Francesco Pedrini, mostra alla Galleria Milano: NEBULA – recensione di Stefano Malvicini

Francesco Pedrini Nebula

Francesco Pedrini Nebula Galleria Milano – in mostra fino alla fine di aprile 2016

Mostre 2016Francesco Pedrini NEBULA, Galleria Milano – via Daniele Manin 13 (vedi MAPPA) – recensione di Stefano Malvicini per Milano Arte Expo (magazine Fine Art & Lifestyle di Spazio Tadini HUB). Il disegno – il talento – di Francesco Pedrini è il protagonista della mostra in corso, dal 10 marzo fino alla fine di aprile 2016, alla Galleria Milano.

Francesco Pedrini

Francesco Pedrini, Nebulae1, carboncino pigmenti su carta Kozo, cm42x59

Francesco Pedrini, nato a Bergamo nel 1973, si è diplomato nella sua città all’Accademia Carrara per poi specializzarsi allo IUAV di Venezia. Dal 2008 insegna Disegno presso la Carrara. Ha realizzato mostre in Italia e all’estero, a Torino, Buenos Aires, Tirana, Sassari e alla Biennale di Venezia.

Proprio il disegno è uno dei protagonisti dell’esposizione della Galleria Milano. Un disegno pulito, nitido ed espressivo, che parte dalla realtà di un’immagine della NASA per arrivare a rappresentare quell’unione di concreto e astratto, di vicino e lontano, che sono le nebulose: non a caso, la mostra si intitola Nebula.

La nebulosa, per Pedrini, non è l’infinitamente lontano, ma qualcosa di vicino a noi, che, tramite i suoi tratti svelti, diventa espressione tangibile, ai nostri occhi, di un elemento cosmico che, ai più, potrebbe sembrare oggetto da studi di astrofisica. Con un leggero tocco di matita e polveri, Pedrini coglie un’istantanea di qualcosa avvenuto milioni di anni prima, raccogliendo, in pochi metri quadrati di superficie, vite ed ere geologiche, oltre che anni luce di vita dell’Universo, basandosi sulle fondamenta scientifiche per un atto di verifica del Cosmo.
Proprio l’astrofisica, insieme al viaggio, è il ponte tematico su cui si struttura la mostra, un “Interstellar ovedrive”, per citare i Pink Floyd, in cui l’artista, cercando il Cosmo, ritrova se stesso.

Tutto è nato da un viaggio compiuto da Pedrini in Cile, nel deserto dell’Atacama, alla ricerca del più grande osservatorio astronomico stellare al Mondo. Durante questa esperienza sono nate le foto, i disegni e le installazioni che l’artista di Bergamo propone alla Galleria Milano. Si tratta di un viaggio umano e concreto che, però, ha toccato anche le corde dell’astratto e dell’intangibile, al limite del soprannaturale. Ne emerge uno straordinario rapporto, dicotomico, tra uomo e cielo, tra particolare e universale, in cui l’uomo creatore ascolta e mette alla prova l’universo, studiandolo e osservandolo nella sua dimensione totale.

Francesco Pedrini

Francesco Pedrini, Ascolto, 2016, stampainkjet, cm66x100

Questo è anche il nesso che si lega alla Storia in un lavoro come Ascolto, serie di foto in cui l’artista bergamasco riproduce i sistemi di intercettazione degli aerei creati durante la Prima Guerra Mondiale, i nonni dei nostri radar attuali, trasformandoli in una denuncia della bestialità bellica e del fenomeno dello “shell shock”, ovvero il trauma da bombe che i soldati provavano dopo il ritorno a casa dal fronte.

Il paesaggio nebbioso che offusca la visuale in tre punti geografici ben definiti (una spiaggia del Delta del Po, una zona montagnosa innevata e una collina) rende possibile un ascolto puro, totale e totalizzante.

Lo stesso fenomeno dell’ascolto in un paesaggio nebbioso viene riprodotto su carta nella serie Tornado, ispirata alle maestose trombe d’aria tipiche della zona equatoriale e del Nord America, che diventano occasione per un confronto tra la piccolezza dell’uomo e la grandiosità della Natura.

Lo stesso tema caratterizza la serie fotografica nel deserto argentino in cui Pedrini scruta l’azzurro celeste, confrontandosi con esso, fino ad analizzare la formazione improvvisa di una piccola nuvola.

Francesco Pedrini

Francesco Pedrini, Tornado2, 2016, grafite carboncino pigmenti su carta Kozo, cm42x59

Con l’installazione Laser, però, Pedrini tocca il cielo e rende possibile vederlo concretamente anche allo spettatore: essa si compone di tre proiettori video che, sulla parete della sala, rappresentano la visione celeste che l’artista bergamasco ha potuto vedere all’osservatorio astronomico dell’Atacama. Si tratta di quel cielo stellato che si vede solo nel deserto, che è unico al mondo, ma che diventa anche uno spunto per analizzare il Cosmo, studiarlo e interrogarlo, come ben espresso dal laser lanciato nel cosmo e intrappolato dallo scatto di Francesco Pedrini sotto forma di linea gialla dorata che taglia il cielo e le stelle per sondare l’Universo. Questo laser altro non è che un tentativo, romantico, a ben pensarci, di cercare di raggiungere l’universale, l’eterno e l’indissolubile, partendo dal particolare tipico del genere umano, uno streben rivolto alla ricerca dell’infinito verso un punto di lontananza siderale.

Stefano Malvicini

> leggi anche gli altri articoli di Stefano Malvicini per Milano Arte Expo magazine della Casa Museo Spazio Tadini.

Stefano Malvicini

Galleria Milano

Francesco Pedrini. Nebula. Ascoltare il cielo

A cura di Alessandra Pioselli

Galleria Milano, Via Daniele Manin 13 – Via Filippo Turati 14 20121 Milano
Orari: martedì – sabato 10.00-13.00; 16.00-20.00
Ingresso libero

MAE Milano Arte Expo, diretto da Melina Scalise (giornalista e guida, assieme a Francesco Tadini, dell’HUB di Loreto / Lambrate Spazio Tadini in via Jommelli 24)  – mail: milano.arte.expo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia Stefano Malvicini per il testo / recensione sulla mostra alla Galleria Milano Nebula di Francesco Pedrini curata da Alessandra Pioselli.

Melina Scalise

Melina Scalise, direttore Milano Arte Expo magazine d’Arte, di Design, Fashion Fotografia e Lifestyle

Milano Arte Expo

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