Laura Pigozzi e Laura Tappatà – chi sono le nuove Alcesti? – di Samanta Airoldi

Laura Pigozzi

Samanta Airoldi incontra Laura Pigozzi e Laura Tappatà a Spazio Tadini il 24 marzo 2016

Laura Pigozzi e Laura  Tappatàchi sono le nuove Alcesti? – di Samanta Airoldi. L’universo “coppia”è un mare magnum di sfaccettature del possibile. Infinite possibilità di combinazioni che, talvolta, si sovrappongono e si alternano nel corso di un’ unica vita. Ogni coppia funziona o non funziona a suo modo: è un sottile gioco di equilibri…ed equilibrismi!

eventi Milano marzo 2106

Evento a Spazio Tadini condotto da Samanta Airoldi

Dall’aspetto più simbolico e profondo alla faccia più modaiola, i cambiamenti sociali si sono fatti avanti anche all’interno dell’universo a due riscrivendone i contorni e ridefinendone le sfumature ma, spesso, lasciando inalterata la sostanza. Una sostanza ben mascherata da forme apparentemente nuove e originali ma che, sotto sotto, vestono le stesse dinamiche di conflitti, violenze, sopraffazioni e disuguaglianze.

Questi confini ridisegnati si avvertono, oggi più di ieri, attraverso due fenomeni sociologicamente e psicologicamente importanti: le seconde nozze e la violenza all’interno della coppia.

Questi due temi vengono affrontati in modo acuto e critico nei libri della filosofa Laura Tappatà e della psicanalista Laura Pigozzi (cantante, Formatrice vocale e Psicanalisi della voce).

Laura Pigozzi, nel suo nuovo libro Chi è la più cattiva del Reame? Figlie, madri e matrigne nelle nuove famiglie( et.al edizioni, 2016) affronta la questione delle seconde nozze.

Le seconde nozze e le conseguenti nuove famiglie che vengono a prendere vita, comportano uno sforzo di riadattamento che coinvolge più settori: dalla dimensione sociologica a quella cognitiva per toccare, infine, anche la sfera linguistica.

Fino a 50 anni fa era impensabile separarsi dal coniuge e risposarsi. Non solo era moralmente vergognoso ma era anche giuridicamente impossibile: non esisteva il divorzio!

Oggi abbiamo la libertà di poter scegliere con chi coniugarci e per quanto tempo rimanere insieme. Sempre più coppie sono frutto di secondi matrimoni e, sempre più spesso, la nuova moglie si trova a convivere con i figli nati dal primo matrimonio del marito.

Se la società, tutto sommato, nonostante qualcuno storca ancora il nasino, si è abituata alle “nuove famiglie”, il linguaggio sembra non essere andato di pari passo con i mutamenti e, infatti, il termine “matrigna” è tutt’oggi usato e abusato per appellare, non senza una certa malignità, la nuova compagna o moglie del padre.

Il termine nacque con la fiaba di Biancaneve come dispregiativo nei confronti di una donna avida, malvagia, crudele e, anche fuori dalla favola Disney, ricopre di una patina di “stregoneria” e cattiveria tutte le donne che oggi si uniscono in seconde nozze ad un uomo divorziato e con figli.

Uno dei pensatori più brillanti del secolo scorso, Ludwig Wittgenstein, sosteneva che i limiti del nostro linguaggio definiscono anche i limiti del nostro mondo.

Non sarebbe, dunque, il caso di ripensare i termini attraverso i quali ci esprimiamo e comunichiamo nella nostra vita di tutti i giorni?

Il linguaggio ha il fortissimo potere di influenzare il nostro pensiero e la nostra visione del mondo: smettere di utilizzare il grottesco appellativo “matrigna” potrebbe aiutarci a guardare con altri occhi tutta una categoria di persone e anche a valutare diversamente determinate situazioni.

Con Troppo Amore. Donne e Passioni Tristi ( Madonini editore, 2013) di Laura T. Tappatà passiamo dalle vecchie “streghe di Biancaneve” alle nuove “Alcesti”: donne talmente forti da farsi carico delle debolezze del compagno per ritrovarsi vittime di abusi fisici e/o psicologici. Spalle larghe, talmente larghe da accettare di venir piegate, spezzate distrutte!

Queste le nuove “vittime/eroine” dei giorni nostri: perché da sempre la donna se da un lato è vista come il sesso debole, dall’altro lato deve essere lei la colonna portante della coppia, della famiglia, della società.

E se per portare e sopportare tutto ciò diviene vittima che mai sarà?! Alcesti era pronta a morire al posto del suo debole sposo.

Ma chi sono le nuove Alcesti?

Sono donne come noi che camminano, lavorano e vivono in mezzo a noi. Donne forti eppure deboli: deboli nel non credere in se stesse, nella propria autonomia e capacità di vivere e vivere felicemente anche senza un uomo, figlie di quel pregiudizio sociale per cui una donna senza un uomo è solo una “zitella acida e frustrata”.

Vittime, talvolta inconsapevoli, di tutto quel femminismo “essenzialista” che fa da comoda spalla al pregiudizio secondo il quale una donna si realizza pienamente solo nella maternità, suo naturale destino biologico… Dimenticando che la Biologia mostra i “fatti” ma non detta le “norme” e che la maternità dovrebbe essere sempre una scelta libera e consapevole e mai un destino pre-tracciato.

Le nuove Alcesti, deboli nel non saper vivere senza un compagno, sono, però, talmente forti da subire ogni forma di abuso e sopruso da parte di uomini che, loro sì, sono davvero deboli!

Le nuove Alcesti sono donne dipendenti psicologicamente ma, talvolta, anche economicamente, da rapporti malati, eppure sono anche le medesime piccole donne forti, fortissime nell’accettare, perdonare, giustificare le ripetute violenze.

Perché se spesso una donna non abbandona il suo “personale inferno” per mancanza di risorse economiche, assai più spesso lo fa per vergogna, per paura dello sguardo impietoso degli altri, per quel maledetto senso di fallimento, di non aver saputo scegliere l’uomo giusto…Senso di colpa, anche, perché se una coppia “scoppia” la società sa sempre contro chi puntare il dito no?!

Nella tragedia di Euripide il “deus ex machina” salvò Alcesti…oggi sta a noi avere l’estrema forza, l’unica vera forza di chiedere aiuto per liberarci da questo gioco al massacro!

Samanta Airoldi

…. > leggi anche gli altri articoli di Samanta Airoldi, per la rubrica “Perle di Follia” del magazine / blog Milano Arte Expo.

 

Samanta Airoldi

MAE Milano Arte Expo, diretto dal Melina Scalise (giornalista professionista, ufficio stampa e co – ideatrice con Francesco Tadini e presidente della Casa Museo Spazio Tadini HUB) – mail: milano.arte.expo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia la fashion blogger e filosofa Samanta Airoldi, per la riflessione dedicata ai libri di Laura Tappatà e Laura Pigozzi.

Melina Scalise

Melina Scalise, direttore del magazine d’Arte Design Fashion Fotografia e Lifestyle fondato insieme a Francesco Tadini

Milano Arte Expo

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