Milano Fashion Week 2016: la Moda non basta più!

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Milano Fashion Week 2016: la Moda non basta più! Di Samanta Airoldi – per  Mae Milano Arte Expo, fondato da Francesco Tadini – 21 Settembre 2016…come in ogni altra città di questo emisfero terrestre anche da noi inizia l’Autunno ma, a differenza della maggior parte delle altre città, qui da noi prende il “là” la settimana più sberluccicosa e scintillante dell’anno: la Milano Fashion Week!
Quest’ anno la settimana più attesa da stilisti e fashionisti di tutta Italia è stata “inaugurata” da un’ autentica “rivoluzione non violenta” messa in atto da 3 modelle, attiviste dell’associazione animalista Peta (People for Ethical treatments of Animals).
Le tre giovani donne, volontariamente seminude al fine di catalizzare l’attenzione dei passanti sulla loro protesta, hanno organizzato un mini picchetto di fronte al Duomo, pacificamente “armate” di cartelli su cui erano scritte frasi di condanna verso il fenomeno di violenza sugli animali: “Nessuna mucca abbattuta”, “Nessuna volpe scuoiata”, “Nessuna pecora picchiata”.  (per vedere le foto http://www.milanotoday.it/cronaca/protesta-modelle-duomo-foto)

Questa protesta, svoltasi il pomeriggio antecedente l’inizio delle sfilate, ci fa riflettere su come la “Moda Tradizionale” non sia più sufficiente, come anch’essa, al pari della Politica, non rispecchi più il tessuto sociale in cui vuole inserirsi, con le nuove legittime istanze che sono sorte negli ultimi 10/15 anni.
è in costante crescita il numero di persone che optano per un’alimentazione Vegetariana o Vegana e la maggior parte sceglie questo nuovo “modus vivendi” sia nel piatto sia nel guardaroba perché se è atroce pensare di procurare sofferenza ad un animale o causare danni all’ecosistema per soddisfare la “gola”, lo è altrettanto quando si tratta di solleticare la vanità con pellicce o accessori di pelle( o creme, trucchi e cosmetici)
Infiniti ettari di terreno e risorse idriche vengono impiegati per l’allevamento del bestiame destinato alla macellazione per consumo alimentare o vestiario; la medesima terra che potrebbe essere impiegata per colture di prodotti agricoli sia da destinare alle esportazioni verso i Paesi del terzo Mondo (perché questo significa, nel concreto “aiutarli a casa loro”!) sia per il consumo nazionale interno diminuendo così le importazioni dall’estero con un notevole risparmio per l’economia nazionale attualmente in crisi.
Le coltivazioni di prodotti agricoli, inoltre, comportano un consumo idrico decisamente minore rispetto agli allevamenti con un beneficio per il Pianeta che, sempre più sfruttato, inizia a scarseggiare di risorse a fronte di una popolazione mondiale in crescita e di un prolungamento dell’età media della durata della vita.

kant critica del giudizio

kant critica del giudizio

Quindi oggi alla Moda si chiede di evolversi, di sapersi innovare e reinventare in chiave Etica, di andare oltre un “bello fine a se stesso” per riscoprire che, come già sosteneva Kant a fine ‘700, “Bello e Giusto” sono semplicemente due modi alternativi e complementari di esperire e conoscere il mondo: dalla percezione sensibile al ragionamento razionale il primo (Critica del Giudizio); dai “costumi tradizionali” alla critica universale il secondo (Fondazione della Metafisica dei Costumi).
Come non siamo più disposti ad accettare che gli “imperatori del Fashion”, incuranti della Morale e delle conseguenze socioculturali, esibiscano  in passerella senza remore, ragazzine minorenni emaciate e denutrite le quali potrebbero influenzare negativamente altre adolescenti(non necessariamente ma il rischio esiste e va evitato!), così è ugualmente inaccettabile che in un 2016 ricco di alternative Cruelty Free, per avidità o noncuranza, si utilizzino materiali che causano morti dolorose agli animali e danni ambientali irreversibili a causa degli allevamenti intensivi.
Come sosteneva Edward Lorenz, matematico e meteorologo del secolo scorso “se un gabbiano (trasformato successivamente in una più poetica “farfalla”) sbatte le ali a Tokyo, le conseguenze si avvertiranno fino a New York” (la teoria fu, in seguito, applicata anche all’ambito economico): ogni nostra scelta produce conseguenze, positive o negative, sul mondo e sul resto della società di cui siamo tutti responsabili.
Dunque riflettiamo e scegliamo con consapevolezza ed etica di quali tessuti rivestire le nostre ali per le prossime stagioni 😉

leggi anche gli altri articoli di Samanta Airoldi, per la rubrica “Perle di Follia” del magazine Fine Art & Lifestyle Milano Arte Expo

Samanta Airoldi

Il magazine Fine Art & Lifestyle Milano Arte Expo, diretto da Francesco Tadini e  Melina Scalise (giornalista professionista, ufficio stampa e presidente della Casa Museo Spazio Tadini) – mail: milano.arte.expo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia la fashion blogger e filosofa Samanta Airoldi per il testo e la selezione delle immagini su Milano Fashion Week 2016: la Moda non basta più!

Melina Scalise

Melina Scalise, direttore del magazine d’Arte Design Fashion Fotografia e Lifestyle fondato insieme a Francesco Tadini

Milano Arte Expo

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