MenInHijab: Iran, un Velo per la Libertà

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MenInHijab: Iran, un Velo per la Libertà- di Samanta Airoldi. Può un Velo, simbolo di “oscurantismo” per eccellenza, essere usato per promuovere parità e rispetto di genere e libertà  di autodeterminazione?
Sì, può, con la Cultura tutto diventa possibile ed è proprio ciò che sta accadendo attraverso la campagna MenInHijab, uomini in hijab, lanciata dalla giornalista Masih Alinejad per combattere la sottomissione femminile in Iran.
Mariti, fratelli, amici che, per solidarietà con le donne, hanno scelto di farsi fotografare con addosso il Velo: tutti uniti, a prescindere da sesso e genere, per rivendicare parità e uguaglianza. (vedi immagini al > LINK)

Dalla presa del potere di Ayatollah Khomeini, nel 1979, quando l’Iran da monarchia si trasformò in Repubblica Islamica, alle donne venne imposto il velo nei luoghi pubblici e il divieto assoluto di fare foto senza indossarlo.
Multe, carcere e punizioni corporali per le disobbedienti a quelle Leggi che, senza giustificazione logica, sono passate dall’essere indicazioni (non imposizioni!) religiose e, dunque, private, a obblighi statali e, pertanto, inerenti la sfera pubblica.
Il testo sacro della religione musulmana non obbliga le donne a coprirsi, la religione è assai spesso strumentalizzata per scopi politici con cui nulla ha a che fare.
L’imposizione del Velo, talvolta anche integrale come il burqa, è legato più ai singoli paesi con le relative dinamiche economiche/ politiche/sociali/culturali: l’Islam viene vissuto in modi anche parecchio diversi a seconda del Paese e del governo vigente.
Nel Corano non viene prescritta la sottomissione del genere femminile, tutt’altro: i genitori vengono invitati a crescere figli maschi e figlie femmine in ugual maniera.
La sottomissione della donna, la mortificazione e colpevolizzazione del corpo è un bieco meccanismo socio culturale che rimanda l’idea di una donna che, per non essere “pericolosa” deve essere coperta e sottomessa, nel corpo e nello spirito: ogni cultura, islamica o non, a suo modo, ha sempre cercato di manipolare e stravolgere il corpo femminile.

Il gesto compiuto da questi uomini straordinari ha un fortissimo impatto non solo simbolico ma concreto , tangibile, visibile, reale; viene riconosciuta e rivendicata la libertà di autodeterminazione delle donne, riconosciute, dunque, dagli uomini, come detentrici di uguali diritti, capacità, dignità!
Non è una manifestazione contro l’Islam né contro il Velo, ma è una fortissima protesta contro l’imposizione: il Velo deve essere una scelta, non un obbligo; le donne che vogliono indossarlo devono essere libere di farlo, ma altrettanto dovrà essere rispettata la scelta di coloro che, invece, preferiranno non indossarlo. Viene chiesta una netta separazione tra “pubblico” e “privato”: la fede è un sentimento soggettivo legato alla sfera personale dei singoli, le leggi dello Stato devono essere laiche e scisse dal fenomeno religioso.

J. Rawls Una Teoria della Giustizia

J. Rawls Una Teoria della Giustizia

A tal proposito ritengo interessante notare che John Rawls in “Una teoria della Giustizia” scriveva che per stabilire regole sociali eque era necessario scegliere come se fossimo posti dietro un “velo d’ignoranza”, ovvero senza sapere quale sarebbe stata la nostra posizione all’interno del contesto sociale e dovendoci, dunque, mettere nei panni di chiunque altro: oggi questi uomini iraniani stanno facendo esattamente questo, si stanno mettendo nei panni delle loro mogli, sorelle, amiche proprio attraverso un velo…

…Non un velo d’ignoranza ma un velo di consapevolezza che deve diventare simbolo di libertà!

leggi anche gli altri articoli di Samanta Airoldi, per la rubrica “Perle di Follia” del magazine Fine Art & Lifestyle Milano Arte Expo

Samanta Airoldi

Il magazine Fine Art & Lifestyle Milano Arte Expo, diretto da Melina Scalise (giornalista professionista, ufficio stampa e co – ideatrice con Francesco Tadini e presidente della Casa Museo Spazio Tadini) – mail: milano.arte.expo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia la fashion blogger e filosofa Samanta Airoldi per il testo e la selezione delle immagini su MenInHijab: un Velo per la Libertà

Melina Scalise

Melina Scalise, direttore del magazine d’Arte Design Fashion Fotografia e Lifestyle fondato insieme a Francesco Tadini

Milano Arte Expo

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