Dogville: Kant, Nietzsche e la Politica attuale

Dogville: Kant, Nietzsche e la Politica attuale- di Samanta Airoldi. Sapreste immaginare qualcosa di più lontano e, al contempo, vicino di Arte e Politica?!  Vicine non solo in quanto è la stessa Politica a decidere cosa, ufficialmente, può essere definito “arte” ed essere, dunque, pubblicamente finanziato o no ma anche perché, come ci ricorda Aristotele, la Politica stessa è un’ Arte: l’Arte di amministrare la “polis”, la “cosa comune”…è l’Arte Suprema dunque!
Dopo essermi occupata attivamente, sia con carta e penna (cioè: tastiera e mouse!), sia con la “faccia” di queste elezioni amministrative 2016 per il Comune di Milano, mi sono a lungo interrogata sui nuovi “modus operandi”, sulle nuove forme di comunicazione e strategie messe in campo e sono giunta a questa conclusione: oggi, come ieri del resto, gli atteggiamenti che questa complicata ma affascinantissima Arte Politica assume sono, essenzialmente riconducibili al pensiero di due grandi filosofi: Kant e Nietzsche.

L' Arte della Politica

L’ Arte della Politica

Da un lato la deontologia, la morale”pura” che agisce in vista del giusto “a priori”, a prescindere da tutte quelle istanze “hic et nunc” che ogni società concreta presenta; dall’altro lato troviamo un decisionismo che pervade quest’epoca post moderna in cui sembra che, tutto sommato, tutto possa essere relativo e deciso “a posteriori”, che ogni soluzione vada, per così dire, personalizzata sulla base delle esigenze del luogo, del tempo, dei soggetti, delle circostanze.
Possibile un incontro fruttuoso tra posizioni così distanti? Beh quel genio danese di Lars Von Trier ci è riuscito attraverso un’altra forma di Arte, quell’arte magnifica e altamente didattica che si chiama “cinema”.
Un film dove la morale viene snocciolata una metafora dopo l’altra in dialoghi che feriscono la mente mentre la nutrono: Dogville!
Cosa succede quando una morale deontologica/liberale incontra un’etica teleologica e perfezionista? Ora ve lo spiego 😉
Il film narra in chiave metaforica le vicende di Grace, interpretata da una superlativa Nicole Kidman, una giovane in fuga dalla sua famiglia la quale cerca rifugio nella sorridente e apparentemente perfetta comunità di Dogville.
Ho usato non a caso il termine “comunità”: Dogville, infatti, è improntata su un modello comunitario piuttosto ben definito e anche piuttosto rigido, con regole chiare e ruoli prestabiliti, coloro che ne fanno parte rispettano un codice sottointeso ma noto a tutti, un codice di comportamenti e convenzioni condivise per il “bene di tutti”.

Dogville Lars Von Trier

Dogville Lars Von Trier

Dapprima assai diffidenti e restii ad accoglierla, ben presto gli abitanti di Dogville sembrano disposti ad accettare la sconosciuta nel loro “ridente quadro” e addirittura ad offrirle un lavoro onesto: la domestica.
Grace, in cambio dell’ospitalità ricevuta, dovrà fare le faccende domestiche presso le case dei vari abitanti; dapprima solo una volta al giorno e poi, essendo l’ospitalità un dono molto prezioso, addirittura due volte per ogni casa.
Mano a mano che il film prosegue Grace subirà ogni sorta di sopruso e abuso: oltre allo sfruttamento lavorativo verrà violentata più volte e da parte di diversi personaggi, non creduta verrà accusata di aver provocato lei stessa l’accaduto, umiliata, picchiata e, infine, legata come un cane nella piazza pubblica, dove ognuno potrà fare di lei ciò che vorrà senza nemmeno preoccuparsi di agire di nascosto.
La pellicola si conclude con l’arrivo di un’auto all’interno della quale vi è un uomo molto potente, il medesimo da cui Grace era fuggita: suo padre. Un padre che non le avrebbe mai lasciato la possibilità di scegliere per se stessa e per la propria vita ma che, tuttavia, la ama incondizionatamente e che le propone di aiutarla a vendicarsi della comunità di Dogville.
A questo punto entra in scena la morale che anima, fuor di metafora, lo scenario Politico di cui siamo tutti spettatori: un confronto lucido e serrato tra morale liberale e universale, dove giusto e sbagliato vengono stabiliti a priori, deontologicamente e a prescindere da qualsivoglia comunità di appartenenza, e una morale comunitarista dove nessun criterio può esistere fuori dalla comunità e, pertanto, anche i concetti di giusto e sbagliato, sono definiti in relazione alla comunità di appartenenza.
Dapprima il palcoscenico occupato da questa suprema Arte viene calcato da un lucido quanto rigido Kant che, attraverso le parole di Grace, si fa portavoce di una morale “universalistica” dove i valori non possono essere collocati ma devono valere a prescindere: Kidman, alias Grace, si chiede : “Si può condannare l’ignoranza? Si può condannare chi non conosce altro di ciò che gli è stato insegnato all’interno della comunità?”
E questa la sua risposta : “Non potrei definirmi essere umano se non conoscessi la distinzione tra ciò che è giusto e ciò che non lo è a prescindere da qualunque comunità e condizionamento ricevuto”.

Decisionismo Politico e OltreUomo nietzschiano

Decisionismo Politico e OltreUomo nietzschiano

Una conclusione chiaramente kantiana: il concetto di “giusto” deve avere valore universale, deve valere ovunque e per tutti e da tutti deve poter essere condiviso e accettato. I condizionamenti ricevuti dalla famiglia, dalla tradizione, dalla comunità devono essere vagliati dalla ragione ed, eventualmente, rifiutati se non “universalmente accettabili” e, dunque, non “giusti”.
Tuttavia Kant cede presto il passo a Nietzsche il quale si manifesta in una sorta di “oltredonna” dal volto angelico e dalle parole durissime : “Il mondo sarà sicuramente un posto migliore senza Dogville e i suoi abitanti”. Grace decide di rendere giustizia facendo distruggere Dogville e uccidere i suoi abitanti dai sicari del potentissimo padre.
Alla fine è il decisionismo a prevalere: ciò che è giusto viene a corrispondere con ciò che è utile qui e ora…Ciò che è giusto viene deciso da una decisione istantanea, istintuale, che ha, certamente, una sua razionalità e logica intrinseca ma non è più quella del confronto, del dialogo, del ragionamento…è piuttosto la logica dell’ “oltredonna” di chiaro stampo nietzschiano la quale si sente “al di là del bene e del male” e come una vera principessa “centaura”, metà essere umano e metà bestia, persegue il suo fine di giustizia attraverso mezzi sicuramente non giusti.
Ecco qui, in una pellicola sorprendente e metaforicamente molto cruda, incontrarsi la deontologia di Kant secondo cui il valore supremo è la giustizia intesa come “universale accettabilità”, stabilita a priori e la teleologia di Nietzsche secondo cui il fine giustifica i mezzi e per realizzare un mondo giusto un “oltreuomo” può anche non seguire le norme di giustizia che valgono per gli altri.
Beh penso che la Politica attuale, a qualunque livello, rappresenti un incontro di questi due approcci: istanze morali universali, giustizia ed equità…ma, alla fine, anche una bella dose di giustificazionismo nei confronti dei mezzi usati per arrivare al “fine” desiderato… Deontologia e Utilitarismo che si unisono in un circolo che non voglio colorare di alcuna connotazione…semplicemente si abbracciano, intersecano, confondono: basta esserne consapevoli!

politica e confronto

politica e confronto

Quale l’approccio “giusto” fuori dalla pellicola? Penso che Filosofia sia “maieutica” (non potevo non tornare un po’ al mio caro Socrate 😉 ) e non indottrinamento: promozione di un pensiero autonomo e critico…Quindi non darò alcuna risposta, ammesso che esista una risposta, alla domanda che ho posto io stessa…Lascerò che ogni lettore, attraverso riflessione e ragionamento, possa trovare una sua risposta.
Perché la buona Arte della Politica è questo e niente altro: ragionamento critico e autonomo, sempre e comunque!

Samanta Airoldi

…. > leggi anche gli altri articoli di Samanta Airoldi, per la rubrica “Perle di Follia” del magazine Fine Art & Lifestyle Milano Arte Expo

Samanta Airoldi

Il magazine Fine Art & Lifestyle Milano Arte Expo, diretto da Melina Scalise (giornalista professionista, ufficio stampa e co – ideatrice con Francesco Tadini e presidente della Casa Museo Spazio Tadini) – mail: milano.arte.expo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia la fashion blogger e filosofa Samanta Airoldi per il testo e la selezione delle immagini su Dogville: Kant, Nietzsche e la Politica attuale.

Melina Scalise

Melina Scalise, direttore del magazine d’Arte Design Fashion Fotografia e Lifestyle fondato insieme a Francesco Tadini

Milano Arte Expo

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