Collezioni moda 2016: Zara Ungendered e Boyfriend Style, non solo unisex e fast fashion – di Maria Zizza

Collezioni moda 2016

Collezioni moda 2016 Zara Ungendered

Collezioni moda 2016: Zara Ungendered e Boyfriend Style, non solo unisex e fast fashion – di Maria ZizzaDa un paio di settimane Zara ha lanciato sul proprio sito la collezione Ungendered, una sezione – vedi LINK – dedicata a un tipo di abbigliamento che calza senza problemi sia a uomini che donne. Che sia solo marketing o semplicemente un adeguarsi alle ultime tendenze anche la moda si interroga sul rifiuto di un’identità sessuale binaria.

Non semplicemente unisex e non solo fast fashion.

Zara Ungendered

ZARA – I colori base delle t-shirt della collezione Ungendered

Una scelta e una presa di posizione che al di là della pubblicità rappresentano anche una dichiarazione di intenti, importante non perché sia la prima nel mondo della moda ma perché si inserisce in un discorso sulla sessualità e il genere che oltre all’Italia ha interessato un po’ anche il resto d’Europa.

Quali sono i pezzi che fanno parte di questa collezione? Da questo punto di vista il dibattito è interessante. I capi – che si possono trovare solo online e non in negozio: in quale reparto li avrebbero collocati? – sono prevalentemente felpe con cappuccio, t-shirt oversize e il classico modello di jeans che già prima da qualche anno viene chiamato boyfriend. In verità, la collezione è molto scarna numericamente ed è caratterizzate da colori base piuttosto neutri che vanno dal grigio chiaro al nero al blu.

E basta. Non un dettaglio diverso, non un colore vivace o una fantasia. Pattern inesistenti. In definitiva una linea poco cool. Al di là del gusto personale, un mix tra un pigiama e un vestitino da casa, che rispecchia lo stile minimal di alcuni giovani trentenni – uomini, bianchi e dal mood metropolitano, in questo caso.

collezioni Zara 2016

ZARA – Bianco, nero, grigio

Il limite della serie, insomma, risiede soprattutto nell’essere stata concepita come un appiattimento di stile rispetto alla varietà delle solite collezioni del brand spagnolo, nonché nell’aver disegnato, più che una versione a-genere, un’immagine mascolina del corpo femminile.

Contaminazioni di genere e ironia nei confronti di stereotipi sessuali sono state da sempre caratteristiche di alcuni stilisti – Vivienne Westwood lo fa da decenni – ma l’attenzione alle identità non tradizionalmente riconosciute si mostra essere un trend anche per alcuni dei nomi più illustri delle passerelle di quest’anno da Yves Saint Laurent a Burberry che hanno lavorato molto sull’idea del genere fluido.

Zara 2016

ZARA – Una felpa per tutti, uno stile per pochi

La scelta di Zara pur inserendosi in questo contesto ha una portata diversa perché, al di là delle sperimentazioni dell’alta moda, si tratta di un brand più che popolare che dichiara di aver creato la linea come “risultato della vicinanza ai clienti”.

Oltre alle considerazioni su marketing e comunicazione, l’idea di inserire in qualcosa di così attuale, fruibile e veloce come l’abbigliamento del gruppo Zara uno spunto per il dibattito sul genere, di per sé, non può essere considerato negativo.

Riflettere sulla sessualità e la parità di genere al di là degli stereotipi forse può aiutare le vendite. Per ora non sappiamo come andrà in termini di  fatturato ma sicuramente l’eco che ha avuto sulle riviste e sui vari blog la notizia fa sì che a livello pubblicitario sia già un successo.

Maria Zizza

…. > leggi anche gli altri articoli della rubrica di Maria Zizza per Milano Arte Expo magazine.

Maria Zizza

MAE Milano Arte Expo, diretto da Melina Scalise (giornalista e guida con Francesco Tadini della Casa Museo Spazio Tadini in via Jommelli 24)  – mail: milano.arte.expo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia Maria Zizza per il testo e la selezione immagini sulle Collezioni di moda 2016 di Zara: Ungendered e Boyfriend Style.

Melina Scalise

Melina Scalise, direttore Milano Arte Expo magazine d’Arte, di Design, Fashion Fotografia e Lifestyle

 

Milano Arte Expo

 

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