Cripta di San Sepolcro: riapre il vero Mediolanum, l’ombelico di Milano – di Stefano Malvicini

Cripta San Sepolcro Milano

Cripta San Sepolcro Milano

Cripta di San Sepolcro a Milano: riapre il vero Mediolanum – di Stefano MalviciniPiazza San Sepolcro (vedi MAPPA), uno dei fulcri della Milano medievale, accanto all’Ambrosiana e nei pressi dell’area dell’antico Circo romano: qui era stato costruito un luogo di culto dedicato alla tomba di Cristo e legato ai ricordi delle Crociate e qui San Carlo Borromeo, il grande arcivescovo di Milano a fine ‘500, aveva voluto creare uno dei principali cardini della sua riforma della Chiesa ambrosiana. Ora, questo cardine, la cripta di San Sepolcro, rinasce e riapre al pubblico, con entrata dalla destra della chiesa, verso Via Torino.

Proprio Carlo aveva definito questa chiesa, e questa cripta, “l’ombelico di Milano”, partendo da una base scientifica, il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci, in cui il genio toscano diceva che il “mezzo di Milano”, il centro fisico della città, fosse proprio la chiesa di San Sepolcro, il vero Mediolanum, ovvero l’incrocio tra il cardo e il decumano dell’antica Milano romana.

La chiesa, inizialmente dedicata da Ariberto d’Intimiano alla Ss. Trinità, venne fondata nel 1030 da Benedetto Rozone, maestro della Zecca milanese, e, poi, nel 1100, rimaneggiata per volere del vescovo Anselmo da Bovisio, che, nell’imminenza della Seconda Crociata, cui parteciparono vari milanesi, la dedicò al culto del Santo Sepolcro di Gerusalemme, riconquistato ai musulmani con la Prima.

Cripta San Sepolcro

Cripta San Sepolcro – Cornelia Lampugnani

A quell’epoca risalgono le prime strutture romaniche della chiesa. Dopo la riforma di Carlo Borromeo, il cugino Federico, considerandola fulcro religioso di Milano, ne fece restaurare l’interno in forme già vicine al barocco all’architetto Aurelio Trezzi. La facciata su Piazza San Sepolcro venne rifatta ai primi del ‘700, ma ogni struttura barocca venne eliminata dal restauro condotto da Gaetano Moretti e Cesare Nava, i quali, tra il 1894 e il ’97, crearono l’attuale fronte neoromanica con bifore, portico e due campanili arretrati. L’interno, oggi, rimane quello rifatto ai primi del ‘600 dal Trezzi, ma la struttura, a tre navate, con matronei, tiburio e transetto absidato, palesa l’origine romanica della chiesa.

La cripta, sotto la chiesa, mantiene l’originaria struttura dell’XI secolo, a cinque navate suddivise da snelle colonnine con capitelli semplici, nonostante alcune intonacature create dal Trezzi per sorreggere la chiesa soprastante.

Cripta San Sepolcro

Cripta San Sepolcro-Carlo

Questo luogo intimo e raccolto, ma nello stesso tempo solenne, conserva una copia del Sepolcro di Cristo, opera di un maestro campionese del Primo Trecento, in cui, secondo tradizione, venne posta la terra di Gerusalemme prelevata dai crociati in Terra Santa, insieme ad altre reliquie. Carlo Borromeo aveva scelto questa cripta come luogo personale di preghiera, come ben testimoniato dalla statua seicentesca in terracotta, realizzata dopo la sua canonizzazione, che lo raffigura inginocchiato davanti al Sepolcro, all’interno della grata in ferro che, come a Gerusalemme, protegge la presunta Tomba di Cristo. Qui, Carlo passava intere notti, e amava definire la cripta “palestra dello Spirito Santo. Alla sinistra del Sepolcro, nell’abside, è presente una palma in rame, simbolo della Sapienza, opera del 1616 di Gian Andrea Biffi e di Gerolamo Olivieri, inizialmente pensata come una fontana da Federico Borromeo. Nell’abside opposta, di destra, è ospitato un gruppo ligneo della Deposizione, opera quattrocentesca attribuita alla scuola di Agostino de’ Fondutis.

Cripta San Sepolcro

Cripta San Sepolcro-Maddalena-Elena

Molti sono gli affreschi, purtroppo deperiti, presenti nella cripta: tra questi spicca quello raffigurante Cristo in trionfo, nel transetto di sinistra, opera risalente circa al 1300, tra due donne, che, si pensa, possano essere Maria Maddalena, velata dai lunghi capelli, e l’imperatrice Elena, con una corona: non è un caso che questa cripta sia anche un luogo legato al culto della prima che, secondo il racconto di Giovanni, fu la prima a scoprire il Sepolcro di Cristo vuoto dopo la Resurrezione. Vicino alla copia della Sindone, verso Piazza San Sepolcro, un altro frammento di affresco, raffigurante La Madonna con il Bambino, i santi Rocco e Giovanni Battista e un devoto, è opera di Bernardino Luini, del 1519. Straordinaria è anche la pavimentazione, in pietra bianca di Verona, ed è una della testimonianze più antiche superstiti della Milano romana. Le lastre, infatti, provengono dal lastricato dell’antico foro del IV secolo, dove si svolgevano le principali funzioni civili e religiose dell’antica Mediolanum.

Stefano Malvicini

> leggi anche gli altri articoli di Stefano Malvicini per Milano Arte Expo magazine dell’Art Center Spazio Tadini.

Stefano Malvicini

Cripta di San Sepolcro
Piazza San Sepolcro 20121 Milano

Orari: Lunedì – domenica 12.00-20.00
Biglietti: 10,00 € per finanziare i restauri

MAE Milano Arte Expo, magazine Fine Art, Design, Fashion & Lifestyle è fondato e diretto da Melina Scalise e Francesco Tadini  Per informazioni e contatti mail: milano.arte.expo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it  – telefono 366 4584532 – Si ringrazia Stefano Malvicini per il testo e la selezione fotografica.

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