Galleria Milano: mostra Silenzi, a cura di Angela Madesani – recensione di Stefano Malvicini

Galleria Milano

Galleria Milano – Silenzi, mostra a cura di Angela Madesani

Galleria Milano: mostra Silenzi, a cura di Angela Madesani – recensione di Stefano Malvicini. In via Manin 13 (vedi MAPPA) una collettiva su un tema molto particolare, come quello del silenzio. Artisti: Carlo Alfano, Emanuele Becheri, Alexander Brodsky, Antonio Calderara, Emanuele Cavalli, Matteo Cremonesi, Pierluigi Fresia, Leonardo Genovese, Lena Liv, Sergio Scabar, Franco Vimercati, Marco Maria Zanin.

Alexander Brodsky

Alexander Brodsky

Curata da Angela Madesani, dal 12 maggio al 15 luglio 2016, la mostra gioca non solo sul silenzio, ma sui silenzi, come giustamente suggerisce il titolo, ovvero le molteplici espressioni della mancanza di voce e di sonoro, a descrivere varie sensazioni ed emozioni. Proprio come avevano cantato Simon & Garfunkel, si tratta del “sound of silence”, quella musica del silenzio che ognuno di noi riesce a percepire osservando un oggetto in assenza di suono e di “volume”.

La curatrice parte dal lavoro di dodici artisti, che lavorano sul tema attraverso differenti forme artistiche e generi, dalla pittura all’installazione e alla fotografia, in un lasso di tempo che va dagli anni ’30 a oggi, a identificare e cogliere differenti atmosfere, ideali e sensazioni. Si tratta di una mostra che evoca molto, in un’epoca di incomunicabilità, o meglio, di comunicazione non più diretta, che si basa solo su social network e whatsapp. Il silenzio, e i silenzi, sono un qualcosa di apparentemente semplice, ma che, in realtà, raccoglie una grande complessità, resa dai differenti linguaggi attraverso cui l’esposizione si muove. Non si tratta di una mostra cronologica, ma di un dialogo di sguardi e sensazioni, come ben evidenziato da Angela Madesani, attraverso tempi e situazioni, quasi in una forma di affinità elettiva.

Emanuele Cavalli parte da fotografie in bianco e nero per evocare un mondo lirico di oggetti ed emozioni, mentre Franco Vimercati si basa sulle cose quotidiane, gli oggetti della nostra vita di tutti i giorni, per evocare un’analisi concettuale del linguaggio, e Sergio Scabar lavora sulla “luce del silenzio”, un sottile velo che illumina i suoi soggetti a evocare l’assenza di suono, su un’ambientazione di colori scuri. Le stesse idee sono quelle che animano la pittura di Antonio Calderara, che si evolve dal concreto all’astrazione pura.

Matteo Cremonesi

Matteo Cremonesi, SCULPTURE WASHER

Sul concetto di cesura e di tempo, lavora Carlo Alfano, che si basa sulla natura circolare del tempo che ritorna e che, come sostenuto nel ‘600, scorre inesorabile, “fugit”. La sua analisi sul tempo, fatta di voci, pause, cesure e silenzi, si muove attraverso frammenti che compongono un mosaico di memoria e racconto, secondo la logica dello story-telling. Se Leonardo Genovese è caravaggesco nel modo di evocare oggetti semplici sul chiaroscuro, attraverso luci e ombre che simboleggiano Natura e Poesia, Marco Maria Zanin, nelle sue fotografie, si ispira alle nature morte di Giorgio Morandi, inserendovi rovine di una città che si trova in uno spazio incredibile, lontano ma, ancor di più, neutrale e neutralizzato.
Il trentenne milanese Matteo Cremonesi, invece, lavora a Scuplture washer, opera che, a detta dell’autore, indaga gli aspetti formali del contemporaneo alla ricerca di quel fenomeno che Michel Foucault chiamava “normalizzazione”. Cremonesi indaga gli aspetti e analizza i caratteri generali dell’oggetto medio, usando differenti varietà di bianco al fine di rendere una sorta di inattività evocativa del silenzio.

Emanuele Becheri, nella sua serie Shining, rappresenta le tracce di un qualcosa di indefinito che passa davanti a noi e trascorre inesorabile, ma che lascia tracce profonde e che dà vita a fenomeni naturali, aprendo un ponte con l’interpretazione filosofica del Mondo. Il fotografo torinese Pierluigi Fresia lavora sul tema della morte, attraverso una sospensione, una cesura che è quasi pausa sul pentagramma musicale. I simboli che utilizza sono oggetti quotidiani, come l’asta per geometri inclinata, in grado di conferire alla realtà una visione distorta, ma anche il microfono senza cantante di Patroklos, rappresentante una potenzialità non tradotta in atto, e l’incrocio di Laio, ispirato al mito di Edipo, inteso come luogo quotidiano di incontro e riconoscimento, secondo una concezione che vede la strada come elemento identitario.

Pierluigi Fresia

Pierluigi Fresia – Patroklos

Lena Liv

Lena Liv – Bidone ammalato

Concludono la mostra le opere di due artisti russi, Aleksander Brodsky, che si apre a un’architettura utopica (e utopista) in contrapposizione a quel razionalismo imposto dalle gerarchie sovietiche, e Lena Liv, che lavora a una concezione nuova del vissuto collettivo tramite opere sì quotidiane, ma anche illusorie: il suo Bidone ammalato sembra un ready-made dadaista, ma altro non è che un oggetto in cartapesta, umanizzato e surreale, nella sua carica evocativa di semplicità e silenzio.

Il bidone di Lena è simbolo di un’epoca, ma anche di una memoria collettiva che si apre a mille interpretazioni, tra cui dominanti sono la dialettica pesante/leggero e il significato legato alla guerra e alla sofferenza del popolo russo sotto la dittatura di Stalin.

Stefano Malvicini

> leggi anche gli altri articoli di Stefano Malvicini per Milano Arte Expo magazine della Casa Museo Spazio Tadini.

Stefano Malvicini

Mostre a Milano 2016:

Galleria Milano

Silenzi
A cura di Angela Madesani

Inaugurazione: mercoledì 11 maggio 2016, ore 18,30
Periodo espositivo: giovedì 12 maggio – venerdì 15 luglio 2016
Orari della Galleria: da martedì a sabato dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 20,00

MAE Milano Arte Expo, magazine dell’Art Center Spazio Tadini diretto da Francesco Tadini e Melina Scalise, giornalista  – mail: milano.arte.expo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia Stefano Malvicini per la recensione alla mostra collettiva Silenzi alla Galleria Milano, curata da Angela Madesani con Marco Maria Zanin, Emanuele Becheri, Alexander Brodsky, Franco Vimercati, Antonio Calderara, Lena Liv, Carlo Alfano, Emanuele Cavalli, Matteo Cremonesi, Pierluigi Fresia, Leonardo Genovese e Sergio Scabar.

Milano Arte Expo

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