Concerti 2016 Milano: Spazio Tadini, Auditorium Di Vittorio, Sala Puccini del Conservatorio Giuseppe Verdi

concerti 2016 Milano

Concerti Milano 2016: Conservatorio Sala Puccini, Spazio Tadini e Auditorium Di Vittorio

Concerti 2016 Milano: Spazio Tadini, Auditorium Di Vittorio, Sala Puccini del Conservatorio Giuseppe Verdi, con il contributo del Comune di Milano, Fondazione Cariplo, Fondazione Musicale Umberto Micheli. Ideazione del programma musicale di Luigi Pestalozza / Associazione gli Amici di Musica Realtà. Si apre il 19 aprile a Spazio Tadini (vedi MAPPA) ore 18 con Il pianista e il suo doppio; pianisti Alfonso Alberti e Anna D’Errico – esecuzioni in concerto con musiche di Johannes Brahms, Alban Berg, Claude Debussy , Robert Schumann, György Kurtág. Media partner Milano Arte Expo.

Milano concerti 2016

programma concerti 2016 a Milano

La seconda tappa del programma concerti sarà all’Auditorium Di Vittorio di Milano (vedi MAPPA) il 16 giugno con Romania – Azione scenica di Aurel Stroe: Oresteia III per saxofono e 9 voci, apre Stefan Niculescu, diretto da Cezar Verlan. Il 13 ottobre 2016 sarà la volta della Sala Puccini del Conservatorio Giuseppe Verdi (vedi MAPPA) con il concerto Portogallo per Ensemble con musiche tutte di Jorge Peixinho, Gruppo de Musica Contemporanea de Lisboa. Direttore Aldo Brizzi.

concerti Milano

concerti a Milano ideati da Luigi Pestalozza

1 e 2 dicembre, sempre alla Sala Puccini del Conservatorio di Milano, si prosegue con l’incontro /concerto Elettroacustica oggi, suono senza confini al quale partecipano i teorici e compositori: Walter Branchi, Lelio Camilleri, Giovanni Cospito, Agostino Di Scipio, Antonio Doro Hugues Dufourt, Francesco Galante, Enrico lntra, David Monacchi, Walter Prati, con anche esecuzioni di loro musiche.

Il ciclo di concerti 2016 ideato dal grande musicologo Luigi Pestalozza si concluderà di nuovo alla Casa Museo Spazio Tadini di via Jommelli 24 – diretta da Melina Scalise e Francesco Tadini – con Finlandia, Lapponia – Chitarra con elettronica e Voce sola – con musiche del tutto particolari, mai arrivate in Italia – del chitarrista Patrik Kleemola e della voce Wimme Saari.

Programma in dettaglio del concerto a Milano Il pianista e il suo doppio / Un esperimento sull’esecuzione martedì 19 aprile 2016 alle ore 18:00 presso la Casa Museo dedicata a Emilio Tadini in via Jommelli 24:

Spazio Tadini – pianisti ALFONSO ALBERTI e ANNA D’ERRICO:

Alfonso Alberti Anna D'Errico

Alfonso Alberti – Anna D’Errico – saranno in concerto a Spazio Tadini per il ciclo ideato da Luigi Pestalozza

Johannes Brahms (1833-1897) dalle Variazioni su un tema di Schumann Tema – Alfonso Alberti e Anna D’Errico

Alban Berg (1885—1935) Sonata op.1 – Alfonso Alberti

Claude Debussy (1882-1918) dai Préludes, primo libro: La cathédrale engloutie Anna D’Errico

Robert Schumann (1810-1856) Kinderscenen (selezione) – Alfonso Alberti

Gyòrgy Kurtàg (1926) Jatékok (selezione) – Anna D’Errico  e Gyòrgy Kurtàg (1926) Jatékok (selezione) – Alfonso Alberti

Robert Schumann (1810-1856) Kinderscenen (selezione) –  Anna D’Errico

Claus Debussy (1882-1918) dai Préludes, primo libro: La cathédrale englutie – Alfonso Alberti

Alban Berg (1885-1935) Sonata op.1  – Anna D’Errico

Johannes Brahms (1833-1897) dalle Variazioni su un tema di Schumann 0p.23: Tema – Anna D’Errico e Alfonso Alberti

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Seguono l’introduzione a “Il pianista e il suo doppio” di Alfonso Alberti e Anna D’Errico e una considerazione storico-critica sulla particolare proposta esecutiva dei due pianisti siglata Luigi Pestalozza.

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Presentazione del concerto a Spazio Tadini, di  Alfonso Alberti e Anna D’Errico:

La comprensione della realtà avviene sempre in relazione col pensiero. Nulla è dato oggettivamente. tutto‘ invece è frutto del lavoro della mente. che riordina i dati dell‘esperienza per formare immagini. idee. giudizi.

Per ogni individuo. questo processo da un esito diverso. dando vita a un‘irriducibile molteplicità di prospettive. Riconoscere questa pluralità come necessaria è il primo passo per affermare la libertà critica: la parola dei presunti dispensatori di verità è da mettere continuamente in dubbio. esercitando il proprio diritto all‘interpretazione.

Il che non significa che una verità propriamente detta non esista, in misure diverse a seconda dei diversi ambiti (e la misura è tluidissima e spesso inafferrabile se si parla della sfera artistica). Nel presente progetto. portare in scena due pianisti che eseguono per due volte (prima un pianista. poi l‘altro) gli stessi pezzi non significa affermare un cinico relativismo. bensì porre la questione della ricerca. e mostrare due percorsi diversi lungo i quali ci si può incamminare per comprendere uno stesso pezzo di musica.

Alcuni dei brani saranno ascoltati e poi riascoltati in rapida successione: è il caso di una breve pagina dagli Jàtékok di Gyorgy Kurtag (1926). per il quale sarà possibile un confronto immediato. Avendo scelto per il programma una struttura a specchio, vi saranno invece pezzi per i quali il riascolto avverrà a maggiore distanza: è il caso del brano più ampio, la Sonata di Alban Berg (1885—1935), brano cardine delle emancipazioni armoniche e formali del primo Novecento, le cui due interpretazioni saranno separate da numerosi altri ascolti e perciò filtrate dalla memoria. Altri brani scelti per essere messi alla prova della duplice prospettiva saranno tre estratti dalle Kinderscenen di Robert Schumann (1810—1856), ciclo memorabile in cui tutto il mondo di immagini del compositore si veste di un’ingannevole e solo apparente semplicità e La Cathédrale engloutie di Claude Debussy (1862—1918), caposaldo del suono emancipato. .

La cornice entro cui si svolge l’esperimento, cioè l‘inizio e la fine della serata, sono gli unici momenti in cui i due pianisti siedono contemporaneamente alla tastiera. In chiusura si ascoltano le Variazioni su un tema di Schumann op. 23 di Johannes Brahms (1833—1897) per pianoforte a quattro mani, ma già in apertura di serata si ascolta un‘anticipazione dello stesso pezzo: solo la prima pagina, il Tema. Anche qui si applica la duplicità esecutiva che informa tutto il progetto: chi nel Tema siede a sinistra, siederà invece a destra nell’esecuzione integrale conclusiva, e viceversa.

L’esito dell’esperimento non è prevedibile in anticipo: il patto che i due pianisti hanno scelto di stipulare è di tenere separati il più possibile i loro percorsi su quegli specifici pezzi di musica: mai ne discuteranno prima di quella serata, 6 mai li suoneranno prima in presenza dell’altro.

Eppure, quegli stessi due pianisti compongono un duo e, nel repertorio a due pianoforti e quattro mani che suonano insieme, condividono continuamente idee, respiri, fraseggi, accenti. L’esperimento diventa perciò anche un esperimento sul suonare insieme: quanto la stretta condivisione del far musica può avvicinare due interpreti, anche in pezzi di cui non hanno mai discusso?

In conclusione: le diversità fra le esecuzioni potranno essere ampie o minime, ma comunque
si ritiene saranno significative. E su di esse si indirizzerà la riflessione del pubblico con un breve dibattito.

MAE Milano Arte Expo, diretto da Melina Scalise (giornalista e guida, assieme a Francesco Tadini, dell’HUB di Loreto / Lambrate Spazio Tadini in via Jommelli 24  – mail: milano.arte.expo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia Luigi Pestalozza e l’Associazione gli Amici di Musica Realtà per il programma dei concerti a Milano 2016.

Melina Scalise

Melina Scalise, direttore Milano Arte Expo magazine d’Arte, di Design, Fashion Fotografia e Lifestyle

Milano Arte Expo

 

 

 

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