Multiculturalismo: tutta un’ invenzione!

Multiculturalismo: tutta un’ invenzione!- di Samanta Airoldi. Il noto politologo Giovanni Sartori, in un libro di qualche anno fa scriveva
Pluralismo e multiculturalismo sono concetti antitetici“. La fondamentale differenza tra i due concetti è la seguente: il Pluralismo è un “fatto”, esiste in natura e, semplicemente, prende atto delle differenze tra i soggetti, il Multiculturalismo ha come obiettivo il creare la differenza.

Giovanni Sartori Pluralismo Multiculturalismo e estranei

Giovanni Sartori Pluralismo Multiculturalismo e estranei

Il Multiculturalismo non esiste in natura, nel mondo oggettivo dei fatti ma è una costruzione sociale a cui sottendono interessi economici e strategie di geopolitica. Esso reca in se il germe del suo stesso fallimento: crea “ad hoc” differenze e contrapposizioni per frammentare le comunità, confonderle e contrapporle generando un’eterna “guerra tra poveri”.
Tutti troppo impegnati a concentrarsi sul “noi” e sul “loro” per accorgersi di quanto siamo tutti vittime delle stesse abili manovre. Come scriveva Rene Girard ne “Il capro espiatorio” : per creare un “noi” è fondamentale creare prima un “loro”. Più questo “loro” è reso detestabile, minaccioso e diverso più il “noi” sarà spaventato e, quindi, aggressivo, confuso e inconsapevole.

Rene Girard Il capro espiatorio

Rene Girard Il capro espiatorio

Il Pluralismo ha come soggetti gli individui nella loro specificità di soggetti singoli, ciascuno con la propria etica e le proprie scelte di vita e, pertanto, è un fatto positivo in quanto genera scambi osmotici arricchenti tra uomini e donne che, attraverso le loro diverse esperienze e i loro diversi valori, usi e costumi, entrano in contatto tra loro nel pieno rispetto delle diversità, senza spirito di sopraffazione

Negli ultimi decenni viviamo in una sorta di ipervalutazone della cultura o, come direbbe l’antropologo Marco Aime, viviamo dentro “eccessi di cultura”:famiglia, lavoro, interessi personali, istruzione, educazione…giocano anch’essi un ruolo determinante nella piena formazione della personalità di un individuo. Focalizzarsi unicamente sulla dimensione “cultura” (e ancor più “religione, specie di questi tempi), significa non vedere il soggetto nella sua completezza ma incasellarlo dentro schemi mentali rigidi e a- prioristici.
Il Multiculturalismo fomenta un pregiudizio assai pericoloso: il “pregiudizio di omogeneità” di cui scriveva la filosofa americana Seyla Behabib : considerare le culture anziché gli individui significa appiattire questi ultimi e non vederli nella loro concretezza e specificità.
Famiglia, istruzione, incontri con altri attori sociali sono altrettanto incisivi. Come direbbe Salvatore Veca siamo tutti un po’ figli di progetti e processi: dove il progetto è ciò che sta alle fondamenta mentre i processi sono gli eventi, gli incontri, gli scontri che ci accadono ogni giorno.
Uno dei quesiti etici e politici dei nostri tempi è il seguente: quanto una società può essere tollerante ed aperta senza snaturarsi? Quanto il “progetto” originario, l’identità culturale primaria può concedere ai “processi” quotidiani prima che una comunità perda se stessa, le proprie radici, i propri valori portanti?
La società in sé non ha una natura a prescindere dagli individui che la compongono: la società non esisterebbe senza i singoli componenti.

Multiculturalismo e Pluralismo

Multiculturalismo e Pluralismo

La differenza tra “naturale” e “sociale” è proprio questa: la Natura, la Biologia esistono a prescindere da noi esseri umani, dai nostri desideri e opinioni; montagne, fiumi, elefanti, alberi esisterebbero anche senza la nostra presenza.
Non è così per la dimensione sociale e normativa: leggi, regole, tradizioni, usi e costumi sono nostre creazioni, frutto di accordi e convenzioni funzionali alla comune convivenza o al perseguimento di determinati scopi. Le “categorie sociali” sono una nostra invenzione, o costruzione per usare un termine un po’ più soft: per strada non potremo mai incontrare una “cultura” ma solamente e semplicemente esseri umani, uomini e donne…Taluni simili a noi, taluni no; taluni simpatici e taluni no… E questo sarà a prescindere dalla presunta “cultura”!
Ogni soggetto che “compone” la sfera sociale ha in comune con tutti gli altri il fatto di appartenere alla razza umana ma ha anche moltissime peculiarità che lo distinguono da tutti gli altri: la natura umana non è omogenea, ma composita.
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Pertanto, la differenza sostanziale e fondamentale tra Multiculturalismo e Pluralismo, si può così riassumere: il Pluralismo prende atto delle oggettive e positive differenze tra i soggetti singoli; il Multiculturalismo crea categorie sociali e differenze esasperate considerando le culture come “blocchi compatti” che determinano i soggetti sotto ogni aspetto! Il Pluralismo esiste in natura, il Multiculturalismo è una “costruzione dall’alto” che si fonda su stereotipi ideologici a priori, senza osservare la realtà fattuale con le sue infinite sfaccettature.

Una possibile alternativa? Incontrarsi laddove ci si possa incontrare e rispettarsi laddove non si condividano usi e costumi altrui senza, tuttavia, indulgere quando usi e costumi siano fonte di reati, crimini, discriminazioni o violenze

John Rawls Il Liberalismo Politico

John Rawls Il Liberalismo Politico

Penso che tutti, oggi più di ieri, dovremmo dedicarci alla lettura di John Rawls: dovremmo tutti prendere esempio dal suo “consenso per sovrapposizione” e metterci d’accordo su principi di giustizia basic validi per tutti a prescindere da cultura, religione e tradizione (es. uccidere- stuprare- rubare- commettere violenza o trasgredire la legge sono reati per chiunque e chiunque li commetta deve essere processato e punito) e poi lasciare che ciascuno, nel rispetto degli altri, conduca la sua vita come meglio crede.

leggi anche gli altri articoli di Samanta Airoldi, per la rubrica “Perle di Follia” del magazine Fine Art & Lifestyle Milano Arte Expo

Samanta Airoldi

Il magazine Fine Art & Lifestyle Milano Arte Expo, diretto da Melina Scalise (giornalista professionista, ufficio stampa e co – ideatrice con Francesco Tadini e presidente della Casa Museo Spazio Tadini) – mail: milano.arte.expo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia la fashion blogger e filosofa Samanta Airoldi per il testo e la selezione delle immagini su Multiculturalismo: tutta un’ invenzione!

Melina Scalise

Melina Scalise, direttore del magazine d’Arte Design Fashion Fotografia e Lifestyle fondato insieme a Francesco Tadini

Milano Arte Expo

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