La Milano di Carla Bruschi in una mostra a cura di Lorenzo Bonini, Il presente pittorico del passato futuro – recensione di Stefano Malvicini

Carla Bruschi

Carla Bruschi – un dettaglio di un’opera raffigurante anche Sala e Parisi, candidati sindaci di Milano

La Milano di Carla Bruschi in una mostra a cura di Lorenzo Bonini: Il presente pittorico del passato futuro – recensione di Stefano Malvicini. La Milano da bere, come diceva un celebre spot televisivo degli anni ’80, il quale mostrava una bottiglia del noto amaro Ramazzotti sullo sfondo della zona di Porta Garibaldi “by night”, unita alla moda e al consumismo di massa: questo il senso dell’Arte di Carla Bruschi, le cui tele sono esposte allo Spazio Tadini dal 19 febbraio al 15 marzo 2016.

Carla Bruschi

Carla Bruschi, dettaglio di un’opera in mostra a Milano

Carla Bruschi, nata nel 1956, proviene da una famiglia di agricoltori di origine emiliana. Già durante gli studi, è attratta dall’Arte e dalla pittura, iniziando a lavorare su temi come contadini all’opera e vedute di campagna, per poi passare al mondo urbano, alla sua frenesia e al mondo della moda, dal quale si fa calamitare a Milano. Carla, intanto, non lavora solo sulla tela, ma disegna anche abiti e gioielli, dimostrando una vena creativa a trecentosessanta gradi.

Carla Bruschi

Carla Bruschi, dettaglio opera mostra Milano 2016

La mostra di Spazio Tadini, curata da Lorenzo Bonini, è incentrata su questa produzione “cittadina” della Bruschi. Un lavoro, se si fa caso alle tele, molto “pop”, specie per l’uso del collage, ma anche per la “denuncia” di una massificazione del fenomeno moda, che la pittrice vorrebbe evidenziare come “artistico” e non solo “creativo”. La scelta del collage intende essere anche un rimando alla realtà di tutti i giorni, in cui siamo regolarmente bombardati di messaggi pubblicitari in giro per le strade di Milano, dalle nuove auto ai prodotti alimentari fino alle campagne di intimo femminile le cui testimonial, spesso, sono note showgirl che, in un certo qual modo, rappresentano una mercificazione del corpo femminile. Una reazione al consumismo dilagante, insomma, che coinvolge non solo la nostra mente ma anche il nostro corpo.

La pittura di Carla Bruschi parte proprio dalla pubblicità di cui è protagonista la donna, un po’ musa (si veda, in un dipinto, la scelta di Sophia Loren), ma anche un po’ modella, ma anche l’uomo, che la Bruschi immagina come dandy o come rider in maglietta nera e occhiali da sole, simile al James Dean protagonista di Gioventù bruciata.

Mostre Milano 2016

Mostre Milano 2016 – Carla Bruschi, dettaglio opera

Sullo sfondo domina, sempre e comunque, la pubblicità, sia come semplice nome di un noto brand di moda che nella forma di un modello/a che sfila su una passerella per dimostrare di essere portatore/trice di un’opera d’Arte. La Moda, con la lettera maiuscola, è l’habitat dell’artista, e ciò si nota anche nell’uso del ready-made sulla tela, su cui oggetti d’abbigliamento, pezzi unici di quell’assemblage tipico del suo lavoro, vanno a delinearsi sia come elementi artistici che come simboli di sensualità femminile: ne sono la prova la giarrettiera di pizzo sulle calze della modella sdraiata che legge o gli orecchini di un’altra fanciulla oppure, ancora, la sciarpa o il cappello di pelliccia che altre due donne indossano, divenendo un po’ femmes fatales.

 

Mostre Milano 2016

Mostre Milano 2016 – Carla Bruschi, dettaglio

Milano, la Milano di Carla Bruschi, è solo accennata (solo in un caso si raffigura il Duomo) per mettere meglio in risalto la città che lavora di giorno e vive di notte, tra aperitivi in Brera o sui navigli, cene esclusive e discoteche, proprio come pontificava la pubblicità dell’amaro. Milano, però, non è solo simbolo “decadente” di tutto ciò, ma, per la Bruschi, è anche la città della Musica Lirica, come testimoniano i due orchestrali con i loro strumenti, i quali potrebbero essere appena usciti dalla Scala dopo una prova, ma anche la capitale italiana dell’Editoria: non a caso, alcune delle sue tele raffigurano modelle sullo sfondo di nomi di testate storiche del mondo dei “femminili”, come le si chiama nel gergo editoriale, quali Vogue, Amica e Io Donna.

La tela, pertanto, non è più solo il supporto dell’opera d’Arte, ma viene a configurarsi quasi come copertina per una collezione di dipinti parallela alla rivista di fashion corrispondente.

Una rivista su cui le donne, mostrando la loro bellezza fisica, gambe mozzafiato e seni prosperosi, unita alla loro semplicità quotidiana dei gesti quali il riposo, la lettura e l’incontro con le amiche, possono rifarsi dei soprusi e delle violenze che, spesso, anche nel mondo della Moda, avvengono loro, esaltando la dignità delle loro forme e del loro spirito.

Stefano Malvicini

> leggi anche gli altri articoli di Stefano Malvicini per Milano Arte Expo

Stefano Malvicini

Carla Bruschi. Il presente pittorico del passato futuro
Curatore: Lorenzo Bonini
Spazio Tadini, Via Jommelli 24 Milano

MAE Milano Arte Expo, diretto da Melina Scalise (giornalista e guida, assieme a Francesco Tadini, dell’HUB di Loreto / Lambrate Spazio Tadini in via Jommelli 24: location Fuorisalone 2016)  – mail: milano.arte.expo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia Stefano Malvicini per il testo / recensione sulla mostra di Carla Bruschi a Spazio Tadini, curata da Lorenzo Bonini dal titolo Il presente pittorico del passato futuro.

Melina Scalise

Melina Scalise, direttore Milano Arte Expo magazine d’Arte, di Design, Fashion Fotografia e Lifestyle

Milano Arte Expo

 

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