Dieci domande a… Neve

neve-energy-box-viale-marcheMilanoArtExpo prosegue con le interviste nel settore della Street Art a Milano. Questa volta andremo a incontrare un altro grande protagonista del progetto Energy Box. Lui chi è? Neve.

Neve, al secolo Danilo Pistone, è nato a Torino nel 1976. Nel 1995 ha iniziato a dipingere sui muri del capoluogo piemontese, con lettere in tre dimensioni che hanno subito fatto notare agli appassionati di Street Art la sua predilezione per i grandi formati e per l’iperrealismo. La passione per l’Arte figurativa ha poi preso il sopravvento e la sua verve creativa ha unito classicismo e innovazione, accademismo e Street Art in pochi metri di muro. In poco tempo è arrivato a saper usare, da esperto, la bomboletta spray, tanto quanto le matite e i pennelli. Neve ha, quindi, iniziato a dipingere sia in Italia che in Europa, sperimentando linguaggi diversi. Nel 2006 ha cominciato a lavorare a performances artistiche, spinto dall’importanza concettuale delle sue opere, in cui lascia l’osservatore con una domanda aperta o con una riflessione. Nel frattempo si è dedicato anche a opere e stencils di stampo sociale e politico, come una delle sue più riuscite, il muro del Leoncavallo in Via Watteau a Milano, eseguito nel 2008, che ricorda le varie fasi storiche del noto centro sociale meneghino. Successivamente ha partecipato, a Roma, alla mostra Scala Mercalli, per la quale ha creato un’opera di denuncia della condizione femminile rovesciando i ruoli della Pietà di Michelangelo in San Pietro. Nell’autunno 2008 si è dedicato alla creazione, in tutta Milano, di finte bombe e mezzi bellici di cartone che, per il loro impatto emotivo e anti-guerra, gli hanno procurato l’interesse dei media. Dal 2009 ha cominciato a unire, nelle sue opere, vita interiore e spazio circostante, esponendo sia a Düsseldorf che alla Biennale di Venezia sotto la guida di Vittorio Sgarbi. I suoi murales, da questo momento, hanno assunto le forme che ancora oggi contraddistinguono la sua Arte, con dimensioni titaniche e contesti un po’ reali e un po’ fiabeschi, dove vivono donne, sirene, bambini che innaffiano giardini, partigiani e pugili. Tra 2010 e 2011, ha partecipato al progetto Walls of Fame a Milano e ha lavorato a murales per marchi come Campari e Fabriano. Negli ultimi anni, Neve si è specializzato sullo studio della luce su sfondo nero, in cartoncini palesemente ispirati a Caravaggio. I messaggi di queste opere sono lontani dalle tematiche sociali e politiche del passato, e cercano nell’inconscio e negli archetipi della vita umana un motivo enigmatico che, costante dell’opera di Neve, lasci lo spettatore con il punto di domanda, ma che lo stimoli a cogliere il vero significato (o i veri significati) dell’opera.neve-leoncavallo
Per descriverlo, prima di passare a lui la parola, potrei citare le parole di un articolo uscito su La Repubblica del 15 giugno 2015: “Potrebbero sembrare foto dai contrasti caravaggeschi, ma si tratta di muri imponenti: facciate di palazzi, cavalcavia, muri di cinta di stabilimenti industriali. Proprio nel connubio tra Arte Urbana e Classicismo, Danilo Pistone, in arte Neve, torinese di 29 anni, ha trovato il suo segno distintivo. Uno degli esponenti del neomuralismo più prolifici e rinomati in Italia”.neve-san-lorenzo

1) Da quando lavori come artista?

Ho sempre disegnato e sono ormai ventun’anni che dipingo sui muri, non volevo farne un impiego, semplicemente non ho tempo di fare un altro lavoro.

 2) Come mai il soprannome Neve? Da dove deriva questa scelta?

Neve non è un soprannome, è il nome proprio di una parte di me. Mi hanno sempre chiamato così per via del disturbo di Asperger, da bambino era una presa in giro per il mio carattere, con gli anni è diventato il mio nome.

neve-energy-box-via-torino3) Come mai hai voluto diventare un artista?

Detesto gli artisti, i loro personaggi stereotipati, il loro ego smisurato, la falsa modestia, l’eclettismo forzato, il loro vivere fuori dalla realtà. Come accade in molti casi sono diventato ciò che ho sempre odiato.

4) Ti si conosce come street artist: che cos’è, per te, la Street Art?

Non credo di essere uno street artist, o quantomeno non più. Vengo dal mondo dei graffiti e passando dalla Street Art sono approdato al neomuralismo. Credo che la Street Art sia un fenomeno troppo ampio da poter definire:  tecnicamente sarebbe appropriato che comprendesse ogni forma di Arte che viene eseguita in strada. Il tipo di “Street Art” che ho conosciuto nel mio percorso, per me, rappresenta semplicemente un’evoluzione stilistica, comunicativa e tecnica del graffitismo.

5) Il progetto Energy Box, a cui tu hai partecipato, che cosa rappresenta per te?

Il progetto Energy Box credo sia un bellissimo esempio di operazione di riappropriazione in chiave artistica di un panorama urbano di cui ci è stata imposta l’estetica per motivi prettamente funzionali. Credo sia opinione diffusa che una cabina di plastica grigia al centro di un incrocio non sia gradevole alla vista e credo sia davvero un’ottima cosa che ora ce ne siano molte che hanno un’identità. Spero sia l’inizio di qualcosa.neve-carrara

6) Milano, per te, è una città adatta alla Street Art oppure ostile?

Milano è stata per molti anni la capitale dell’ipocrisia sulla Street Art… Da un lato applicava una dura repressione, dall’altro la celebrava con mostre molto importanti. Non ho ancora chiaro se l’ostilità che nasce da chi accomuna indistintamente ogni cosa sia dipinta su un muro e la voglia coprire con una rullata di vernice grigia o sia frutto di ignoranza o stupidità.

7) Le altre città in cui hai lavorato si sono rivelate ricettive nei confronti della Street Art?

All’estero, tendenzialmente, è passata da una decina di anni la diffidenza, ma anche in Italia alcune città si sono dimostrate estremamente ricettive, come, per esempio, Roma negli ultimi anni.

neve-carugate8) Quali sono i tuoi soggetti preferiti e per quale motivo? Come sono nati?

Amo dipingere archetipi manifestati da composizioni di figure umane. L’umano è un ottimo contenitore per i concetti, i maestri del passato probabilmente lo consideravano scontato, a me è sempre piaciuto parlare di molti argomenti inscrivendoli nei volti e negli sguardi dei miei soggetti.

9) L’Arte, nella tua visione, deve essere creazione “ideale” oppure una manifestazione della realtà nelle sue dinamiche sociali?

Per me l’Arte è sacra e come tale deve trattare concetti immanenti. L’Arte che tratta tematiche sociali senza coglierne l’archetipo tende a perdere la sua forza in pochi anni e diventare inutile.

 10) Tornando a Energy Box, per quale motivo hai scelto i motivi che compaiono sulle tue centraline? Che significa, nella tua visione, questo motivo?

Nelle mie centraline ho raffigurato volti e simboli molto in linea con la mia ricerca, due in particolare sono visi che guardano lo spettatore come per invitarlo a scoprirne i simboli che si celano dietro le figure. La terza è la gazza ladra che ruba la chiave di lettura.

11) I personaggi che hai raffigurato sulle tue centraline sono figure reali o d’immaginazione?

I miei personaggi, anche se sovente si ispirano a persone reali, sono sempre d’immaginazione. Non amo riprodurre la realtà, preferisco sempre crearne una mia, anche se verosimile.

12) Progetti per il futuro?

Ho tantissimi progetti per il futuro… Mostre, muri, viaggi,… Ma sono scaramantico e preferisco non parlarne.

Per chi volesse vedere le Energy Box dipinte da Neve, le può trovare in:

  • Via Torino (accanto alla chiesa di San Sebastiano)
  • Viale Marche angolo Via Arbe
  • Viale Fulvio Testi angolo Viale Ca’ Granda

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