Corano: esegesi o tradimento?

Corano: esegesi o tradimento?- di Samanta Airoldi. Dopo i recenti fatti di cronaca, attentati terroristici e golpe, oltre ai soliti sempre pronti a puntare il dito contro l‘Islam senza preoccuparsi neppure di conoscere le enormi differenziazioni interne, alcuni si sono, giustamente, interrogati sulla possibilità di interpretare il Corano quale via maestra per un nuovo modo di vivere le religione.
Interpretare un testo sacro, sia esso il Corano, la Bibbia o altro, significa snaturare la Religione oppure restituirle nuova vita nonché darle una possibilità di sopravvivenza attuale?
Cercherò di avvalermi degli artigli affilati e sapienti della Filosofia nel tentativo di trovare una risposta non definitiva e non esaustiva ma, coscientemente, parziale e temporanea. Partirò da Kant: secondo I. Kant due erano le categorie secondo cui misurare la realtà: Tempo e Spazio!

corano

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Il Tempo sarebbe l’unità di misura del mondo interiore; lo Spazio l’unità di misura del mondo esterno.
Ma, siccome secondo Kant tutto è riconducibile all’interiorità del soggetto, lo Spazio, altro non sarebbe che la proiezione nel mondo esterno del Tempo che, diventerebbe, pertanto, l’unica categoria esistente nel mondo Noumenico, ovvero il mondo reale secondo il filosofo tedesco.
il primato del tempo quale unica categoria secondo cui misurare il mondo, fuor di metafora e, soprattutto, fuor di metafisica, significa niente più e niente meno di questo: ognuno è figlio del proprio tempo e tutto deve essere valutato alla luce dell’epoca in cui i soggetti agenti vivono.
Ognuno è, in larga parte, il prodotto degli insegnamenti e dell’educazione che la società e la famiglia gli trasmettono e tali insegnamenti dipendono dall’epoca in cui si vive e dalle necessità sociali/politiche/economiche che quella medesima epoca presenta.
Una società, per assicurarsi il consenso dei suoi componenti, nonché per garantire loro un decoroso livello di benessere “sociale” che comprenda la sfera politica- economica- psicologica deve “funzionare”. Cosa significa funzionare? Nel linguaggio comune qualcosa funziona se fa andare le cose nel verso giusto, ovvero nella direzione auspicata dai soggetti coinvolti in quella determinata situazione o in quel determinato progetto.

Il Tempo e la Storia

Il Tempo e la Storia

La correttezza di una teoria politica si misura in basa a criteri differenti ma analoghi rispetto ai corrispettivi criteri di prova delle teorie scientifiche: laddove una teoria scientifica si fonda su asserzioni che devono risultare vere, cioè corrispondenti allo stato oggettivo dei fatti aventi luogo nel mondo oggettivo, una teoria politica si basa su proposizioni che devono risultare giuste, cioè accettabili da tutti i soggetti in ogni possibile luogo a prescindere dalle concezioni di “bene” e “vita buona” propri di ciascun individuo.
Al tempo stesso una teoria politica è funzionale se risponde alle esigenze della società cui deve essere applicata e ovviamente, con il mutare di tali esigenze la teoria, pur continuando ad essere corretta, potrebbe non essere più funzionale e, dunque, dovrà essere modificata o addirittura cambiata.
Le società cambiano, si evolvono o si involvono a seconda dei periodi storici, delle crisi socio-economiche da cui, talvolta, vengono investite e i soggetti coinvolti maturano nuovi bisogni, nuove esigenze, si pongono nuovi quesiti. Una teoria politica deve, dunque, stare al passo con tali cambiamenti per essere in grado di andare incontro alle nuove esigenze che vengono a crearsi; per non diventare sterile e, pertanto, infruttuosa e inutile una teoria non può e non deve darsi una volta e per tutte, non può valutarsi come fissa e immutabile a prescindere dai mutamenti storici/sociali/economici. Ogni aspetto di una società deve, talvolta, venir riconsiderato e rimesso in discussione con il mutare delle situazioni, degli usi e costumi, con il proporsi di nuove problematiche.

Evoluzione e Cambiamento

Evoluzione e Cambiamento

Le Religioni istituzionali sono parte integrante del sociale e, dunque, non possono sottrarsi all’esegesi “storica”, ovvero non possono sopravvivere se non vengono interpretate e reinterpretate alla luce del mutare delle esigenze, dei bisogni, dei fatti. Le Religioni, da sempre, sono espressione di bisogni collettivi ma tali bisogni mutano e, dunque, i testi sacri non possono e non devono restare imprigionati in una fissità che pretende di elevarsi al di sopra della Storia perché nulla sfugge alla Storia.
Interpretare un testo sacro non significa “tradire” le origini ma collocarlo nel “tempo”, collocarlo nell’unica dimensione secondo cui l’essere umano può e deve valutare la realtà, non metafisica ma concreta, sociale, politica; significa fornire un’autentica possibilità di funzione sociale al fenomeno religioso che, in quanto manifestazione reale, non può collocarsi al di fuori della Storia.
L’unico tradimento è non vedere che le società si trasformano e noi con esse: si trasforma il nostro modo di pensare e di relazionarci agli altri, di rapportarci al mondo, di valutare i fatti.
Mutiamo in tutte le numerose dimensioni nelle quali siamo collocati di cui i testi sacri devono essere espressione…L’unico tradimento sarebbe lasciarli “indietro” rispetto alle nostre vite concrete, fattuali, quotidiane!

leggi anche gli altri articoli di Samanta Airoldi, per la rubrica “Perle di Follia” del magazine Fine Art & Lifestyle Milano Arte Expo

Samanta Airoldi

Il magazine Fine Art & Lifestyle Milano Arte Expo, diretto da Melina Scalise (giornalista professionista, ufficio stampa e co – ideatrice con Francesco Tadini e presidente della Casa Museo Spazio Tadini) – mail: milano.arte.expo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia la fashion blogger e filosofa Samanta Airoldi per il testo e la selezione delle immagini su Corano: esegesi o tradimento?

Melina Scalise

Melina Scalise, direttore del magazine d’Arte Design Fashion Fotografia e Lifestyle fondato insieme a Francesco Tadini

Milano Arte Expo

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