soprattutto, si comunica che, nei fatti, dal 1950 ad oggi non è cambiato proprio nulla!
Analogo concorso maschile non esiste o se c’è non viene trasmesso per 1 settimana in prima serata e non solleva cotanti polveroni sull’effettiva e oggettiva bellezza o bruttezza del vincitore.
Come negli anni’50, ancora oggi, ci troviamo a vivere in una società che, ben lungi dall’essere libera da stereotipi, non fa altro che accettarli e accentuarli!
Per quanto riguarda l’inaccettabile, secondo alcuni, ammissione di ragazze non conformi ai canoni, qui mi sento di spezzare una lancia a favore di questi giornalisti che, forse senza nemmeno saperlo, hanno tirato in ballo Kant e la sua Critica del Giudizio.

kant critica del giudizioKant fece una distinzione particolarmente interessante in merito: “giudizio estetico” e “giudizio di gusto“. Il primo inerente la sfera intersoggettiva: la bellezza non è un affare soggettivo, nulla ha a che vedere con “mi piace o non mi piace”; la bellezza è un insieme di canoni socio- culturali che variano a seconda dell’epoca e della società in funzione di esigenze socio- politiche da soddisfare. La bellezza, dunque, appartiene alla sfera dell’intersoggettivo e del sociale!
Diversa è la questione per quanto concerne il concetto di “gusto” che è rigorosamente soggettivo: ciò che mi piace o non mi piace riguarda solo me, a prescindere ed indipendentemente da ciò che la società reputa bello, a prescindere dai canoni di bellezza sociali intersoggettivamente condivisi.
Detto altrimenti: a me può piacere il soggetto o l’oggetto “X” anche se non corrisponde ai canoni sociali di bellezza ma, proprio in quanto non corrisponde ai canoni di bellezza sociali, non posso definire “X” bello, posso dire che mi piace ma non che è bello. Analogamente se “Y”, pur corrispondendo perfettamente ai canoni di bellezza sociali, non corrisponde al mio gusto soggettivo, allora potrò dire che non mi piace ma non potrò dire che non è bello.
Cosa determina questi canoni estetici sociali? sicuramente la politica ha il suo peso anche in questo settore. Infatti diverse società con diversi regimi politici presentano diversi canoni estetici ma anche la stessa società, a seconda delle epoche storiche e dei modelli politici, presenta differenti canoni di bellezza.

La società, per ragioni sociali, politiche, culturali può proporre qualunque modello di bellezza e ciò non è né giusto né sbagliato; ciò che è sbagliato per gli individui è l’assorbire passivamente tali modelli senza analizzarli, senza analizzare le ragioni che vi stanno alla base e, soprattutto, senza chiedersi se essi sono in sintonia con l’immagine ideale che abbiamo di noi stessi, se corrispondono all’immagine della persona che noi vogliamo essere.
Tanto arrendersi rassegnati di fronte ad un immagine riflessa nello specchio che non ci piace e da cui non ci sentiamo rappresentati, quanto assorbire e accettare passivamente modelli sociali è un errore.
Possiamo dirci “liberi” e, altrettanto, possiamo definire una società “libera” quando vi è la consapevolezza di chi si è e di ciò che si vuole; quando non si ha bisogno di competere per affermarsi; quando non si organizzeranno più vecchi concorsi di bellezza che reiterano vecchi stereotipi sessisti.

leggi anche gli altri articoli di Samanta Airoldi, per la rubrica “Perle di Follia” del magazine Fine Art & Lifestyle Milano Arte Expo

Samanta Airoldi

Il magazine Fine Art & Lifestyle Milano Arte Expo, diretto da Francesco Tadini e  Melina Scalise (giornalista professionista, ufficio stampa e presidente della Casa Museo Spazio Tadini) – mail: milano.arte.expo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia la fashion blogger e filosofa Samanta Airoldi per il testo e la selezione delle immagini su Miss Italia 2016: vince Kant!

Melina Scalise

Melina Scalise, direttore del magazine d’Arte Design Fashion Fotografia e Lifestyle fondato insieme a Francesco Tadini

Milano Arte Expo

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