La comunicazione Politica: da Socrate a Seneca a Twitter

La comunicazione Politica: da Socrate a Seneca a Twitter- di Samanta Airoldi.  È il pensiero a dare vita e nutrimento al linguaggio o è, forse, quest’ultimo, attraverso reiterazione e abitudine, a modificare, se non addirittura sostituirsi, al primo? In che modo e in quale misura il modo in cui parliamo e i termini che quotidianamente utilizziamo possono modificare il nostro modo di pensare e di vedere il mondo?
Il filosofo tedesco Jurgen Habermas era (ed è tutt’ora) un accanito sostenitore del potere del linguaggio nell’influire sulla vita politica e nel modificarne la pratica.
Secondo la sua teoria nel linguaggio della politica o, comunque, della vita sociale e socialmente condivisa si utilizzano, in maniera più o meno consapevole, proposizioni che contengono già in sé una pretesa di validità: la pretesa di giustezza o correttezza: nel momento in cui io pronuncio una frase che si riferisce alla sfera sociale e/o politica faccio riferimento ad un mondo che non è né completamente oggettivo né completamente soggettivo; si tratta del mondo delle norme e si tratta di una sfera intersoggettiva. Le norme, infatti, non sono oggettive in quanto non appartengono ai fatti biologici, alla natura ma sono frutto di accordi, negoziazioni e revisioni fatte da noi esseri umani; non sono, del resto, nemmeno soggettive in quanto vengono create e condivise da più soggetti appartenenti alla stessa società.

La Politica degli Slogan

La Politica degli Slogan

Il linguaggio cambia in funzione dello scopo che ci si prefigge di raggiungere: laddove il fine sarà il raggiungimento di un’ intesa condivisa, allora si utilizzeranno atti Illocutori, ovvero si renderà esplicito il proprio scopo già in partenza, già attraverso la scelta delle parole di cui avvalersi. Laddove, invece, l’intento fosse quello di mascherare le proprie reali intenzioni per conseguire fini parziali e non condivisi da tutti gli interessati, allora ci si avvarrà di Atti Perlocutori dove lo scopo non è esplicitato ma nascosto.
I fini perseguiti cambiano soprattutto in funzione degli assetti politici: una classe politica attenta alla formazione di cittadini preparati e consapevoli comunicherà in un modo; una classe politica autoreferenziale e desiderosa di mantenere determinati schemi, sarà più interessata a tenere i cittadini in un perenne stato di disinformazione e ignoranza.

La Dea Maia

La Dea Maia

Quando lo scopo è la promozione di un pensiero critico e autonomo, lo sviluppo del ragionamento e della facoltà razionale, allora la comunicazione si farà maieutica: come la Dea Maia faceva partorire i corpi delle donne, così il filosofo Socrate, da cui la classe dirigente dovrebbe prendere esempio, faceva partorire, attraverso domande logiche e collegate da una sequenza necessaria, le menti degli esseri umani. Nel dialogo platonicoMenone“, si narra di come Socrate riuscì, addirittura, a far dimostrare il teorema di Pitagora allo schiavo Menone, individuo privo di qualunque cultura elementare: questo ad indicare come il ragionamento e la capacità logica e razionale appartengano ad ogni essere umano purché la mente venga adeguatamente stimolata.
E il linguaggio gioca un ruolo fondamentale nello stimolare la mente e il ragionamento.

Platone Il Menone

Platone Il Menone

Esempio opposto a Socrate è quello rappresentato dal filosofo Seneca il quale comunicava attraverso brevi aforismi… Un po’ gli attuali “tweet” 😉
Se Socrate, Aristotele, Kant e il “principe del foro” Cicerone possono essere paragonati alle tribune politiche degli anni ’80, Seneca trova i suoi corrispettivi attuali negli slogan e nei tweet!
La brevitas, a differenza del ragionamento lungo e articolato, non consente di sviluppare riflessioni e di formarsi un’ opinione completa fondata su informazioni esaustive.
La brevitas degli aforismi di Seneca come degli slogan o dei tweet dai quali veniamo costantemente “bombardati” è funzionale a “riempire” la mente saturandola di dati parziali e di parte in modo da non darle il tempo di elaborare i concetti, sviluppare una critica, partorire un’ idea fondata sui fatti e non sulle ideologie precostituite che tali slogan vogliono portare avanti.
Seneca, infatti, scriveva durante il regime dittatoriale di Nerone! La Dittatura monopolizza l’informazione e attraverso queste perversioni comunicative (aforismi, slogan, tweet) spegne i neuroni assicurandosi non cittadini consapevoli e partecipi ma “schiavi” inoffensivi in quanto, appunto, inconsapevoli e perennemente “attaccati” da questo bombardamento mediatico.

Comunicazione Politica Distorta

Comunicazione Politica Distorta

I tanto amati slogan e tweet, nuove “armi di distruzione”, sono i nuovi aforismi, solo che a formularli non vi è neppure più una mente colta e saggia come quella di Seneca: brevi, ripetitivi, sconnessi, esasperanti…Indottrinano “farcendo le menti”, non permettendo nessun “parto”, ostacolando ogni forma di maieutica…Il cattivo uso dei mezzi di comunicazione punta a distruggere Maia, levatrice di corpo e mente!
Una reale democrazia non può comunicare tramite perlocuzioni finalizzate all’indottrinamento; una reale democrazia non può prescindere da un’effettiva partecipazione dei cittadini ma per partecipare i cittadini devono essere resi consapevoli e autonomi e per divenire tali la comunicazione deve cambiare, deve essere razionale, logica, articolata e trasparente…Deve puntare al cervello, non alla pancia!
Potenzialmente siamo tutti “filosofi”, proprio come lo schiavo Menone. La nostra mente è in grado di capire, elaborare, analizzare, criticare, valutare, partorire: deve solo essere fatta”partorire” attraverso una comunicazione logica ed etica!
Dobbiamo tornare a Socrate…a quel piccolo grande uomo che girava scalzo e non smetteva mai di porsi e di porre domande!

leggi anche gli altri articoli di Samanta Airoldi, per la rubrica “Perle di Follia” del magazine Fine Art & Lifestyle Milano Arte Expo

Samanta Airoldi

Il magazine Fine Art & Lifestyle Milano Arte Expo, diretto da Melina Scalise (giornalista professionista, ufficio stampa e co – ideatrice con Francesco Tadini e presidente della Casa Museo Spazio Tadini) – mail: milano.arte.expo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia la fashion blogger e filosofa Samanta Airoldi per il testo e la selezione delle immagini su La Comunicazione Politica: da Socrate a Seneca a Twitter.

Melina Scalise

Melina Scalise, direttore del magazine d’Arte Design Fashion Fotografia e Lifestyle fondato insieme a Francesco Tadini

Milano Arte Expo

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *