Alessandro Mendini e Arduino Cantafora a Antonio Colombo Arte Contemporanea in mostra con Fuorisalone 2016

Arduino Cantafora e Alessandro Mendini

Arduino Cantafora e Alessandro Mendini in mostra alla galleria Antonio Colombo Arte Contemporanea, con aperture extra nel periodo Fuorisalone 2016

Mostre Milano e Fuorisalone 2016Arduino Cantafora e Alessandro Mendini ad Antonio Colombo Arte Contemporanea con Cose, case, città. L’esposizione in via Solferino 44 (vedi MAPPA), curata da Ivan Quaroni, inaugura mercoledì 6 aprile alle ore 18.30 con aperture straordinarie per la settimana del Salone del Mobile: da martedì 12 aprile a venerdì 15 aprile dalle 11.00 alle 20.00, sabato 16 e domenica 17 aprile dalle 13.00 alle 19.00. Collaboratore di un grande architetto – quale Aldo Rossi! – Cantafora ha partecipato a tre edizioni della Triennale di Milano. Aldo Rossi gli deve la forza della pittura, capace di raffigurare incisivamente (vedi >LINK) una grande “idea” come quella della “Città analoga”. Alessandro Mendini,  designer (all’attivo anche due “Compasso d’oro” nel 1979 e nel 1981), architetto, teorico e scrittore, si è raccontato, in un’intervista di Elena Dagnino come “(…)  una persona che tratta le immagini, e le immagini possono essere strutturate in varia maniera: sotto forma di architettura, sotto forma di arte, di decorazione, di design, di grafica…”. Si potrebbe forse, indisciplinatamente, definirlo un architetto/designer che dipinge così come un pittore che progetta.

La mostra a Milano di Cantafora e Mendini alla galleria Antonio Colombo Arte Contemporanea raccoglie opere di vari periodi, che incarnano aspetti diversi, e perfino contrapposti, della cultura visiva postmoderna al confine tra arte e architettura.

Entrambi architetti, artisti e scrittori, ma anche raffinati intellettuali, Alessandro Mendini e Arduino Cantafora si cimentano, attraverso le loro opere, in un serrato confronto di stili, linguaggi e ossessioni antitetiche.

Due anime del Postmoderno, quella post-avanguardista, neofuturista di Mendini e quella anacronista, retrospettiva, classica di Cantafora, il primo guarda avanti, inventa i concetti di Cosmesi Universale e il Design Iittorico, il secondo torna al mestiere, al rapporto con la realtà ottica. Due anime, la neomoderna e la classica che hanno convissuto nel Postmodernismo, così come fecero la Transavanguardia, gli Anacronisti, i Citazionisti e i Nuovi Nuovi, incarnando i vari aspetti di una medesima attitudine verso il ripescaggio e il ripensamento della storia dell’arte.

In mostra, di Arduino Cantafora saranno esposti alcuni dipinti di vedute di città silenti della serie Domenica Pomeriggio accanto alle composizioni complesse dei Teatri di Città, e ad una selezione di opere più piccole dedicate a scorci di interni. Alessandro Mendini, invece, esporrà opere su tavola e tela, dipinte con una speciale vernice alla nitro, alcuni oggetti e prototipi oltre che una serie di disegni degli ultimi anni. Le sue opere saranno inserite in un wallpainting policromo site specific.

Allievo e collaboratore di Aldo Rossi fino al 1978, ma con un background che affonda le radici nell’interesse scientifico per una lucida e razionale riproduzione realistica, Arduino Cantafora ha dipinto opere in cui non solo l’architettura urbana, ma anche gli interni domestici, gli oggetti e i luoghi sono descritti con un impressionante rigore e una straordinaria acribia tecnica.

Architetto, insegnante e scrittore – tra i suoi scritti vale la pena ricordare almeno Quindici stanze per una casa, pubblicato da Einaudi – Arduino Cantafora è autore di una pittura pulita, otticamente esatta, spesso imbevuta di umori mercuriali e malinconici. I suoi dipinti, che spaziano dalle vedute urbane alle allegorie architettoniche, dagli interni borghesi alle vecchie locomotive a vapore, mostrano che alla base del suo modus pingendi c’è sempre un profondo interesse umanistico per lo studio morfologico delle forme.

Influenzato da Caravaggio e dalla pittura lombarda del Cinque e Seicento, ma anche dal Divisionismo, dal Purismo e dalla Metafisica, il linguaggio figurativo di Arduino Cantafora si configura come l’esito di un personalissimo percorso memoriale, che parte da una sentita adesione al dato ottico per ricostruire l’identità storica individuale e collettiva. Un’attitudine, questa, che ha poi tradotto in una pratica didattica al Politecnico di Losanna e all’Accademia di Architettura di Mendrisio, dove ha affrontato i diversi temi legati al problema della rappresentazione. “Ho sempre sperato, durante gli anni di insegnamento”, ha confessato l’artista, “di riuscire a contribuire al piacere di vedere le cose, allo stupore della visione come fattore di libertà inalienabile individuale, che nel sapere cogliere lungo l’arco del giorno e delle stagioni il rincorrersi della luce, possa incontrare la sempre identica a se stessa gioia dell’essere”.

Architetto, designer, teorico e scrittore, Alessandro Mendini ha passato l’infanzia in una casa borghese disegnata da Piero Portaluppi, circondato dalle opere dei maggiori artisti italiani del Novecento collezionate dai suoi parenti. A questo imprinting visivo, fondamentale per la sua formazione, si è unita poi una vivace passione per il disegno. Dopo la laurea in architettura, inizia a lavorare allo Studio Nizzoli, ma nel 1970 lascia la progettazione per dirigere le riviste “Casabella”, “Modo” e “Domus”, attraverso cui diffonde le sue idee di rinnovamento nel design. Alla fine degli anni Settanta entra nello Studio Alchimia, il gruppo di design radicale che negli anni Ottanta riscrive le regole della progettazione in senso anti-funzionalista, puntando sulla produzione di oggetti di puro piacere, prototipi, mobili, ambienti, installazioni e arredi ispirati all’estetica kitsch e all’arte popolare.

Nel design come nell’architettura, Mendini affronta il progetto come arte e l’arte come progetto, creando curiose contaminazioni tra pittura e architettura e inventando concetti provocatori come “design pittorico”, “artigianato informatico” e “architettura ermafrodita”.

Seguendo una logica paradossale, infatti, Mendini trasferisce in pittura l’approccio ideativo del design e dell’architettura, mentre infonde in questi ultimi l’impulso emozionale dell’arte. “Data l’insufficienza del progetto a fronteggiare il mondo”, scrive nel 1986, “esso viene sostituito dal dipinto, che diventa un’opera senza principio, senza fine e senza giustificazione, una formalistica rete di stilemi e riferimenti visivi, simile al frangersi di un’onda”.

I suoi oggetti, così come i suoi dipinti sono contrassegnati dall’invenzione di un personale alfabeto di forme astratte, modellate sulla reinterpretazione dei linguaggi delle avanguardie moderniste e futuriste. Nei disegni, affiora, invece, l’anima più ironica e poetica di Mendini, incline alla creazione di racconti visivi sospesi tra il bozzetto e il progetto, eternamente in bilico tra il bisogno di costruire e il desiderio di sognare.

mostre a Milano aperte nel periodo del Fuorisalone 2016 / Milano Design Week

Antonio Colombo Arte Contemporanea

ARDUINO CANTAFORA  ALESANDRO MENDINI
COSE, CASE, CITTA’

a cura di Ivan Quaroni

La mostra inaugura mercoledì 6 aprile alle ore 18.30
e resterà aperta fino al 19 maggio 2016
da martedì a venerdì, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00 – sabato dalle 15.00 alle 19.00
aperture speciali per la settimana del design con i Fuorisalone:
da martedì 12 aprile a venerdì 15 aprile dalle 11.00 alle 20.00,
sabato 16 e domenica 17 aprile dalle 13.00 alle 19.00

ARDUINO CANTAFORA, nato a Milano nel 1945. Vive e lavora a Losanna, Svizzera.
Architetto, professore di architettura alla Scuola Politecnica Federale di Losanna e all’Accademia di Architettura di Mendrisio è uno tra i pochi italiani a essere stati invitati come “Visiting Professor” alla Yale University.
La carriera di Cantafora ha pochi paragoni per l’eccellenza dei risultati conseguiti.
Un elenco solo parziale comprende mostre personali alla Triennale di Milano, nel 1973 con il grande pannello “Città analoga”, che divenne il manifesto di una nuova tendenza che recuperava gli elementi del razionalismo e dell’architettura europea del Novecento, e nuovamente nelle edizioni del 1980 e 1984. Nel 1980 partecipa alla Biennale di Venezia, sia nella sezione Architettura che in quella di Arti Visive, nel 1982 all’Alcazar di Siviglia, nel 1984 alla Martin Gropius Bau di Berlino, nel 1990 a Palazzo Reale di Milano e nel 1994 al Centro Pompidou di Parigi.
L’attività di Cantafora comprende anche numerose scenografie per la Scala e per altri prestigiosi teatri, una serie di pubblicazioni sul tema dell’architettura e dell’insegnamento e alcuni scritti di pura narrativa pubblicati da Einaudi.
Nel 2003 ha vinto il premio di pittura Michetti.
Il riconoscimento internazionale della qualità del suo lavoro è anche ben testimoniato dalla recente acquisizione da parte del Museo Nazionale d’Arte Moderna (MNAM) del Centre Pompidou di Parigi di una sessantina di opere per la collezione permanente.

ALESSANDRO MENDINI, è nato nel 1931 a Milano, dove vive e lavora.
Laureatosi architetto, è stato fatto membro onorario della Bezalel Academy of Arts and Design di Gerusalemme. Gli è stato attribuito il Compasso d’oro per il design (1979 – 1981 – 2014), è “Chevalier des Arts et des Lettres” in Francia, ha ricevuto l’onorificenza dell’Architectural League di New York e la Laurea Honoris Causa al Politecnico di Milano e all’École Normale Supérieure de Cachan in Francia. E’ professore onorario alla Accademic Council of Guangzhou Academy of fine Arts in Cina. Nel 2015 gli è stato conferito l’European Prize for Architecture 2014 a Chicago, la Laurea Honoris Causa dall’Accademia di Belle Arti di Wroclaw in Polonia e dall’Università KMU- Kookmin University di Seoul in Corea, ed è divenuto Mestre de Design al FAD di Barcellona in Spagna. E’ tra i fondatori di Domus Academy.
Ha diretto in successione le riviste “Casabella” (1970-1976), “Modo” (1977-1981) e “Domus”(1980- 1985; 2010- 2011).
Collabora con compagnie come Alessi, Bisazza, Hermés, Philips, Kartell, Swatch, Venini, Cartier, ed è consulente di varie industrie in Corea, come Ramun International, Cha Hospital, SPC Group, Samsung, Prouna. In Cina, nella provincia di Guangdong, è consulente per l’immagine di Elegant Living Corporation.
I suoi lavori si trovano in vari musei e collezioni private nel mondo.
Nel 1989 ha aperto assieme al fratello, architetto Francesco Mendini, l’Atelier Mendini a Milano. L’Atelier ha progettato le Fabbriche e gli uffici Alessi e il Museo del Casalingo a Omegna; la nuova piscina olimpionica a Trieste; il restauro della Villa Comunale a Napoli; i nuovi uffici di Trend Group a Vicenza; il recupero di una zona industriale con edifici destinati a spazi commerciali e residenziali nel quartiere Bovisa a Milano; una torre ad Hiroshima in Giappone; il Museo di Groningen in Olanda; un quartiere a Lugano in Svizzera; il palazzo per gli uffici Madsack ad Hannover e un palazzo Commerciale a Lörrach in Germania. in estremo oriente la nuova sede della Triennale di Milano a Incheon, gli edifici residenziali Posco a Seoul, la Torre Osservatorio nella città di Suncheon, il Terminal dell’alta velocità a Gwangju. L’Atelier Mendini ha ricevuto la Medaglia d’oro all’architettura italiana 2003 alla Triennale di Milano per il progetto delle stazioni Metropolitana di Napoli e il Villegiature Awards 2006 a Parigi per il Byblos Art Hotel di Verona, come “Best Hotel Architecture and Interior Design in Europe”.

MAE Milano Arte Expo, diretto da Melina Scalise (giornalista e guida, assieme a Francesco Tadini, dell’HUB di Loreto / Lambrate Spazio Tadini in via Jommelli 24: location Fuorisalone 2016)  – mail: milano.arte.expo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia l’ufficio stampa della galleria Antonio Colombo Arte Contemporanea per le informazioni sulla mostra “Arduino Cantafora | Alessandro Mendini – Cose, Case, Città.

Melina Scalise

Melina Scalise, direttore Milano Arte Expo magazine d’Arte, di Design, Fashion Fotografia e Lifestyle

Milano Arte Expo

 

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