Non siamo Bambole Gonfiabili: parità e rispetto di Genere

Non siamo Bambole Gonfiabili: parità e rispetto di Genere- di Samanta Airoldi. Lo scorso Venerdì 22 Luglio, durante un incontro politico il segretario federale di un partito di Centro Destra, mentre parlava sul palco, ha paragonato la terza carica dello stato italiano, la presidenta della Camera Laura Boldrini, ad una bambola gonfabile.
A prescindere dagli orientamenti politici di ciascuno di noi, esistono diritti che non devono mai essere calpestati o messi in discussione: il diritto ad essere rispettati nella propria persona fisica e morale è uno di questi!

laura boldrini presidenta della camera

laura boldrini presidenta della camera

Sono passati 60 lunghi anni da quando Simone de Beauvoir rivendicava l’uguaglianza tra uomini e donne sostenendo la tesi del genere come costruzione sociale funzionale alla sottomissione della donna, non sovrapponibile al sesso biologico e alle differenze fisiche che ne seguono.
Sono passati 60 lunghi anni da quando le nostre madri/zie/nonne scendevano in piazza tutte unite e compatte al grido di “Donne non si nasce, donne si diventa!” proprio a rimarcare il carattere politico/ sociale e non naturale/biologico di presunte disuguaglianze intellettive/razionali/emotive che, alla lunga, si sono rivelate dannose per tutti oltre che prive di fondamento scientifico.
Nemmeno quel modello era perfetto, certo: Simone de Beauvoir aveva in mente la donna bianca, occidentale, colta e di buona famiglia; molte, troppe donne restavano escluse da queste rivoluzioni certo, ma era un principio da sviluppare e migliorare per includere quante più donne possibili nella rivendicazione dei loro diritti.

Movimento Femminista anni '60

Movimento Femminista anni ’60

Quanto accaduto Venerdì 22, purtroppo, indica che non solo quel seme non è stato annaffiato ma che forse siamo tornati anche un po’ indietro nel progetto comune di una cultura improntata alla parità e al rispetto di genere.
Perché se sei donna c’è sempre qualcuno pronto ad accusarti di indossare il velo o il burkini e, dunque, di accettare implicitamente la sottomissione del femminile e, addirittura, di giustificare le violenze e i femminicidi; se indossi la minigonna vieni accusata di essere causa di eventuali violenze perché provochi; se esprimi la tua opinione all’interno di un partito politico ci sarà persino chi, forte della sua (presunta!) virilità ti dirà di stare zitta.
Se sei donna, ancora oggi in Occidente, ci sarà sempre qualcuno pronto a dirti cosa è bene o non è bene per te: e allora la Politica no, non è un “mestiere per donne perché affare sporco da cui le donne devono essere protette”; e se non vuoi figli non sei “una vera donna” ma se li vuoi ” non hai la stoffa per fare carriera”.
Del resto noi, democraticissima repubblica occidentale, siamo figli di un Parlamento dove le donne sono sempre state giudicate e biasimate non tanto per l’effettivo operato quanto per l’abbigliamento o l’acconciatura. Non è così lontana quell’estate romana in cui Scalfaro aggredì verbalmente una collega seduta al tavolo di un ristorante perché “troppo scollata”; e ancora più tristemente vicine sono le pessime battute contro le ministre Mara Carfagna e  Maria Elena Boschi, colpevoli di essere troppo “giovani e belle” per poter essere anche intelligenti e in gamba nel loro lavoro.

We Can Do It

We Can Do It

Noi non siamo bambole gonfiabili! Siamo donne con uguali diritti e doveri degli uomini; dobbiamo essere trattate con uguale rispetto e in un paese in cui ogni giorno almeno 1 donna viene uccisa o violentata, sono inammissibili provocazioni sessiste come quella di Venerdì 22, provocazioni che vanno proprio in direzione contraria ad una cultura che insegni il rispetto delle differenze e l’uguaglianza nella diversità!
Noi non siamo Medea, Alcesti, Elena, Salomè…Siamo donne: tante, tantissime e ciascuna con caratteristiche sue proprie che la rendono unica nel suo essere un “essere umano”. Se alcune di noi prediligono il topless ce ne sono altre che scelgono il burkini; se alcune indossano il velo bianco altre lo prediligono verde e altre scelgono di non indossarlo affatto. Alcune di noi sono cattoliche, altre mussulmane, talune buddhiste e altre ancora atee. Alcune lavorano, sono sposate e hanno figli e altre no; alcune sono italiane, altre straniere. Talune votano Destra, tal’altre Sinistra… Ma siamo tutte accomunate da questo: siamo donne, siamo esseri umani, NON SIAMO BAMBOLE GONFIABILI!

leggi anche gli altri articoli di Samanta Airoldi, per la rubrica “Perle di Follia” del magazine Fine Art & Lifestyle Milano Arte Expo

Samanta Airoldi

Il magazine Fine Art & Lifestyle Milano Arte Expo, diretto da Melina Scalise (giornalista professionista, ufficio stampa e co – ideatrice con Francesco Tadini e presidente della Casa Museo Spazio Tadini) – mail: milano.arte.expo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia la fashion blogger e filosofa Samanta Airoldi per il testo e la selezione delle immagini su Non siamo Bambole Gonfiabili: Parità e Rispetto di Genere.

Melina Scalise

Melina Scalise, direttore del magazine d’Arte Design Fashion Fotografia e Lifestyle fondato insieme a Francesco Tadini

Milano Arte Expo

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