FertilityDay: dalla pancia alla testa, il 22 settembre 2016

FertilityDay: dalla pancia alla testa – di Samanta Airoldi per Milano Arte Expo (blogzine diretta da Francesco Tadini) – Una giornata dedicata alla “fertilità” nel senso più biologico e materiale del termine: l’idea è partita dalla ministra della salute Beatrice Lorenzin e, in meno di 48 ore, ha sollevato polemiche e polveroni che, per una volta, hanno unito Centro Destra e Centro Sinistra.
Secondo i piani della ministra Lorenzin, il primo “Fertility day” si celebrerà il 22 settembre 2016 nelle città di Roma, Bologna, Catania, Padova.
La sua Istituzione è prevista dal Piano Nazionale della Fertilità e vuole essere un modo per focalizzare l’attenzione su diversi punti che coinvolgono tanto la sfera biologica quanto quella sociale.
Attraverso lezioni e tavole rotonde con medici ed esperti, verranno analizzati e messi in rilevo, specialmente, i seguenti aspetti:
-il pericolo della denatalità nel nostro Paese
-la bellezza della maternità e paternità
-il rischio delle malattie che impediscono di diventare genitori
-l’aiuto della Medicina per le donne e per gli uomini che non riescono ad avere bambini.
La campagna pubblicitaria è stata realizzata in modo volutamente provocatorio con immagini e slogan dai toni moralmente discutibili e che, di certo, non si sono distinti per sensibilità.
Giusto per citarne un paio: “La bellezza non ha età, la fertilità Sì”; ” Datti una mossa, non aspettare la cicogna”; “Il rinvio della maternità porta al figlio unico… se arriva”.

Fertility Day

Fertility Day

La Ministra Beatrice Lorenzin (non medico ma Ministra della Salute) ci ha tenuto a specificare che il Fertility Day, lungi dal voler ferire la sensibilità delle donne, ha, anzi, lo scopo di renderle più consapevoli e che si tratta di un’iniziativa medico/scientifica a scopo informativo e preventivo.
Dato per assodato che tutti siamo ben consci del fatto che con l’avanzare dell’età biologica la fertilità decresce, è pur vero che l’infertilità o la sterilità colpiscono non solo il sesso femminile ma anche il sesso maschile e, dunque, la campagna pubblicitaria, per essere logica-razionale-coerente- obiettiva e , soprattutto, non sessista avrebbe dovuto prevedere immagini e slogan rivolti anche agli uomini o, quantomeno, alle coppie e non unicamente alle donne come, invece, è stato fatto. Si è riprodotto ed esasperato un pregiudizio socio culturale obsoleto: se i figli non “arrivano” la colpa è della donna… é la donna ad avere una “data di scadenza”…Perchè, in fondo, “i figli sono roba da donne”: agli uomini la carriera…alle donne casa e accudimento dei figli… no?!

fertilityday2016

fertilityday2016

Ma penso sia necessario andare oltre…talmente oltre da giungere persino a complimentarsi con questo geniale pubblicitario che attraverso una campagna moralmente discutibile, scorretta e urtante…ha smosso le Teste!!! Attraverso lo “sdegno della Pancia” sono stati messi in moto i neuroni, la ragione ed ecco lì che nel giro di 48 ore nessuno più parlava di Burkini e Bikini ma tutti, finalmente, abbiamo iniziato a riflettere sul “perché oggi non si fanno più figli? perché se ne fanno sempre meno? perché sempre più donne diventano madri a 40 anni e non più a 25?” ! Bene: si è suscitata (volutamente) una reazione istintuale per arrivare alla Razionalità e indurre a ragionare su questioni sociali/politiche/economiche/culturali Reali e urgenti!
Il problema della “natalità 0” non è legata a problemi di fertilità ( che, allora, come ho già scritto riguardano sia le Donne sia gli Uomini!) ma a fattori  di Politiche socioeconomiche assenti in Italia e  a fattori legati ad un cambiamento socio culturale più profondo e complesso che affonda le sue radici già in Ipazia di Alessandria, prima filosofa nella Storia dell’umanità ( che, con grande disapprovazione da parte dei suoi contemporanei, non si sposò e non ebbe figli ma dedicò la sua vita alla Filosofia e all’Astronomia. Venne uccisa da alcuni studiosi di quei tempi tra cui Cirillo e Ambrogio, oggi santificati…)
Sicuramente sono URGENTI Politiche Sociali ed economiche a sostegno della famiglia: nidi aziendali gratuiti per i dipendenti; periodo di paternità di almeno 6 mesi n modo da “condividere” concretamente la gestione pratica dei figli ed evitare, al contempo, che le donne, al momento di concorrere per un posto di lavoro vengano discriminate in partenza per un’ipotetica maternità futura( se saranno riconosciuti periodi di maternità e paternità di ugual durata entrambi obbligatori, a quel punto donne e uomini comporteranno gli stessi Pro e gli stessi Contro per i datori di lavoro!); possibilità di lavorare con turni di part time verticali o possibilità di lavorare da casa; prezzi accettabili di cibi per neonati e di materiale scolastico; bonus tata…Sono misure importanti che devono essere attuate quanto prima e, sicuramente, saranno un incentivo per molte coppie, anche giovani.
Ma fermarsi qui, ancora una volta, sarebbe riduttivo e miope, significherebbe negare i cambiamenti socio culturali degli ultimi 15/20 anni, cambiamenti per cui le nostre madri/zie/sorelle si sono battute! Nei paesi del Nord Europa i sussidi statali ci sono eccome…eppure il calo delle nascite è altissimo… E allora? Qual è la più importante ragione che sta alla base di questa decrescita demografica?

Ipazia d'Alessandria

Ipazia d’Alessandria

La società è cambiata, è passata ad un altro “ciclo evolutivo”: oggi a 25/28 anni una donna ( ma anche un uomo) stanno terminando gli studi universitari che, sempre più spesso, per fortuna, proseguono anche dopo la Laurea con Dottorati, Master, Specializzazioni e questo è un BENE per la crescita culturale degli individui che saranno cittadini più istruiti, competenti e consapevoli con conseguenze positive per l’intera società.
Grazie alle famose battaglie degli anni ’60 e ’70, quando le nostre madri o zie scendevano in strada bruciando i reggiseni, marciando audaci al grido di “Donne non si nasce, Donne si diventa!” o ” L’utero è mio e me lo gestisco io!”, oggi una donna è consapevole che fare figli non è un “destino biologico” ma una scelta e che, se vuole, può non farne e realizzarsi in altri modi; può realizzarsi attraverso la carriera prima di diventare, eventualmente, madre oppure può realizzarsi nel suo lavoro e nei suoi hobby senza, per forza, partorire prole.
Dunque è comprensibile sia che molte donne scelgano di non avere figli sia che, se si sceglie di avere figli, il primo figlio si faccia non a 25 anni ma intorno ai 38/40: a 25/28/30 anni una donna (ma anche un uomo) completa il ciclo di studi, fa viaggi all’estero per completare la sua formazione e poi cerca, o crea, un lavoro che la appaghi come persona, che soddisfi le sue aspettative non solo economiche ma anche di crescita.

Rivoluzione femminista

Rivoluzione femminista

Con politiche Sociali ed economiche adeguate a sostegno della famiglia ci saranno sicuramente più coppie che faranno figli ma continueranno anche ad esserci donne e uomini che, in ogni caso, sceglieranno di non procreare e di dedicare le loro vite ad altre attività e passioni ugualmente rispettabili e nobili.
Ci estingueremo? Non penso: per ogni donna che sceglierà di non avere figli, ce ne sarà un’altra che arrivata a 40 anni con una carriera consolidata deciderà, con il suo compagno, di averne uno e ce ne sarà un’altra ancora che, se aiutata da politiche socioeconomiche adeguate, ne farà più di uno magari anche prima dei 40 anni. La soluzione non è il Fertility Day, che ha voluto essere una lucida e ben riuscita provocazione: la soluzione, come sempre, sta nel prendere atto dei cambiamenti e, per non subirli, fornirsi di strumenti culturali adeguati per gestirli al meglio!

leggi anche gli altri articoli di Samanta Airoldi, per la rubrica “Perle di Follia” del magazine Fine Art & Lifestyle Milano Arte Expo

Samanta Airoldi

Il magazine Fine Art & Lifestyle Milano Arte Expo, diretto da Melina Scalise (giornalista professionista, ufficio stampa e co – ideatrice con Francesco Tadini e presidente della Casa Museo Spazio Tadini) – mail: milano.arte.expo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia la fashion blogger e filosofa Samanta Airoldi per il testo e la selezione delle immagini su Fertility Day: dalla “pancia” alla “testa”.

Melina Scalise

Melina Scalise, direttore del magazine d’Arte Design Fashion Fotografia e Lifestyle fondato insieme a Francesco Tadini

Milano Arte Expo

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *