Essere “madre” oggi – scelte consapevoli e stereotipi di genere

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Essere “madre” oggi- scelte consapevoli e stereotipi di genere- di Samanta Airoldi. Qualche giorno fa mi è capitato tra le mani un articolo su una giovane donna americana che ad appena 29 anni si è fatta praticare il legamento tubarico, volgarmente chiamato anche “sterilizzazione“.
La donna, convinta delle sue idee e pienamente consapevole della sua scelta, nel pieno delle sue facoltà d’intendere e volere, ha deciso di rinunciare in modo definitivo alla possibilità di avere figli in quanto certa che quella non è la strada che vuole percorrere.
Ciò che mi ha stupito e, ammetto, pure parecchio deluso è stato constatare che, nel 2016, in una metropoli come New York, non sono mancate le solite domande inquisitorie del tipo “Ma ne sei proprio sicura?” “E se poi ci ripensi?” “E se incontri un uomo che vuole figli?”
Tali domande non vengono, tuttavia, mai poste a giovani donne che, spesso senza neppure pensarci troppo, decidono di avere figli! Se una ventinovenne decide di avere un figlio nessuno osa chiederle se è sicura al 100% della sua scelta, scelta che comporterà conseguenze per la sua vita, per quella del suo compagno e, soprattutto, per quella del nascituro! Nessuno le chiede “E se poi ci ripensi?” Perchè ancora oggi è dato per scontato che una madre non ci possa ripensare, non si possa pentire, non possa rendersi conto in un secondo momento di aver compiuto una scelta affrettata e non in sintonia con i suoi reali desideri o bisogni.

Chiusura Tube di Falloppio

Chiusura Tube di Falloppio

Ancora oggi, nel 2016, quando si parla di “donna” non si riesce a non parlare di “madre”: come fosse intrinseco nella natura femminile quello di essere madre per forza, anche contro i propri desideri e progetti. Non a caso, anche i candidati Sindaci a Milano, interrogati sulle politiche di genere, hanno subito fieramente sciorinato tutti i loro progetti sugli Asili Nido… Ma la donna non è solo la “mamma”: a volte è anche mamma, a volte non lo è per nulla!
Ancora nel 2016 si fa confusione tra “natura biologica” e “cultura sociale” dimenticando che la prima descrive ma non prescrive: le norme nascono con il nascere della società, non vengono dalla natura!
Detto altrimenti: la Natura ci dice soltanto che noi “possiamo” avere figli, che il nostro organismo è dotato di utero e ovaie che possono farci avere figli; la natura non dice che dobbiamo avere né tantomeno volere figli per forza.
La maternità è una possibilità tra le altre, non già un dovere ne’ un destino da compiere!
A tal proposito ho letto due libri recenti che analizzano, da prospettive differenti, il ruolo della “madre” nella società odierna: il primo è Madri della giornalista Myrta Merlino, il secondo Mio Figlio mi Adora della psicanalista Laura Pigozzi.
Myrta Merlino, nel suo saggio, sostiene la tesi che ogni donna, a modo suo, trova il modo per essere “madre”, anche quando esplicitamente rifiuta questo ruolo come nel caso della politica Emma Bonino, single e non madre per consapevole scelta, o nel caso di una suora.

Myrta Merlino Madri

Myrta Merlino Madri

La giornalista ritiene che anch’esse, forse senza neppure saperlo, sono “madri”: non di figli partoriti ma di tutta la società di cui si occupano maternamente attraverso il loro lavoro che, in entrambi i casi, ha un forte impatto sociale. Sono “madri della società intera“.
Nel saggio di Merlino la figura del materno non viene analizzata quanto piuttosto descritta nelle sue molteplici sfaccettature e, a mio avviso, difesa ad oltranza come fosse immune da errore proprio in quanto madre.
Ognuna a suo modo ma tutte Madri prima di tutto e oltre tutto e tutti…Temo che questa visione cada in quella forma di “essenzialismo” che ravvisando nella maternità l’essenza stessa dell’essere donna, rischia di portare avanti tutti quegli stereotipi sociali che da secoli nutrono pregiudizi e diseguaglianze di Genere: se l’essenza della donna risiede nella maternità allora la donna non è, per sua stessa natura, portata alla carriera e alla realizzazione professionale; e, d’altro canto, se la maternità è inscritta nella natura stessa del femminile allora le donne che non possono o non vogliono avere figli sono sbagliate, sono donne “contro natura”.
La Natura da mera e neutrale descrittrice di fatti biologici viene eretta a Giudice che stabilisce ciò che “dobbiamo essere”; contrariamente a quanto il caro Hume ci ha insegnato, Myrta Merlino (seguendo tutto un filone del femminismo molto in voga negli anni scorsi, il “femminismo essenzialista“, appunto) fa derivare il dover essere dall’ essere stesso. Il Libero Arbitrio viene asfaltato!

Laura Pigozzi Mio Figlio mi Adora

Laura Pigozzi Mio Figlio mi Adora

Di tutt’altro avviso la tesi sviluppata nel saggio Mio Figlio mi Adora di Laura Pigozzi nel quale, senza buonismi né finti perbenismi, si mette in discussione la bontà delle nuove Madri le quali tendono a chiudere i propri figli in rapporti soffocanti (metaforicamente ma, talvolta, pure fisicamente) rendendo loro impossibile stabilire una rete di relazioni sane al di fuori del binomio mamma-figlio.
Madri con la “M” maiuscola che, volendo occupare ogni spazio, assumono atteggiamenti civettuoli con i propri figli senza paura d’infrangere quel tabù edipico che deve costituire un punto fermo per lo sviluppo equilibrato dei figli.
Donne che si trincerano dietro lo scudo della maternità per non affrontare i problemi di una femminilità irrisolta e non pienamente sviluppata, rinunciando (senza troppo rammarico!) ad una vita sessuale piena e completa con il partner, relegato al ruolo d’ “intruso”.
Donne che, come nel celebre episodio biblico, “soffocano” i figli sottraendo loro la possibilità di respirare, di trovare il proprio “polmone verde” nel mondo, nella società, al di fuori dalla famiglia.
Chissà se a queste donne qualcuno ha mai chiesto “Ma sei sicura della tua decisione?” quando erano in procinto di diventare madri.
Come saggiamente ha scritto la psicanalista Laura Pigozzi in uno dei primi capitoli del libro, la Bibbia, un testo straordinario se letto con il filtro della cultura analitica capace di cogliere la profondità delle metafore, ci racconta di un episodio emblematico in cui il re Salomone, dovendo decidere a quale tra due donne affidare un neonato, scelse colei che, pur di farlo vivere, preferì rinunziare a lui e non farlo tagliare in due parti e averne la metà.
Nessuno ci dice che quella fosse la madre biologica…forse sì…forse no. Il re Salomone, dunque, non scelse sulla base della biologia, ma sulla base della cultura optò per colei che avrebbe cresciuto il bambino nel modo più sano, senza anteporre il proprio egoismo, senza l’ossessione del possesso.
La Natura ci indica fattualmente ciò che possiamo o non possiamo fare: ci mostra i limiti e le possibilità; laddove in pone lo fa sempre e solo in virtù dei fatti, mai delle norme! Non impone alcuna scelta, non ci dice ciò che dobbiamo essere, ciò che dobbiamo fare, ciò che dobbiamo volere…Tantomeno ci può dire se saremo buone madri oppure no: la Natura ci ha fornito (o non ci ha fornito) la dotazione necessaria ma se usarla bene o male è un atto di responsabilità di cui solo noi possiamo farci carico.
Forse dovremmo semplicemente ricordare ancora una volta che ossessione ed egoismo sono quanto di più distante possa esserci dall’Amore e che la chiave di tutto sta sempre nella consapevolezza: scelte poco consapevoli danneggiano noi, chi ci sta attorno e, a lungo andare, il mondo intero!

Samanta Airoldi

…. > leggi anche gli altri articoli di Samanta Airoldi, per la rubrica “Perle di Follia” del magazine Fine Art & Lifestyle Milano Arte Expo

Samanta Airoldi

Il magazine Fine Art & Lifestyle Milano Arte Expo, diretto da Melina Scalise (giornalista professionista, ufficio stampa e co – ideatrice con Francesco Tadini e presidente della Casa Museo Spazio Tadini) – mail: milano.arte.expo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia la fashion blogger e filosofa Samanta Airoldi per il testo e la selezione delle immagini su Essere “madre” oggi- scelte consapevoli e stereotipi di genere.

Melina Scalise

Melina Scalise, direttore del magazine d’Arte Design Fashion Fotografia e Lifestyle fondato insieme a Francesco Tadini

Milano Arte Expo

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