Adalberto Borioli: a Studio Masiero la mostra curata da Claudio Cerritelli – recensione di Stefano Malvicini

Adalberto Borioli

Adalberto Borioli mostra a Studio Masiero

Mostre milano 2016 – Adalberto Borioli…e lentamente prende forma“, Studio Masiero (via Eugenio Villoresi, 28 – vedi MAPPA), a cura di Claudio Cerritelli –  recensione di Stefano Malvicini per Milano Arte Expo (magazine Fine Art & Lifestyle di Spazio Tadini HUB). Un personaggio poliedrico che realizza opere in grado di stimolare occhi e mente: ecco chi è il protagonista della mostra ospitata, dal 4 marzo all’8 aprile, presso lo Studio Masiero di Milano.

Adalberto Borioli

Adalberto Borioli, senza titolo, 2015, cm 90×65, acrilico su tela. Ph. Matteo Zarbo

Curata da Claudio Cerritelli e intitolata …e lentamente prende forma, la mostra intende presentare gli ultimi lavori dell’artista milanese. Borioli, classe 1936, non è solo un pittore, ma anche un illustratore, un musicista e un editore di libri d’artista. Si è dato alla carriera artistica dopo aver studiato affresco alla Scuola d’Arte del Castello Sforzesco. Dal 1962 ha esposto in mostre personali e collettive in Italia e all’Estero, mentre la sua attività di incisore è nata nel 1980 a Urbino, per proseguire fino a oggi, visto che Borioli lavora ancora al torchio nel suo studio, realizzando incisioni a bulino e puntasecca che riproducono al meglio l’astrazione presente nelle sue tele e pastelli.

Nel 2003 ha illustrato, con incisioni, un lavoro teatrale del celebre poeta fiorentino Mario Luzi, mentre, dal 1998, è divenuto anche editore di libri d’Arte sotto lo pseudonimo di “Il Robot adorabile”, gioco enigmistico anagrammato del suo nome, illustrando, con altrettanti lavori calcografici, aforismi e poesie di altri scrittori. Dal 1997 ha collaborato con la storica libreria Bocca, grazie alla sua conoscenza dell’ambiente artistico milanese, presso la quale ha anche organizzato mostre. Ha esposto sia a Milano che nei dintorni in varie mostre dedicate alla sua attività di incisore. Non si può nemmeno dimenticare che Adalberto è stato, per dieci anni, musicista per l’orchestra della Scala e per quella della Svizzera Italiana.

Il nucleo della mostra curata da Cerritelli sono le cinque grandi tempere su carta e i pastelli frutto della sua ultima produzione alla soglia degli ottant’anni.

Adalberto Borioli

Adalberto Borioli, Ad occhi socchiusi, 2014, acrilico su carta, cm 108×76. Ph. Matteo Zarbo

Opere che sono, sì, astratte, in cui materia e forma, anima e corpo, si fondono in un tutt’uno, ma che mantengono una parvenza figurativa nell’impostazione, che ricorda il Romanticismo tedesco di Friedrich nella figura del Viandante sul mare di nebbia, ma anche i colori intensi, blu e rossi soprattutto, della pittura veneziana del Settecento, Tiepolo, Ricci, Diziani, Fontebasso e molti altri, così come dell’Ottocento, con lo stile di Giacomo Favretto ed Ettore Tito. Non si tratta di forme evanescenti, ma che noi possiamo toccare con gli occhi e la mente, quasi come se fossero note che scorrono su un pentagramma (come non notare l’assonanza tra Arte e musica nell’opera di un uomo che è stato sia pittore che orchestrale…). Non c’è nemmeno una partitura geometrica, tanto nelle tempere quanto nei pastelli, ma solo un unico flusso, non più stream of consciousness ma linea di immagini e suoni accorpati, che si fondono in larghe e calde campiture di colore bianco, rosso e azzurro. Queste “macchie” occupano la superficie più fredda dei grigi e ne vanno a riscaldare l’atmosfera.

mostre Milano 2016

mostre Milano 2016 – Studio Masiero – Adalberto Borioli

Nei pastelli, la luce è la protagonista assoluta, con raggi e flussi che penetrano sulla superficie dipinta da fonti ignote, proprio come faceva Caravaggio secoli fa, e che diventano, come ha detto lo stesso Borioli, “polvere di luce”. Una presenza luminosa che si evolve e che, alla fine, esplode nel tripudio evidente sulla superficie del pastello, ma anche una luce che ci consente mille interpretazioni e “transiti visionari per i nostri sensi” (sempre come ha sottolineato l’artista).

La pittura di Adalberto Borioli è attesa: attesa di un qualcosa che deve avvenire, del Futuro, ma anche di qualcuno che deve arrivare, di un Messia laico che spieghi a tutta l’umanità la vera e autentica essenza estetica dell’Arte. Questo clima “en attendant” si traduce in un superamento delle gamme cromatiche tradizionali e dell’astratto in una forma, simile all’evanescenza, che dilati, come ha scritto Cerritelli, “i confini di ogni apparente orizzonte”.

Stefano Malvicini

> leggi anche gli altri articoli di Stefano Malvicini per Milano Arte Expo magazine della Casa Museo Spazio Tadini.

Stefano Malvicini

Studio Masiero

Adalberto Borioli
…e lentamente prende forma

a cura di Claudio Cerritelli

Studio Masiero, Via Villoresi 28 20143 Milano
Orari: martedì – venerdì 15.00-19.00 (per altri giorni e orari su appuntamento)
Ingresso libero

MAE Milano Arte Expo, diretto da Melina Scalise (giornalista e guida, assieme a Francesco Tadini, dell’HUB di Loreto / Lambrate Spazio Tadini in via Jommelli 24)  – mail: milano.arte.expo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia Stefano Malvicini per il testo / recensione e la selezione delle immagini sulla mostra curata da Claudio Cerritelli alla galleria Studio Masiero di Adalberto Borioli “…e lentamente prende forma”.

Melina Scalise

Melina Scalise, direttore Milano Arte Expo magazine d’Arte, di Design, Fashion Fotografia e Lifestyle

Milano Arte Expo

 

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