Mare culturale urbano: cascina Torrette di Trenno in via Gabetti 15 e via Novara 75 a Milano

mare culturale urbano

mare culturale urbano a Milano per un nuovo modello di sviluppo territoriale delle periferie

Mare culturale urbano a Milano: cultura, coworking, cinema, teatro e concerti, caffè e bistrot alla cascina Torrette di Trenno in via Gabetti 15 (vedi MAPPA) e – aprirà nel 2017 – in via Novara 75 (> MAPPA) – di Samanta Airoldi per Milano Arte Expo (magazine della Casa Museo Spazio Tadini).  Alla faccia di chi dice che a Milano non abbiamo il mare, noi oggi possiamo orgogliosamente rispondere che non solo il mare lo abbiamo ma che abbiamo pure il mare più grande, meraviglioso e ricco che ci sia: il Mare magnum della Cultura!

Mare Culturale Urbano

eventi Milano 2016 – Mare Culturale Urbano – Cascina Torrette di Trenno via Gabetti 15 e, dal 2017 in via Novara 75

Da un’iniziativa promossa dal Comune di Milano nasce, infatti, Mare Culturale Urbano” (> vedi website): un centro di produzione culturale sorto nella zona ovest di Milano con l’obiettivo precipuo di rilanciare le zone periferiche, troppo spesso abbandonate a se stesse, attraverso un modello di sviluppo sociale incentrato sulla valorizzazione del tessuto locale e dell’inclusione.

Inclusione sociale, rigenerazione urbana e innovazione culturale: questi i punti cardine attorno cui naviga Mare Culturale Urbano.

Il nostro caro “mare meneghino” prende vita in due spazi : cascina Torrette di Trenno, in apertura a primavera 2016, e via Novara 75, in costruzione nel 2016.

Si estenderà su circa 7700 mq aperti 365 giorni all’anno, 7 giorni su 7, dalle 8 alle 2 di notte.

Il progetto comprende: cinema e sale dedicate a rappresentazioni teatrali e concerti; spazi dedicati al co-working ; studi di registrazione, atelier e spazi dedicati ad incontri formativi ; bookshop, caffè e bistrot; una corte e una grande area di verde pubblico.

Mare Culturale Urbano

Milano – Mare Culturale Urbano, il progetto del centro di produzione artistica

Insomma un mare pensato e progettato per consentire una navigazione all’insegna dello Sharing, del social e dell’inclusione a 360 gradi: dal lavorare insieme condividendo aule al condividere insieme spazi verdi, libri, momenti di svago.

Rilanciare i quartieri più popolari e decentrati avvalendosi della dimensione culturale intesa come luogo di incontro e scambio tra individui che, pur diversi, abitano le stesse periferie e, dunque, devono affrontare quotidianamente gli stessi problemi di degrado dei quartieri.

La cultura come punto di partenza per rimettere in moto il cuore pulsante della comunità locale superando il divario tra “privato” e “pubblico”: perché l’individuo non nasce nello “stato di natura” di Rousseau ma nasce all’interno di comunità già strutturate sotto il profilo normativo e già connotate da usi, costumi e tradizioni che possono, e devono, essere riviste e ridisegnate insieme grazie a continui scambi osmotici in cui ognuno porta un pezzo di sé e apprende qualcosa dagli altri.

Come direbbe il filosofo contemporaneo Salvatore Veca: si tratta di un fragile equilibrio tra “progetti” e “processi”. I quartieri milanesi degli anni ’70 erano il progetto originario e bene ordinato che, sottoposti a continui processi culturali e sociali, si sono trasformati e continuano a trasformarsi.

Oggi, dopo anni di abbandono, Mare Culturale Urbano vuole far rinascere processi vitali e virtuosi che riportino le periferie in auge grazie all’impegno e all’attività lavorativa e culturale dei suoi stessi abitanti.

Mare Culturale Urbano

Mare Culturale Urbano – alla fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili per presentare Cascina Torrette di Trenno e i due progetti di attivazione urbana F***ing good talent e Unity Lab

La cultura, dunque, non solo in chiave simbolica ma anche come motore di rilancio per l’economia e la produzione, o meglio: un nuovo modo di produrre e consumare, dove al centro vi è l’idea “sharing” in cui il “pubblico” si spoglia della sua pesantissima veste assistenzialista per farsi promotore discreto dell’iniziativa privata, supportandola e agevolandola.

Spazi dedicati al coworking e alle prove artistiche, spettacoli, bookshop e bistrot: piccole ma grandi idee per far ripartire una microeconomia legata alla dimensione cittadina più intima, dove tutti si conoscono e, quindi, sono anche più propensi ad aiutarsi vicendevolmente.

Mare Culturale Urbano, a partire da un’area industriale dismessa e una cascina svuotata della sua originale funzione vuole rigenerare un tessuto urbano che rischiava di perdersi e lasciarsi morire su se stesso, vittima della rassegnazione e del disinteresse individualistico di molti.

Da dove prendere il là per ricominciare a fruire della nostra città appieno? Da un processo inclusivo che si avvalga di strumenti teorici (incontri organizzati) ma anche pratici (condivisione di spazi fisici concreti, spettacoli teatrali e musicali) che rimetta il cittadino al centro del processo di sviluppo della sua città e, soprattutto, del suo quartiere, humus quotidiano in cui, a prescindere da origini e provenienza , si svolge la sua vita reale!

Perché come sosteneva il filosofo e sociologo Jurgen Habermas non può esistere autentica libertà privata senza un’effettiva inclusione pubblica che consenta di partecipare attivamente alla dimensione sociale. Questo, oggi, si dimostra vero più che mai! Non è certo rinchiudendosi in casa propria che cambieremo le sorti dei nostri quartieri e renderemo più vivibili le nostre città.

Quindi altolà a chi avrà ancora il coraggio di sostenere che a Milano manca il mare…perché il nostro mare è sconfinato, infinito, immenso e ha tutti i colori dell’arcobaleno: il nostro mare si chiama Cultura Sociale!

Samanta Airoldi

…. > leggi anche gli altri articoli di Samanta Airoldi, per la rubrica “Perle di Follia” del magazine Fine Art Design Fashion Fotografia & Lifestyle Milano Arte Expo.

 

Samanta Airoldi

MAE Milano Arte Expo, diretto dal Melina Scalise (giornalista professionista, ufficio stampa e co – ideatrice con Francesco Tadini e presidente della Casa Museo Spazio Tadini HUB – anche location Fuorisalone 2016) – mail: milano.arte.expo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia la fashion blogger e filosofa Samanta Airoldi per il testo e la selezione delle immagini sul progetto alla cascina Torrette di Trenno e in via Novara 75 mare culturale urbano.

Melina Scalise

Melina Scalise, direttore del magazine d’Arte Design Fashion Fotografia e Lifestyle fondato insieme a Francesco Tadini

Milano Arte Expo

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