Davide Atomo Tinelli | Street Art Milano – intervista di Stefano Malvicini

Davide Atomo Tinelli

Davide Atomo Tinelli

Street Art Milano – Davide Atomo Tinelli: l’artista intervistato da Stefano Malvicini. Il primo street artist a Milano, oltre che la mente – non solo creativa, ma anche critica – del progetto Energy Box 2015, Davide “Atomo” Tinelli, per Milano Arte Expo, ci racconta un po’ della sua carriera e del progetto che ha abbellito molti incroci della nostra città.

Davide Atomo Tinelli

Davide Atomo Tinelli – contatore

Davide Tinelli è nato nel 1965 a Milano. Dal 1982 ha iniziato a praticare la Street Art in tutte le sue forme, dal writing al graffiti style, promuovendo tantissimi eventi artistici e culturali in giro per la città, ma sempre orientati verso la scena underground, e sdoganando l’Arte di strada anche nelle istituzioni museali, come il PAC di Via Palestro, in virtù della sua carica di consigliere comunale, quasi sempre d’opposizione, dal 1993 al 2006. Nel 2007, presso la sede museale di Via Palestro, ha collaborato all’organizzazione della mostra Street Art Sweet Art. Davide è stato anche protagonista della prima scena punk milanese, al centro di movimenti di occupazione di alloggi e durante la nascita dei primi centri sociali. Da sempre artista per vocazione e per passione, è stato anche oste e operaio.
Ha contribuito a creare eventi culturali, come Energy Box Milano 2015, per cui è stato selezionatore, insieme al critico Flavio Caroli, oltre che artista, e come Zoo di Via Savona, per il Fuorisalone 2012. Tra le opere che ha realizzato, spiccano, oltre alle centraline, il graffito-scenografia in memoria di Fabrizio De Andrè, la campagna pubblicitaria del 2005 per l’Inter, vari mosaici per i portici di Via Savona e per l’ex Centrale del Latte, tra Viale Toscana e Via Castelbarco, mentre, tra le mostre, notevoli sono le collettive Dal Surrealismo alla Street Art, presso Spazio Tadini, Il treno dell’Arte, curata da Vittorio Sgarbi nel 2007 e Atomo vs. GattoNero, presso la Galleria Asso di Quadri di Milano.

Street Art Milano

Street Art Milano – Davide Atomo Tinelli – Box Naviglio

S.: Da quando hai scoperto di essere un artista? Come mai il soprannome “Atomo”?
D.: “È un soprannome che mi porto dietro da quando avevo quattordici anni, quando c’erano le prime manifestazioni e i primi scioperi a scuola. Dapprima il soprannome era «ATM gratis», ma, poi, si è rivelato troppo lungo: pian piano è diventato «ATM», per poi arrivare ad «Atomo». Me lo porto a dietro da sempre. Mi considero un artista fin da quando ero piccolo: ho sempre amato il disegno e il mio sogno era quello di diventare un fumettista, ma, finite le scuole medie, nonostante tutti i consigli dei professori, i quali mi suggerivano di fare il liceo artistico, mia madre optò per un istituto tecnico industriale, in quanto, con il primo non si trovava lavoro, a suo dire. Ho dovuto, quindi, mettere da parte la passione artistica, iniziando a lavorare molto presto. La voglia di disegnare, però, era forte, tanto che, quando cominciarono ad arrivare le prime avvisaglie, le prime fotografie, i primi articoli e i primi libri sui graffiti di New York, considerai che, vivendo in quartiere grigio e periferico come era, allora, Lambrate, pieno di fabbriche e muraglioni anonimi, potesse essere una buona opportunità per iniziare a fare i miei primi esperimenti di pittura sui muri”.

S.: Ti si conosce anche come consigliere comunale. Quanto la tua carriera politica ha influito sulla tua Arte?
D.: “Tantissimo. Importante è stata soprattutto la frequentazione dei centri sociali, oltre alle prime sperimentazioni artistiche, anche se il lungo periodo in Consiglio Comunale mi ha bloccato e, per tredici anni, sono stato fermo”.

Davide Atomo Tinelli

Davide Atomo Tinelli -Energy Box 2

S.: Che cos’è, per te, la Street Art e che cosa rappresenta come visione del Mondo? Street Art o Arte Pubblica?
D.: “La Street Art è l’unico linguaggio che ha valicato tutti i confini, che non ha barriere, l’unico linguaggio globale e universale dall’Africa alla Norvegia, dall’Asia agli Stati Uniti. Possono cambiare gli stili, ma il concetto è sempre uguale: si tratta di una riappropriazione e di una trasformazione della città in messaggi, estetica, stile, recupero urbano in chiave universale e con la stessa radice.
Street Art e Arte Pubblica sono la stessa identica cosa. Street Art uguale Arte di Strada, e, in questo insieme, ci possono stare tranquillamente anche il giocoliere e il mimo. L’Arte Pubblica è l’Arte visibile, che esce fuori dai musei e dalle gallerie, rendendosi visibile a tutti sulla strada e per la strada”.

S.: Passando a Energy Box, il progetto è stato definito “Urban Art Renaissance”. Cos’è, per te, la Urban Art?
D.: “La Urban Art è ricerca di rigenerazione, di oggetti quotidiani, come le cabine di Energy Box, che, non a caso, sono un tipico esempio di Urban Art, in quanto recupero estetico di inestetismi necessari per la vita quotidiana della città. Il pioniere di tutto questo è stato Pao, con il recupero dei dissuasori della sosta, che i milanesi conoscono come «panettoni», trasformati in oggetti pop, simpatici e vivi”.

Davide Atomo Tinelli

Davide Atomo Tinelli -Energy Box

S.: Milano è una città adatta oppure ostile alla Street Art?
D.: “Milano è una città piena di contraddizioni, fatta per i giovani ma abitata da vecchi. Come diceva Philippe Daverio, «Milano è un paesone in provincia di Monza». C’è un rapporto di amore/odio per la Street e per la Urban Art. L’operazione Energy Box ha portato un grande successo, con valanghe di richieste ovunque per proseguire con le cabine di tutta la città, con persone che ci chiedono di continuare perché il lavoro è ottimo. Si è trattato di un’operazione capillare ma poco invasiva: nonostante la diffusione su quasi tutta Milano, si è trattato di superfici relativamente piccole, a misura di quadro”.

S: Energy Box che cosa pensi abbia rappresentato, per te e per Milano?
D.: “Energy Box è un punto di colore, distribuito un po’ a destra e un po’ a manca, e non qualcosa di gigante e invasivo: questa è stata una delle motivazioni del suo successo, insieme al fatto di aver utilizzato l’opera di cinquantaquattro artisti selezionati, senza ricorrere all’apertura di una jam session di graffiti, con cinquantaquattro stili diversi, mischiando chi non ha mai usato una bomboletta spray con chi non ha mai adoperato un pennello, cimentandosi con se stessi e con diversi stili. Credo che l’operazione sia andata bene anche per merito degli artisti attivi, che hanno esibito le loro qualità in questa maniera”.

Davide Atomo Tinelli

Davide Atomo Tinelli -Energy Box 3

S.: Quali sono i motivi prevalenti nelle tue opere? Perché li hai scelti?
D.: “Ultimamente mi sto occupando di uno stile che un critico ha definito «operaismo pop». Prediligo decorare e dipingere contatori del gas e della luce, oggetti quotidiani, come le cabine di Energy Box, a cui nessuno fa, normalmente, caso, se non a fine mese quando arriva la bolletta, ma i quali sono, in realtà, popolarissimi. Sono orologi, contano la nostra vita, come i nostri «Grandi Fratelli» nascosti in casa, girano velocemente o lentamente, sanno quante minestrine ti sei fatto, quante volte hai acceso una televisione o quante volte ti sei fatto una doccia: sanno tutto, e con loro scorre il tempo, girano i numeri senza che noi ce ne accorgiamo, perché siamo troppo presi dalla nostra vita. In realtà, questi attrezzi ci dicono che tutto è un numero. Poi dipingo anche coppie che ballano, le quali rappresentano la vita che ognuno di noi vive, nella spensieratezza, senza pensare che, nel frattempo, i numeri girano e scorrono. Questi numeri sono feroci, matematici, non si fermano, continuano a correre e a girare, fino a diventare come corvi che volano sopra le nostre teste, attendendoci al varco”.

S.: Progetti per il futuro?
D.: “Tanti, anche se l’Arte è qualcosa di molto complesso, se non hai dietro qualcuno, galleria o mecenate che sia, che ti sponsorizza, che apprezza le tue idee e le tue opere”.

Per chi volesse trovare le Energy Box dipinte da Davide Atomo Tinelli, esse si trovano in:
– Viale Sarca angolo Via Abbazia
– Viale Sturzo, presso giardino Anna Politkovskaja
– Piazza XXIV Maggio (accanto a uno dei vecchi dazi)
– Via Giambellino (accanto al deposito ATM)

Stefano Malvicini

> leggi anche gli altri articoli e le interviste di Stefano Malvicini per Milano Arte Expo – magazine del centro culturale e d’arte contemporanea Spazio Tadini.

Stefano Malvicini

Spazio Tadini

Spazio Tadini, Davide Atomo Tinelli – opera donata dall’artista, esposta in permanenza all’ingresso di via Jommelli 24

MAE Milano Arte Expo, magazine dell’Art Center Spazio Tadini (dove potete trovare, all’ingresso, un’opera di Atomo) diretto da Francesco Tadini e Melina Scalise, giornalista  – mail: milano.arte.expo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia  Stefano Malvicini per l’intervista all’artista Davide Atomo Tinelli.

Milano Arte Expo

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