Sposalizio della Vergine: Raffaello e Perugino, alla Pinacoteca di Brera – visti da Stefano Malvicini

Sposalizio della Vergine

Sposalizio della Vergine: i capolavori di Perugino e Raffaello alla Pinacoteca di Brera

Sposalizio della Vergine Raffaello e Perugino, alla Pinacoteca di Brera – visti da Stefano Malvicini. La Pinacoteca di Brera ha aperto la sua stagione di esposizioni temporanee con la linea del confronto tra pittori simili e contigui nel tempo già sperimentata in vari altri musei italiani ed esteri, come, per esempio, quello di Arte Cantonale di Lugano.

Questa è la politica del nuovo direttore, l’anglo-canadese James Bradburne, che ha voluto, così, inaugurare il nuovo allestimento della collezione. Ha detto Bradburne: “Si tratta di un evento straordinario perché per la prima volta sperimentiamo l’allestimento di una collezione permanente con nuovi colori, nuova illuminazione e nuove didascalie divise in tre tipologie, quelle redatte dai curatori, quelle degli scrittori e quelle rivolte alle famiglie. E sono davvero molto curioso di conoscere il parere della città“.

Pinacoteca di Brera

Pinacoteca di Brera – Sposalizio della Vergine Perugino Raffaello

Il punto di partenza è un confronto tra Perugino e Raffaello sul tema dello Sposalizio della Vergine. Dal 17 marzo, infatti, e fino al 27 giugno, la sala dove si trova anche la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca, ospita i due quadri sullo stesso tema dei due artisti. Quello di Raffaello, del 1504, è di proprietà della Pinacoteca di Brera e proviene dalla chiesa di san Francesco a Città di Castello, mentre l’omologo di Perugino, quasi coevo a quello dell’Urbinate, si trova al Museo di Belle Arti di Caen, in Normandia, dove è arrivato dalla Cattedrale di Perugia dopo le campagne napoleoniche e l’assegnazione al cardinale Fesch. Sembra quasi uno scherzo del destino, ma a sostituire questo dipinto per il Duomo fu proprio un’opera di un pittore francese, Jean-Baptiste Wicar, che, nel 1825, eseguì un altro Sposalizio della Vergine, (vedi > LINK) ancora oggi situato nella cappella di San Giuseppe, nella navata sinistra, dedicata alla reliquia del Sacro Anello. Anche quest’opera è stata esposta, a mo’ di confronto.

Un confronto tra queste tre opere non era mai stato eseguito, e la mostra di Brera riesce benissimo nell’intento. Più che di confronto, si può addirittura parlare di dialogo a tre, vista l’affinità tematica e, tra le opere di Perugino e Raffaello, anche storica. Tutte e tre colgono, quasi fosse un’istantanea, il momento in cui, assistito da un sacerdote, Giuseppe mette il Sacro Anello al dito di Maria che, pudicamente, guarda a terra senza fissare l’anziano sposo.

L’episodio è narrato nei vangeli apocrifi, in cui si dice che Maria fosse cresciuta nel Tempio di Gerusalemme. In entrambi i quadri, dietro Maria e Giuseppe, compare un seguito di uomini e donne: le seconde osservano la scena o, nel caso di Perugino, parlano tra di loro, mentre, tra gli uomini, il primo della fila spezza un ramo. Si tratta di un altro episodio narrato nei vangeli apocrifi, in cui si accenna al fatto che, a ogni pretendente di Maria, fosse stato assegnato un ramo. Il primo ramo che sarebbe fiorito avrebbe assegnato la “corsa” per lo sposalizio: fiorì solo il ramo dato a Giuseppe che, in questo modo, sposò Maria.

L’elemento più spettacolare è lo sfondo: nell’opera di Raffaello compare un tempietto esagonale, ispirato all’architettura bramantesca di San Pietro in Montorio a Roma, con le porte aperte verso il paesaggio e l’orizzonte, affacciato su una piazza lastricata a motivi geometrici che ricordano l’anonimo quadro chiamato La città ideale o quelli prospettici della Flagellazione di Piero della Francesca. Sempre rivolto verso il paesaggio e l’orizzonte e con le porte aperte, è anche il tempietto dipinto da Perugino, ma esso è meno ispirato a un’architettura ideale e più accostato a una ideale: è un edificio ottagonale a cupola, con quattro protiri corrispondenti a ogni ingresso e con finestre timpanate nell’ordine superiore.

L’influenza sembra quella della pittura umbra di Pinturicchio e delle complesse architetture da lui dipinte anche nella stessa cappella di san Giuseppe del Duomo di Perugia e ora perdute. Il disegno geometrico della piazza appare, nell’opera di Perugino, più semplice e schematico, ma sempre ispirato alle norme prospettiche di Piero e ai trattati matematici di Luca Pacioli da Sansepolcro.
Diversa è l’impostazione della pala di Wicar: la scena è la stessa, ma tutto avviene all’interno del tempio, dietro una cortina tra due colonne. Giuseppe e Maria appaiono più come una coppia del primo Ottocento, in abiti neoclassici, vita altissima alla greca per lei e veste arcaica ellenica, con ghirlanda di fiori sulla testa per lui. Giuseppe non sembra nemmeno più anziano di Maria, e, per questo, l’opera si allontana dalla narrazione apocrifa per avvicinarsi a un certo estetismo tipico del tempo. L’unico legame è dato dal gesto del pretendente che spezza il ramo, ma, pur sempre in un contesto neoclassico: uno di loro ha addirittura un elmo con criniera tipico dell’antica Grecia! Anche le donne, nella loro compostezza, sembrano uscite dalle narrazioni di gesta epiche degli eroi dell’antica Ellade e paiono più eroine di un poema epico che il seguito femminile ispirato ai vangeli apocrifi.

Stefano Malvicini

> leggi anche gli altri articoli di Stefano Malvicini per Milano Arte Expo magazine della Casa Museo Spazio Tadini.

Stefano Malvicini

Primo Dialogo Raffaello e Perugino

A cura di Emanuela Daffra, Cristina Quattrini, Giovanni Agosti

Orari: dalle 8,30 alle 19,15 (ultimo ingresso ore 18,40)

17 marzo > 27 giugno 2016

Pinacoteca di Brera, sala XXIV

Biglietti: intero 10,00 €; ridotto 7,00 €

INFORMAZIONI

website – > vedi Link
Prenotazioni
Per gruppi, scuole e singoli
tel. 02 92800361
www.pinacotecabrera.net

Ufficio Mostre ed Eventi
tel. 02 72263.259 – 266
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MAE Milano Arte Expo, diretto da Melina Scalise (giornalista e guida, assieme a Francesco Tadini, della Casa Museo Spazio Tadini in via Jommelli 24)  – mail: milano.arte.expo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia Stefano Malvicini per il testo / recensione sulla esposizione Primo Dialogo RAFFAELLO e PERUGINO: attorno a due Sposalizi della Vergine alla Pinacoteca di Brera.

Melina Scalise

Melina Scalise, direttore Milano Arte Expo magazine d’Arte, di Design, Fashion Fotografia e Lifestyle

Milano Arte Expo

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