Federicapaola Capecchi e la Politica degli OutSiders: l’ Arte è un atto politico

 

Federicapaola Capecchi

Samanta Airoldi intervista la coreografa Federicapaola Capecchi per Milano Arte Expo

Federicapaola Capecchi e la Politica degli OutSiders: l’ Arte è un atto politico- di Samanta Airoldi. Due donne, una filosofa e una coreografa, una domenica pomeriggio soleggiata e un piccolo angolo di Paradiso nel pieno centro di Milano… Eccoci qua: io e Federicapaola Capecchi, danzatrice professionista  e coreografa, percorsi indissolubili l’uno dall’altro nel modo di “fare Arte” di Federicapaola ” già mentre danzavo avevo capito che volevo sviluppare un mio linguaggio personale e, quindi, ho proseguito con la formazione per poter dare vita ad una mia compagnia e ad un mio codice di scrittura.”. Specializzata in teatro danza con una formazione classica e contemporanea e alle spalle. Ha debuttato a giugno 2008 all’interno del 6° Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia (Direzione artistica di Ismael Ivo), con una creazione originale sul tema “Beauty. Art is beautiful!”, all’interno della piattaforma “giovani coreografi italiani”, frutto del progetto Choreographic Collision Part 1 e 2 il debutto come giovane coreografa italiana alla Biennale Internazionale di danza Contemporanea nel 2008.
Ma se si inizia a danzare per pura passione istintuale, con gli anni gli orizzonti si moltiplicano all’infinito e i movimenti assumono significati diversi.
Oggi che cosa significa “danza” per Federicapaola?
Danza è la possibilità di creare sempre nuove forme…Danza è la possibilità di avere un linguaggio  condivisibile, universalmente comprensibile senza distinzioni di razza/religione/ceto… ma soprattutto, oggi, per me danza è la possibilità di cambiare le cose attraverso l’uso del corpo perché il corpo è Politico!”
Federicapaola, proveniente da una formazione filosofica, porta il pensiero nella sua arte, unisce passione e ragione nelle sue gesta che sono autentiche “azioni politiche” perché l’ Arte è un atto politico, solo più onesto, creativo e scevro da sovrastrutture e stereotipi di parte.

 Federicapaola Capecchi danza contemporanea

Federicapaola Capecchi danza contemporanea

“Il corpo è politico in quanto inserito, fin dalla nascita, in un contesto sociale politicamente strutturato ed influenzato. A me interessa parlare dell’essere umano in quanto individualità calata nel contemporaneo con tutte le sue dinamiche.
Il nostro tempo, la nostra società, i desideri, i dolori, i sogni, gli incubi. Comuni, massificati. Sintetici, indotti. Niente di genuino e di nuovo. Viviamo in un mondo di sintesi non di analisi. Si soffre forse di una mancanza che si sta cronicizzando. Una lacuna di ruoli e di coraggio in qualsiasi campo: politico, artistico, scientifico. Di ruoli e responsabilità capaci di immaginare, di percepire, di avere visioni. Di indicare e sconvolgere, di cambiare. Di trasgredire.”
La danza come linguaggio universale non convenzionale verso un “corpo politico nuovo“. Nei tuoi lavori ci racconti di Hobo. Cos’è Hobo?
hobo: termine americano con cui si designa le persone senza fissa dimora — in termini comuni “vagabondi” — che si muovevano attraverso gli stati e che raggiunsero un numero particolarmente elevato durante la crisi economica del ’29 dello scorso secolo. Muovendosi in continuazione da un punto all’altro del continente e raggiungendo località isolate, e spesso accessibili tramite una sola strada, si stabilì fra gli hobo l’abitudine di indicare a chi sarebbe seguito, attraverso dei segni convenzionali tracciati a gesso sui cartelli, il grado di ospitalità o di rifiuto che si sarebbe incontrato o più semplicemente indicazioni pratiche sull’acqua e il cibo. Il linguaggio dei segni degli hobo è oggi considerato uno degli elementi più caratteristici di questa cultura marginale di cui hanno fatto esperienza personaggi come Woody Guthrie, Jack London, John Steinbeck e Jack Kerouak.”
In una società in cui il corpo viene castrato, mortificato, vissuto e fatto vivere con senso di colpa e inadeguatezza, Federicapaola Capecchi, nei sui spettacoli, rivendica la forza rivoluzionaria di questo magnifico strumento che noi abbiamo a nostra disposizione, troppo spesso senza averne coscienza e consapevolezza.

CORPO 2.0 Ph Alvise Alessandro Crovato

CORPO 2.0 Ph Alvise Alessandro Crovato

In ogni mio spettacolo io cerco di portare a galla i meccanismi sociali che imprigionano mente e corpo perchè ogni società, a suo modo, cerca di “spegnere” il corpo e il suo uso attraverso diverse forme di manipolazione.
Uno dei miei spettacoli, CORPO 2.0, è un tentativo di iniziare un processo di svelamento del corpo, contemporaneamente da un punto di vista maschile e da un punto di vista femminile, per poi prescindere, forse paradossalmente, da entrambi, andando, letteralmente, fuori strada.
Parafrasando ciò che dice il filosofo Jean Luc Nancy della poesia, CORPO 2.0 rappresenta un tentativo di svelare il corpo portandolo fuori rotta. Fuori rotta: incamminandosi su un percorso che, poi, tradisce se stesso. Fuori rotta: un andare senza seguire il senso della corrente, sempre in cerca di un approdo da abbandonare. Al di là di ogni limite, e di ogni pudore ad esprimere un senso “altro”, incurante della coerenza e della costanza.
Perché andare fuori rotta non è andare alla deriva, senza una direzione. Andare fuori rotta è disfarsi di ogni rappresentazione, e in particolare di ogni rappresentazione consolante. Andare fuori rotta equivale a cercare un’altra forma del mondo. È un compito estremamente concreto, un compito che può configurarsi solo come una lotta del corpo.
Andare fuori rotta significa allora: «subito, senza aspettare, riaprire ogni lotta possibile».
Nel contesto attuale la Politica è diventata mera “burocrazia di partito”, scollata dalla società e dalle sue profonde istanze morali e culturali; l’ agito di Federicapaola Capecchi è una sorta di “politica degli outsiders”, ovvero di chi fa politica con strumenti “altri”, strumenti e linguaggi non riconosciuti dalla Politica ufficiale, da quella politica che siede in Parlamento o nei Comuni o nelle sezioni dei partiti, quella politica che punta a dividere più che a creare condivisione e consapevolezza individuale e collettiva.
C’è un disperato, urgente e bellissimo bisogno di un ritorno a quella politica partecipativa di cui scriveva Aristotele nella sua Etica Nicomachea perché è solo con la partecipazione alla vita comunitaria che l’essere umano realizza se stesso ed esperisce concretamente la sua libertà.
“La Politica sono Io, siamo Noi: chi fa politica deve rendere condo a noi che votiamo di ciò che fanno o non fanno.
Nell’opera artistica io porto me stessa con i miei dubbi, le mie analisi, le mie istanze. E l’Arte, in quanto atto politico, consente al teatro di assumere un ruolo civile e sociale.
Nello spettacolo “Rapt of Medusa” parlo del delirio di un Paese che pretende di esportare la Democrazia, una sorta di “ti uccido per proteggerti”.
La fonte del disagio è l’incapacità attuale dell’ essere umano di riconoscersi come potenzialmente crudele, il non accettare di poter essere sia vittima sia carnefice. Dobbiamo prendere consapevolezza di questa possibilità, dobbiamo accettarci come potenzialmente crudeli per poterci riappropriare della “bellezza” che oggi non sappiamo più cogliere perché mistificata e oscurata dall’ipocrisia di queste sovrastrutture mortificanti”

 Federicapaola Capecchi Against Bodies

Federicapaola Capecchi Against Bodies

I lavori di Federicapaola sviluppano un’ ampia riflessione sul rapporto tra Identità e Potere. L’ Identità è questione più attuale che mai che vede dividersi i fautori di un’ Identità potenziale, creata da 0 e proiettata nel futuro, e i difensori del passato e delle radici storiche che vogliono ancorare l’individuo e il Paese ad un progetto originario.
L’Identità si gioca tra “progetti” e “processi” e se rinnegare la Storia sarebbe un errore, assolutizzarla significa tradirla nella sua stessa essenza: la Storia è susseguirsi di fenomeni, la Storia è cambiamento non solo di fatti ed eventi ma anche di approcci e soluzioni, cambiamento di relazioni culturali e sociali… Nulla sfugge al Tempo, unica categoria per valutare il sociale e le sue molteplici manifestazioni.

Giornata Mondiale Danza-2013SpazioTadini AgainstBodies Ph. Francesco Tadini

Giornata Mondiale Danza-2013SpazioTadini AgainstBodies Ph. Francesco Tadini

“Da sempre studio e indago il corpo, non solo in quanto strumento principe del mio lavoro e della scrittura coreografica, ma proprio come spazio, potenza e identità da conoscere fino in fondo e valorizzare seriamente. Da anni sono affascinata da storie quotidiane, che contengono amore, conflitti, perdite e conquiste.
In un’epoca come la nostra, inebetita dal governo politico delle passioni tristi, serve la capacità di andare alla radice delle servitù che imprigionano le menti e i corpi. E i corpi, oggi, sono castrati, annullati, nemmeno riconosciuti da chi li indossa.
L’identità di un corpo – a tre dimensioni – e la sua identità sociale, oggi, possono essere raggiunte solo attraverso un campo di battaglia? Ri-generando? Anche il maschile e il femminile? Facciamolo. Sveliamone la sua potenza e il suo essere scintilla di una delle poche, vere, rivoluzioni possibili. Il corpo è urlo di rivendicazione dell’umanità, dell’ineluttabile bellezza di essere umani e fisici.”

In gioco vi è l’essere umano, la sua consapevolezza, il suo “stare nel mondo”, la sua identità. Vi è urgenza di rivoluzioni culturali consapevoli in direzione di nuovi modelli e nuove forme che portino a visioni nuove e più ampie.
Nel momento in cui la mia identità è completa e consapevole, a quel punto nulla e nessuno può più avere Potere su di me… Per questo l’ Arte è un atto politico!

leggi anche gli altri articoli di Samanta Airoldi, per la rubrica “Perle di Follia” del magazine Fine Art & Lifestyle Milano Arte Expo

Samanta Airoldi

Il magazine Fine Art & Lifestyle Milano Arte Expo, diretto da Melina Scalise (giornalista professionista, ufficio stampa e co – ideatrice con Francesco Tadini e presidente della Casa Museo Spazio Tadini) – mail: milano.arte.expo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia la fashion blogger e filosofa Samanta Airoldi per il testo e la selezione delle immagini su Federicapaola Capecchi e la Politica degli Outsiders: l’ Arte è un atto politico

Melina Scalise

Melina Scalise, direttore del magazine d’Arte Design Fashion Fotografia e Lifestyle fondato insieme a Francesco Tadini

Milano Arte Expo

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *