Fotografia – Settimio Benedusi: la sfida mentre parte Photofestival 2016 – vista da Federicapaola Capecchi

Settimio Benedusi

Settimio Benedusi da Imperia a Milano a piedi

Photofestival 2016 Milano e il senso della FotografiaSettimio Benedusi: la sfida – vista da Federicapaola Capecchi – Settimio Benedusi è in cammino da Imperia verso Milano (> leggi il “primo capitolo” dedicato all’impresa), a piedi e senza soldi da venerdì 15 aprile 2016, per verificare se la fotografia ha ancora un valore. Cercando di vendere o barattare fotografie per mangiare, sostenersi e dormire. Per sopravvivere. Alle 12:19 di ieri, lunedì 18 aprile, era a Savona con Marta (membro di una band musicale e collaboratrice di Massimo Schiavon un cantautore Ligure), che lo ha raggiunto appositamente per portargli acqua, focaccia e pizza. Aveva letto del cammino di Benedusi nelle pagine locali de La Stampa. La Leica gli ha fornito la macchina fotografica digitale, Adidas l’abbigliamento, Altalen cappelli per ripararsi dal sole, ma per il resto vive grazie alla fotografia. Da venerdì 15 è riuscito con la fotografia a ottenere colazioni, pranzi e cene, ospitalità e ristoro al Chiostro di Noli, all’Hotel Tirreno di Spotorno, come da privati cittadini. Oggi è arrivato a San Martino Stella, in provincia di Savona, dove si è trovato dinanzi al primo “no, non mi interessa … sono qui a vendere cibo non a fare fotografie”.

Settimio Benedusi in cambio delle fave dal contadino filosofo Andrea

in cambio delle fave dal contadino filosofo Andrea

Mentre Settimio Benedusi prosegue questa impresa originale e di senso, ieri a Milano si svolgeva la conferenza stampa del Photofestival 2016, rassegna di fotografia d’autore che annualmente anima la primavera milanese, e che dal 20 aprile al 12 giugno renderà ancor più importante e onnipresente in questa città la fotografia. E a fine mese inaugurerà anche il Mia Photo Fair 2016. L’impresa di Settimio Benedusi rende ancor più attuale l’importanza di questi eventi e rassegne. Proprio oggi in cui chiunque può fare fotografie, e belle, e può condividerle universalmente in quello stesso istante, in cui la tecnologia consente di elaborare – sempre istantaneamente – l’immagine appena scattata; oggi, in un sistema in cui tutto muove per immagini, solo per immagini, la ricerca del senso e del racconto risuona come una sana contestazione e un’importante restituzione di senso, ruolo e significato alla fotografia. Quella utile, quella che racconta, che ha una storia (dietro e da raccontare), quella buona che lascia per forza un’impronta autoriale, quella di un fotografo che è un uomo con una sua chiave di lettura, di visione, di sensibilità. Quella autoriale sì, perché c’è una scelta, un racconto e un modo scelto per narrarlo. Come scrivere. Settimio Benedusi collega spesso scrittura e fotografia, sostiene che le parole e la fotografia siano cose importanti. Come scrivere così fotografare non può essere fatto alla leggera. E forse non è un caso che nel suo camminare Settimio Benedusi ieri abbia trovato anche il tempo per restituire in video, per iscritto e in foto alcune riflessioni e consigli su libri da leggere e parole in musica da ascoltare: ha consigliato di leggere “Armi, Acciao e Malattie” di Jared Diamond e di ascoltare De André, in particolare le parole di Anime Salve. Oggi si è ritagliato lo spazio – scritto e fotografato – di riflettere sul senso del camminare leggeri, sul sentirsi leggero, pensando a quanti oggetti e cose abbiamo nella vita quotidiana e a se ne abbiamo realmente bisogno.

Settimio Benedusi

Settimio Benedusi

Oggi a noi di Milano Arte Expo piace immaginare i pensieri di Settimio Benedusi “passeggiare” tra visioni immaginarie, nella sua interiorità, sperimentando un andare e un riandare … all’essenza delle cose, a domande essenziali … come il senso della fotografia oggi.

Gli lanciamo qualche domanda nostra lungo il cammino. È oggi dunque l’estetica, la condivisione istantanea e la sola pratica a governare le regole anche della fotografia d’autore? La fotografia, indiscutibilmente in una fase di continua evoluzione, deve davvero e per forza relazionarsi e interagire con video, computer e grafica? Tecnica, forma e contenuto sono, oggi, ancora più basilari che in passato? Si incontrano ancora oggi, e come si incontrano, rendendo intelligibile e fruibile la fotografia, intenzione dell’autore, intenzione dell’opera e intenzione del fruitore? (tre concetti espressi da “I limiti dell’interpretazione” di Umberto Eco).

Federicapaola Capecchi

…. > leggi anche gli altri articoli della coreografa e blogger Federicapaola Capecchi per il magazine di Spazio Tadini Milano Arte Expo.

Da venerdì 15 ad oggi martedì 19 aprile 2016 un po’ di foto del cammino Imperia Milano:

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