Amministrative 2016- campagna Donna Vota Donna- doppia preferenza di genere

DonnaVotaDonnaAmministrative 2016- campagna Donna Vota Donna- doppia preferenza di genere- di Samanta Airoldi.

Sono passati 70 anni da quel fatidico 10 Marzo 1946 che cambiò (o meglio: avrebbe dovuto cambiare!) la “vita sociale e politica” delle donne, riconoscendo anche a noi il diritto a votare e, dunque, a partecipare attivamente alla vita Politica del Paese.
Qualche passo è stato fatto, molti sono ancora da fare. Tra obiettivi raggiunti e obiettivi da raggiungere c’è chi, da anni, combatte ogni giorno al fianco delle donne per contrastare pregiudizi sociali e stereotipi legati al genere che contribuiscono a portare avanti discriminazioni e diseguaglianze, tanto nel privato quanto nel pubblico.
In prima fila al fianco delle donne, o meglio, “della parità”, due associazioni: Associazione Articolo 51 Laboratorio di Democrazia Paritaria, nata nel 2009 e DonneinQuota, nata nel 2006, che si occupano in prevalenza di rappresentanza politica femminile.
In occasione delle prossime elezioni amministrative, le due associazioni hanno proposto la campagna “Donna vota Donna” che si basa sulla doppia preferenza di genere.
Per capire meglio di cosa si tratta ho intervistato Angela Ronchini, fondatrice di Associazione Articolo 51 Laboratorio di Democrazia Paritaria.

Associazione Articolo 51 Laboratorio di Democrazia Paritaria

Associazione Articolo 51 Laboratorio di Democrazia Paritaria

“La campagna informativa ” Voto alle Donne se devo scegliere scelgo donna!” è una campagna “ sociale”, una pubblicità progresso per informare su questa grande novità per la democrazia paritaria che consiste nella doppia preferenza di genere. L’idea è venuta ad Art. 51 Laboratorio di Democrazia Paritaria, che ha reperito risorse e strumenti per attuarla, ma è poi stata condivisa da DonneinQuota che si è immediatamente attivata sposandone gli scopi.
La presenza di donne nelle assemblee elettive in Italia è ancora molto bassa, perché essere elette significa prendere voti, ossia vedere scritto il proprio nome sulla scheda elettorale in quella forma chiamata preferenza. Purtroppo gli italiani e le italiane fanno ancora molta fatica a scrivere la preferenza ed, essendo la politica ancora terreno prettamente maschile, le preferenze vanno maggiormente agli uomini. Le ragioni sono molteplici: dalla natura femminile non incline a rischiare, alla completa mancanza da parte dei partiti di investimenti sulle candidature al femminile, alla mancanza di risorse economiche da parte delle donne per potersi sponsorizzare. Per questo ,dopo lunghe battaglie ,iniziate nei tribunali, le donne hanno ottenuto la Legge 215, ossia la cosiddetta doppia preferenza di genere.
Già usata in Campania nelle regionali del 2010, la doppia preferenza di genere, dà la possibilità di scegliere e scrivere sulla scheda elettorale due nomi di candidati consiglieri ai comuni: un nome di donna e un nome di uomo. Già applicata per la prima volta su scala nazionale alle amministrative del 2013 nei comuni sopra i 5000 abitanti, seppur poco pubblicizzata, ha portato ad un aumento della presenza femminile nei consigli comunali del 38%.
La legge 215/2012 è un complesso di norme che prevede la presenza nelle liste di un minimo dei 2/3 del genere meno rappresentato e ha, inoltre, obbligato al cambio di Statuto tutti gli 8000 comuni italiani, obbligando ad inserire la norma sulla necessità di garantire, non solo promuovere, verbo che si prestava a varie interpretazioni sul numero delle donne, cui dare deleghe nelle Giunte Comunali, per portarlo alla parità numerica o al numero più vicino ad essa, applicando la sentenza del 21 Giugno 2012 del Consiglio di Stato che dichiarò illegittima la Giunta di Regione Lombardia per squilibrio di genere e proprio in virtù della forma verbale “Garantisce” contenuta nell’ Art. 11 dello Statuto regionale.
Tutto ciò viene chiamato “Quote Rosa” e ha dato adito a molteplici critiche, ma è invece una forma di stimolo per portare le donne a farsi parte attiva dell’amministrazione territoriale italiana, cercando di rimuovere il maschilismo politico che non cede il passo in presenza di normative precise, figurarsi senza. Riteniamo queste misure cogenti e speriamo transitorie in attesa che ossia pronte a farle decadere nel momento in cui la nostra democrazia incompiuta sarà diventata compiuta e sostanziale, cioè paritaria.”

 Donna Vota Donna Doppia preferenza di Genere

Donna Vota Donna Doppia preferenza di Genere

Molto spesso diritti riconosciuti formalmente non trovano poi traduzione concreta e sostanziale, rimanendo ingabbiati in una sorta di “iperuranio” di platonica memoria che intrappola noi donne in labirinti di astrazioni vuote e inutili, all’interno dei quali risulta anche difficile destreggiarsi.
“La campagna “Donna vota Donna“, infatti, è nata nel momento in cui ci siamo rese conto che per i partiti era molto facile parlare dei 2/3 di donne in lista, ma nessuno e dico nessuno, parlava che per la prima volta era possibile esprimere la doppia preferenza di genere, ossia votare anche una donna candidata consigliere.
I motivi erano facilmente comprensibili: ogni voto per una donna è un voto in meno per un uomo e quindi una poltrona o strapuntino che si allontana. Quindi abbiamo deciso di far conoscere, far sapere alle donne che potevano votare anche le donne, richiamandole a quella sorellanza, capacità di coalizzarci che è ,purtroppo spesso mancata, ma che quando supera le congenite diffidenze delle donne verso le altre donne e gli steccati ideologici di ognuna, porta grandi risultati come appunto sentenze epocali e leggi innovative.
Abbiamo cominciato a parlarne il 7 Marzo in una tavola rotonda dal titolo, VOTO ALLE DONNE! SUFFRAGETTE A NOI! Richiamando le donne , suffragette appunto, che in Gran Bretagna all’inizio del secolo scorso, hanno iniziato a pretendere il suffragio universale anche per le donne: la doppia preferenza di genere ha la stessa forza dirompente ed innovativa.
Obiettivi? Uno solo: ogni donna in più eletta nei consigli comunali, sarà una grande vittoria e la conferma che le donne votano donna, che coalizzandoci possiamo occupare stabilmente quel territorio, da sempre in prevalenza maschile, che è la politica, perché NON SONO LE DONNE CHE HANNO BISOGNO DELLA POLITICA, MA LA POLITICA E LE ISTITUZIONI CHE HANNO BISOGNO DELLE DONNE,della nostra trasparenza, della nostra incorruttibilità, della nostra concretezza, della nostra capacità di sintesi e genialità, soprattutto in questo momento di sfiducia e disamore per politica ed istituzioni ,il fattore D può e deve essere una grande opportunità di crescita e progresso.”

Donna Vota Donna Voto alle Donne

Donna Vota Donna Voto alle Donne

Ho sempre pensato e “sentito” che essere donna non sia facile ma sicuramente una sfida avvincente! Non mi sono mai riconosciuta in quegli stereotipi di genere che “prescrivono” la maternità come fosse un dovere o, peggio ancora, un “destino tracciato dalla natura”.
Penso che la maternità sia e debba essere una scelta, compiuta in modo consapevole e volontario. Così come penso che una delle più grandi conquiste per noi donne sia anche il poter scegliere di non avere figli e di dedicarci alla carriera, qualunque sia la strada che scegliamo di percorrere!
Insomma, senza “se e senza “ma” sono sempre stata per lo slogan “Donne non si nasce, Donne si diventa!” ma Angela Ronchini, mi stupisce con una frase che non ammette repliche “In politica se vuoi che una cosa sia detta, dillo ad un uomo. Se vuoi sia fatta, dillo ad una donna. Chi la disse? Ma lei, Margareth Thatcher, il tailleur più pericoloso della storia 😉
Dunque è questa la Filosofia che sta alla base di Donna Vota Donna?
“La nostra filosofia è quella di ritrovare quella sorellanza che negli anni delle grandi lotte di liberazione per i diritti delle donne, portarono all’ acquisire quelle libertà,ormai innegabili, della libertà di scelta sulla maternità, sul proprio corpo, sull’indissolibilità del matrimonio (aborto e divorzio) sul diritto di lavorare ed accedere a tutte le professioni e mestieri non essendo meno capaci degli uomini.
Cercare di far superare alle donne il nostro atavico e genetico senso di diffidenza verso le altre donne, siamo le peggiori nemiche di noi stesse, e convincerci che votare donna è meglio! Votate il partito e il sindaco che volete, ma scegliete un nome di donna e scrivetelo sulla prima riga: nella conta delle preferenze conta anche la posizione!”
Per farsi conoscere sul territorio, Associazione Articolo 51 Laboratorio di Democrazia Paritaria e DonneinQuota hanno organizzato una serie di attività informative che vedranno la massiccia partecipazione di assessori e candidate al fine di coinvolgere il più possibile la cittadinanza in vista delle elezioni amministrative che si terranno a Milano il prossimo 5 Giugno.

“Avremo un sito, su cui le candidate al Consiglio Comunale e ai Consigli di Zona potranno autopromuoversi (Http://www.donnavotadonna.it e Http://www.facebook.com/donnavotadonna ). Saremo presenti con i nostri gazebi all’interno dei mercati e , se possibile, in centro città, dove le candidate potranno autopromuoversi e distribuire il proprio materiale.
Abbiamo, inoltre, organizzato “lezioni di preferenza” : consigliere elette e consiglieri eletti in passato,i daranno consigli su come ottenere consenso con l’aiuto di uno specialista in materia di linguaggio del corpo ( che tono di voce usare, come approcciare l’elettorato, come porsi, etc..)
Potrebbe sembrare l’obsoleta e millenaria battaglia dei sessi, basta ricordare Lisistrata, ma invece è una battaglia contro la violenza, la discriminazione, per raggiungere una vera democrazia compiuta e paritaria!
Una battaglia che può portare enormi frutti anche in termini di sviluppo economico (oltre che culturale ed etico) del Paese e il futuro delle generazioni a venire: se pienamente impiegate le capacità femminili, secondo Banca d’Italia, valgono 7 punti di PIL.”

Pertanto alle prossime elezioni amministrative non dimentichiamo: Donna Vota Donna!

Samanta Airoldi

…. > leggi anche gli altri articoli di Samanta Airoldi, per la rubrica “Perle di Follia” del magazine Fine Art & Lifestyle Milano Arte Expo

Samanta Airoldi

Il magazine Fine Art & Lifestyle Milano Arte Expo, diretto da Melina Scalise (giornalista professionista, ufficio stampa e co – ideatrice con Francesco Tadini e presidente della Casa Museo Spazio Tadini) – mail: milano.arte.expo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia la fashion blogger e filosofa Samanta Airoldi per il testo e la selezione delle immagini su Amministrative 2016- campagna Donna Vota Donna- Doppia preferenza di genere.

Melina Scalise

 

Melina Scalise, direttore del magazine d’Arte Design Fashion Fotografia e Lifestyle fondato insieme a Francesco Tadini

Milano Arte Expo

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