Bruna Zanon a La Permanente con Anima nella scultura – recensione alla mostra a Milano di Stefano Malvicini

Bruna Zanon

Bruna Zanon Anima nella scultura: mostra a La Permanente di Milano

Mostre Milano 2016Bruna Zanon Anima nella scultura a La Permanente, via Filippo Turati 34 (vedi MAPPA) fino al 26 marzo 2016 – recensione alla mostra di Stefano Malvicini per Milano Arte Expo (magazine Fine Art & Lifestyle di Spazio Tadini HUB). Dall’8 marzo 2016, la Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano ospita una mostra dedicata alla scultrice friulana Bruna Zanon, scomparsa il 21 febbraio dello scorso anno.

Bruna Zanon

Bruna Zanon, Paolo e Francesca, anni 2000, bronzo, h cm 80

Nata in Friuli, ma milanese di adozione, la Zanon ha iniziato come decoratrice di tessuti destinati alla moda per, poi, passare alla scultura dopo l’incontro con lo scultore Annibale Lanfranchi. Questo modo passionale di plasmare la materia, dalla creta al bronzo, l’ha indotta a frequentare l’Accademia di Brera al fine di studiare la figura umana e di approfondirne la modellazione. Ha esposto in tutta Italia e anche all’Estero.

La mostra della Permanente intende essere un tributo alla scultrice friulana da parte della Famiglia Artistica Milanese, di cui Bruna faceva parte. Curata da Bruno Bordignon, l’esposizione ospita, al primo piano del palazzo di Via Turati, quarantacinque tra bronzi e terrecotte, una trentina di disegni, alcuni arazzi e varie foto che ritraggono la Zanon durante le fasi di modellazione e fusione delle sue sculture bronzee. Ne emerge una scultrice fortemente influenzata dal Novecento, soprattutto da quella “linea lombarda” che unisce il tardo simbolismo, già decadente, di Grandi e Troubetzkoy al lirismo di Bistolfi e alle donne liberty, corpose e tondeggianti, di Campanini e Sommaruga.

Una linea lombarda che, nell’uso del bronzo e nella scelta del ritratto nudo femminile, si ricollega alla “friulanità” di Bruna Zanon nel ricordo della scultura barocca veneta di Bonazza, molto presente tra Carso e Tagliamento in chiese e palazzi. Tra i temi, la letteratura e la mitologia vanno per la maggiore, con un particolare interesse per Dante: Paolo e Francesca sono due amanti simili ad Apollo e Dafne di Bernini, ma che compiono movimenti opposti, centripeto quello della Zanon, centrifugo quello del grande napoletano.

Una scelta in linea con la valorizzazione del tema amoroso, molto presente in mostra, con coppie di amanti intente a baciarsi, e anche con un’altra costante della scultura di Bruna, ovvero l’esaltazione della femminilità attraverso le linee sinuose di corpi, non necessariamente giovani, ma ancora in grado di essere punto di partenza per un’esperienza estetica, esattamente come proponevano gli Scapigliati a fine ‘800.

Bruna Zanon

Bruna Zanon, Studio n. 93, disegno sanguigna, cn 47 x 72

Le donne di Bruna Zanon sono figure semplici, ritratte con pochi e veloci tratti di matita, sdraiate come novelle “Olympia” oppure sedute in meditazione, donne quotidiane attraverso cui l’artista friulana voleva esaltare la femminilità non solo sua, ma anche di tutte le figure ritratte.

Ci sono anche donne che sono colte nella loro quotidianità espressiva, come la bellissima Carolina, ragazza seduta in minigonna che si tocca i capelli, probabilmente nell’atto di asciugarseli, guardando verso l’ignoto e interrogandosi sulla sua figura, oltre che sulla sua dignità.

Anche le due Pettegole colte nel chiacchiericcio da strada sono espressione di questa tendenza della scultura della Zanon, ovvero una volontà di recuperare la dignità femminile al di fuori della sua carica muliebre, attraverso il gesto quotidiano.

Naturalmente, non manca la mitologia, tra le sculture in mostra, ma il mito, per Bruna Zanon, diventa rito: non è più il mito classico, astratto da ogni dinamica spazio-temporale, ma un qualcosa che va avanti ogni giorno, trasformando la Dea in una donna, che scende tra i mortali e ne diviene parte, divenendo un’eroina-modello per l’umanità.

Stefano Malvicini

> leggi anche gli altri articoli di Stefano Malvicini per Milano Arte Expo magazine della Casa Museo Spazio Tadini.

Stefano Malvicini

Video della presentazione di Philippe Daverio alla mostra BRUNA ZANON. ANIMA NELLA SCULTURA. (nel video il Presidente Giulio Gallera, il curatore Bruno Bordignon, Philippe Daverio, il Direttore Artistico Angelo Crespi) – > vedi LINK

 

MAE Milano Arte Expo, diretto da Melina Scalise (giornalista e guida, assieme a Francesco Tadini, dell’HUB di Loreto / Lambrate Spazio Tadini in via Jommelli 24)  – mail: milano.arte.expo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia Stefano Malvicini per il testo / recensione sulla mostra a La Permanente Anima nella scultura di Bruna Zanon.

Melina Scalise

Melina Scalise, direttore Milano Arte Expo magazine d’Arte, di Design, Fashion Fotografia e Lifestyle

Milano Arte Expo

 

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