Tvboy, Street Art Milano: intervista all’artista Salvatore Benintende di Stefano Malvicini

street art Milano

Street Art: Tvboy – intervista di Stefano Malvicini per Milano Arte Expo

Tvboy, Street Art Milano: intervista all’artista Salvatore Benintende di Stefano Malvicini. Un altro protagonista della Street Art milanese risponde alle domande di Milano Arte Expo. Lui chi è? Tvboy. Andiamo a scoprire qualcosa di più su di lui. (Leggi al >LINK tutti gli articoli e le interviste realizzate da Stefano Malvicini).

Tvboy street art

Tvboy – Yoda

Tvboy, al secolo Salvatore Benintende, nasce a Palermo nel 1980 ma, ben presto, come tanti ragazzi siciliani, si trasferisce con la famiglia a Milano. Qui, completa il suo percorso di studi e resta colpito da murales e graffiti nelle periferie. Nel 1999 si iscrive al Politecnico, dove frequenta i corsi di Design Industriale, e si laurea nel 2004 con una specializzazione in Graphic Design e con un soggiorno, nel 2002, a Bilbao, per frequentare l’Accademia di Belle Arti della città basca.

Nel 2004 ha iniziato un’attività di grafico e designer anche per alcune testate giornalistiche, le quali gli hanno permesso di proseguire con la vocazione da street artist. La Spagna, però, è stata un fulmine a ciel sereno, per il nostro Salvatore, che, nel 2004, visita per la prima volta Barcellona, dove rimane affascinato dalla vivace scena underground locale. Nel 2005, Salvatore si trasferisce definitivamente in Catalogna, dove, ancora oggi, vive e lavora.

Questa la sua vicenda biografica. La sua vicenda artistica affonda le sue radici nel 1996, quando, a sedici anni, inizia a realizzare interventi di lettering sotto lo pseudonimo di Crasto. Nel 2002, dopo l’esperienza a Bilbao, la Facoltà di Design del Politecnico lo invita a partecipare a una mostra collettiva in cui, per la prima volta, compare il personaggio di Tvboy.

Tvboy è un alter ego dell’artista, con cui Salvatore si rappresenta per distinguersi dalla cultura di massa imposta dai mass media, in primis la televisione. In questa mostra, Salvatore utilizza vecchi televisori abbandonati, su cui, con lo stencil, realizza ritratti di amici e star dello spettacolo intrappolati nel monitor. Dopo la mostra, Salvatore decide di unire al suo primo pseudonimo Crasto anche quello di “the tvboy”, il ragazzo della TV.

Tvboy street art

Tvboy – Putin

Successivamente, Salvatore abbandona questa tecnica in nome di un personaggio molto più “da fumetto”, schizzato a mano libera sulla scia dei manga giapponesi, trasformando una specie di autoritratto in un bambino stilizzato con il viso incastrato dentro a un monitor a tubo catodico.

Così è nato Tvboy, divenuto, per mano di Salvatore, un’icona simbolo della critica al consumismo di massa, che utilizza la strada come luogo simbolico di ribellione al bombardamento mediatico-pubblicitario e di volontà di uscire dall’alienazione urbana. È nato così anche il suo motto: “Spegni la televisione, sei tu il protagonista della tua vita”.

Nel frattempo, oltre agli stencil, Salvatore lavora anche a poster colorati, di grandi dimensioni, realizzati con colori acrilici uniti da colla di farina, e a sticker in bianco e nero, stampati su carta adesiva, destinati a essere attaccati al retro di cartelli stradali o altri oggetti di arredo urbano. Tra il 2003 e il 2004, realizza, insieme a Ivan Il Poeta, Pao e Bros, interventi in molte città d’Italia.

Dal 2005 ha iniziato a esporre in varie gallerie di Barcellona e del Nord della Spagna, ma anche al Museo di Storia di Saragozza. Dopo aver lavorato come grafico per alcune riviste di freestyle, skateboard e snowboard, nel 2007 si mette in proprio e fonda il suo studio personale.

Dello stesso anno è la partecipazione alla mostra Street Art Sweet Art al PAC di Via Palestro, per cui presenta tre tele bianche mentre continua a dipingere sulla parete della sala, segno che la Street Art non possa essere intrappolata nel recinto della cornice e del Museo, e a quella Street Up a Verona. Il 2008 segna la registrazione del marchio Tvboy e la sua prima mostra personale a Copenaghen, oltre a vari progetti in giro per il Mondo.

Tvboy street art

Tvboy – Dalì

Nel frattempo, Tvboy inizia a essere utilizzato per campagne pubblicitarie e commerciali. Tra il 2009 e il 2010, Salvatore è protagonista di due mostre di grande successo, la prima, Pop remixes, a Roma e la seconda, Mash up, al Superstudio Più di Via Tortona a Milano.

Dopo queste esposizioni, Salvatore diventa uno dei più quotati artisti neo-pop italiani, ispirato allo stile di Warhol, Schifano Haring e Lichtenstein, oltre che ai manga giapponesi e ai comics americani, e richiesto in tutta Europa per interventi urbani. Nel 2014, a Porto Cervo, una mostra affianca l’Arte di Tvboy a quella dei grandi della Pop e Street Art mondiale, da Warhol a Basquiat e Keith Haring, e lo stesso avviene l’anno successivo a Barcellona. Nello stesso 2015, infine, Salvatore Benintende viene chiamato a Milano da Davide “Atomo” Tinelli per la decorazione di alcune centraline all’interno del progetto Energy Box Milano. Scopriamo qualcosa di più sulla sua carriera dalle sue parole.

S.: Da quando lavori come artista?
T.: Nel 1996, a 16 anni, ho iniziato a fare i primi interventi urbani come “Crasto”, ma per me era solo un hobby; poi mi sono iscritto al Politecnico di Milano e, nel 2004, mi sono laureato come disegnatore industriale, intraprendendo l’attività di designer. Nel frattempo coltivavo, nel tempo libero, la passione per la Street Art che, nel 2004, era solo un genere di nicchia e, nel 2005, mi sono trasferito per lavoro e per amore a Barcellona. É stato solo nel 2008, dopo essere stato invitato a esporre in differenti parti del mondo, come Copenaghen, Berna, Beirut, Washington e L’Avana, con il successo di quelle mostre, che ho capito che il mio hobby si stava trasformando in qualcosa di serio e che dovevo dedicarmici con tutto il mio impegno.

Tvboy - Frida Kahlo

Tvboy – Frida Kahlo

S.: Come mai hai voluto diventare un artista?
T.: Non è qualcosa che si sceglie ma qualcosa che ci si porta dentro. Non mi è mai piaciuto definirmi artista, perché mi sento un imprenditore e un libero professionista del settore delle Arti visive, sia nel settore delle mostre che in quello commerciale attraverso il marchio che ho registrato, Tvboy. Per chi avesse curiosità in merito, invito a visitare www.tvboy.it e tvboyshop.com

S.: Ti si conosce come street artist: che cos’è, per te, la Street Art?
T.: Una passione, un atto di altruismo, qualcosa che si fa non per un ritorno economico, nè per se stessi, ma per gli altri, per condividere un messaggio col pubblico e condividere delle idee. È una delle poche forme di Arte pura, che salta l’intermediario, il critico d’arte, la galleria o il museo, per arrivare direttamente a creare un dialogo con lo spettatore.

S.: Il progetto Energy Box, a cui tu hai partecipato, che cosa rappresenta per te?
T.: Una bellissima idea di Davide “Atomo” Tinelli, che mi ha entusiasmato da subito! Un progetto che ha dimostrato come Milano possa essere all’avanguardia per questo tipo di iniziative!
Al ritorno a Barcellona, entusiasmato dal progetto, ho realizzato alcuni interventi su centraline, trasformandole in funghi urbani ma, ahimè, sono state cancellate e ricolorate di grigio!

Tvboy

Tvboy – Energy Box-Lanza

S.: Milano, per te, è una città adatta alla Street Art oppure ostile?
T.: Adatta e ostile allo stesso tempo: una mano dà, l’altra toglie, ma questo è anche il bello della Street Art…

S.: Quali sono i tuoi soggetti preferiti e per quale motivo?
T.: Ultimamente, ho iniziato una nuova serie di lavori chiamati modern icons, che ho esposto in mostre personali a Roma, Napoli, al Castello Visconteo di Pagazzano e, recentemente, al Mandalay Bay Centre di Las Vegas, e che hanno riscosso grande successo. Si tratta di ritratti di celebri personaggi della storia della Politica e dello Spettacolo rivisitati con un tocco di ironia e associazioni inaspettate.

S.: L’Arte, nella tua visione, deve essere creazione “ideale” oppure una manifestazione della realtà nelle sue dinamiche sociali?
T.: Per me, nessuna delle due. L’Arte con la A maiuscola, per me, deve stupire e sorprendere lo spettatore, deve essere una reinterpretazione personale, ma deve riflettere il suo tempo, il periodo in cui è stata creata con le sue contraddizioni, deve creare un dialogo con chi la fruisce e certamente essere soggetta a molteplici e differenti interpretazioni!

S.: Tornando a Energy Box, per quale motivo hai scelto i motivi che compaiono sulle tue centraline? Che significa, nella tua visione, questo motivo?
T.: Quando ho chiesto ad “Atomo” di spedirmi, via email, le foto delle centraline per pensare a qualche idea prima di prendere l’aereo per Milano, non ho avuto dubbi! Una centralina mi ricordava la forma di una macchina fotografica vintage e ho fatto una fotocamera Instagram Polaroid all’angolo tra Foro Bonaparte e Via Quintino Sella, Le altre sono vicine a un MC MENU di McDonald’s, con hamburger, patatine e Coca Cola in Foro Bonaparte angolo Via Tivoli, mentre l’ultima, in Piazza San Marco rappresenta un pacchetto gigante di sigarette. Ovviamente tutto con Tvboy come leitmotiv!

S.: Progetti per il futuro?
T.: Tantissimi! ho di recente firmato degli accordi per nuove collaborazioni in Europa e negli USA. Stay tuned!

Tvboy

Tvboy – Van Gogh

Stefano Malvicini

> leggi anche gli altri articoli e le interviste di Stefano Malvicini per Milano Arte Expo – magazine del centro culturale e d’arte contemporanea Spazio Tadini.

Stefano Malvicini

Energy Box Milano

Tvboy – Energy Box Milano -San Marco

MAE Milano Arte Expo, magazine dell’Art Center Spazio Tadini diretto da Francesco Tadini e Melina Scalise, giornalista  – mail: milano.arte.expo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia  Stefano Malvicini per l’intervista – e la selezione delle immagini delle opere – all’artista Tvboy / Salvatore Benintende.

Milano Arte Expo

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Una risposta

  1. francesco scrive:

    grande tvboy! quando ero ragazzino le strade di milano erano piene dei suoi lavori!!!

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