Milano 4 giugno 1946: voti per la Repubblica 418.131, per la Monarchia 196.447

Elezioni Milano

Milano 4 giugno 1946, dal Corriere della Sera: voti per la Repubblica 418.131, per la Monarchia 196.447. Dichiarazioni di De GasperiIl popolo italiano ha dato la prova della sua capacità di autogovernarsi. Roma 3 giugno, notte. Oggi al momento di lasciare il Viminale il presidente del consiglio on. Alcide De Gasperi, è stato avvicinato dai giornalisti i quali gli hanno richiesto la sua impressione sullo svolgimento delle elezioni.

De Gasperi, ha innanzitutto fatto presente che non era facile dare un giudizio perché alle elezioni ha partecipato una massa di 28 milioni di elettori, ripartiti in 101 circoscrizioni con 4000 candidati, suddivisi in 52 liste di cui 11 nazionali; è da rilevare, ad ogni modo, la notizia giunta da tutte le Prefetture dell’altissima affluenza degli elettori alle urne. Si ha per ora una media non inferiore al 75% con punte di 90%.

Elezioni Milano giugnoIl Presidente Del Consiglio ha poi rilevato che le elezioni non sono state turbate da alcun incidente, né si è verificato nessun complotto tra le parti in competizione.

A questo proposito l’onorevole De Gasperi ha ricordato, con senso di riconoscimento e gratitudine, l’opera del ministro degli Interni, dei suoi collaboratori e dei funzionari elettorali, che hanno lavorato con impegno nell’applicazione delle due leggi elettorali, nonché l’opera dei prefetti e delle forze dell’ordine, compreso l’Esercito, delle guardie di finanza che hanno provveduto al presidio dell’ordine e alla libertà dei cittadini.

” Il riconoscimento più alto – ha detto De Gasperi – deve essere tributato alla massa degli elettori, che ha dimostrato un profondo senso di civismo e una crescente maturità democratica. È questa una prova che se noi capi vogliamo energicamente l’ordine, il popolo ci segue”.

Il Presidente Del Consiglio ha detto poi anche parole di previsioni sui risultati delle elezioni, sebbene sia molto difficile farle dati il numero rilevante degli elettori, la molteplicità delle liste e la possibilità di frantumazione di corpi elettorali in talune circoscrizioni.

Naturalmente su queste frantumazioni incidono soprattutto i cosiddetti partiti intermedi, che una volta si chiamavano borghesi perché i partiti di massa, e specialmente quelli di sinistra, hanno maggior omogeneità e compattezza: ” un’altra cosa che mi pare chiara – ha detto De Gasperi – e che i due volti, quello del referendum e quello per la Costituente, non combatteranno perché la mentalità generica e la struttura sociale influiscono sul voto per la forma dello Stato, indipendentemente dai partiti”. Accennando alla massa elettorale, De Gasperi ha precisato esservi 13 milioni di elettori nell’Italia settentrionale, 5 milioni nell’Italia centrale, 6 milioni nell’Italia meridionale e 3 milioni nelle isole, ed ha rilevato che in queste diverse zone vi è una composizione sociale differente per cui ogni previsione e resa oltremodo difficile.


Il nuovo armistizio


Ha posto infine in rilievo che il popolo italiano ha votato nel massimo ordine, con molto più ordine che nel 1919 ed è questa una dimostrazione, specialmente per l’estero, della capacità del popolo italiano di autogovernarsi.

De Gasperi ha concluso rilevando che all’impegno accettato da tutti i partiti di rispettare le decisioni della maggioranza comune nessuno può sottrarsi perché si tratta di salvare l’unità morale oltre che politica dell’Italia.

Il Presidente Del Consiglio ha poi dichiarato, a proposito del nuovo armistizio, che non si attendono che gli alleati sulla parte economica finanziaria cui accenna all’articolo 5 del nuovo documento consegnatoli dal generale Lush.

L’articolo 5 annulla degli impegni di natura economico finanziaria precedentemente imposti dagli alleati con il “long armistice” di Malta e prevede che i nuovi impegni saranno stabiliti sulla base di alcuni allegati, che tracceranno il punto di vista americano ed inglese e che saranno presentati in un secondo tempo al governo di Roma perché vengano firmati contemporaneamente al documento principale, non senza concedere all’Italia essa possa liberamente negoziare, e separatamente con Londra e Washington, i futuri termini economico finanziari per il nuovo armistizio.

Il fatto che i negoziati si stanno svolgendo tra Londra e Washington lascia pensare che i due governi vogliano armonizzare la loro azione. Com’è noto, gli Stati Uniti avevano aderito, in linea di massima, a rinunciare al soldo delle truppe di occupazione, come previsto dalla “Long armistice” di Malta.


Anche il Re ha votato


Le votazioni si sono chiuse stamani, quasi dovunque alle 12, com’era previsto. Rare, infatti, le sezioni in cui, per la presenza di qualche gruppo di lettori, le operazioni di voto si sono protratte fin verso le 14. Dovunque si è conservata la tranquillità più assoluta e, dato il minor numero di votanti, non si sono neppure verificati, stamane, quei piccoli incidenti che ieri furono dovuti, soprattutto, ha qualche difetto di organizzazione ed alla conseguente lentezza delle operazioni.

Elezioni Milano Costituente

Il Re, che sino a ieri non aveva votato, stamane, alle 11:20, si è recato alla sezione elettorale numero 342 in via Lovanio per partecipare alla consultazione popolare. Umberto II vestiva l’abito borghese ed era accompagnato dal ministro della Real Casa marchese Lucifero. Quando è entrato nella sala i votanti presenti e quelli che erano in attesa del loro turno lo hanno applaudito; uno degli scrutatori ha fatto allora presente che le manifestazioni di qualsiasi genere erano vietate nella sede elettorale. Umberto II, che appariva visibilmente emozionato, ha scusato il pubblico e se stesso per l’inconveniente a cui involontariamente aveva dato luogo; quindi ha ritirato dal presidente le due schede ed è entrato nella cabina, donde è uscito quasi subito, riconsegnando le schede, che però non aveva sigillato. Invitato dal presidente e quindi rientrato nella cabina per chiuderle. Non si può, naturalmente, sapere quale voto abbia dato il Sovrano; qualche giornalista, però, ha voluto rivolgere una domanda al riguardo al ministro della Real Casa e questi ha detto di aver ragione di ritenere che il Re avesse consegnato le due schede in bianco.


Gara di altoparlanti.


Appena chiuse le operazioni di voto si sono iniziate quelle di spoglio delle schede, con precedenza, come stabilito dalla legge, per le elezioni dei deputati alla Costituente.

Altoparlanti sono stati installati in quasi tutti i giornali cittadini e da molte ditte radiofoniche per annunciare al pubblico i risultati che affluiranno al Ministero Dell’Interno, a mano a mano che lo spoglio delle schede procederà in tutt’Italia.

La città di calmissima, di una quiete che deriva sia dalla battuta d’arresto che segnano le passioni politiche in attesa dei risultati della consultazione popolare, sia per un senso quasi di distensione e di riposo rispondente alla soddisfazione del dovere compiuto dopo l’intenso periodo di discussione e di travaglio della campagna elettorale.

MAE Milano Arte Expo, è fondato da Francesco Tadini e diretto da Melina Scalise (giornalista)  – mail: milano.arte.expo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it.

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