Mostre Milano febbraio 2016: a Spazio Tadini le fotografie di Riccardo Venturi – di Stefano Malvicini

Riccardo Venturi

Mostre fotografiche Milano – Riccardo Venturi in via Jommelli 24 a Spazio Tadini Hub

Mostre Milano febbraio 2016 – di Stefano Malvicini: Il fotogiornalismo è protagonista nella nuova mostra inaugurata il 2 febbraio presso lo Spazio Tadini di Milano di Melina Scalise e Francesco Tadini. Al centro della mostra Riccardo Venturi reporter. Dall’Afghanistan alla Libia i reportage e lo stile di un grande fotografo – curata da Federicapaola Capecchi (> leggi testi) e aperta fino al 15 febbraio in via Jommelli 24 – ci sono scatti d’autore, che uno dei maggiori fotoreporter italiani, Riccardo Venturi, per l’appunto, ha realizzato in due zone di guerra ancora oggi infiammate da conflitti.

Libya martyrs - Martiri Libia

Bengasi, Libia, marzo 2011 – Sul muro la foto di uno dei martiri della guerra civile – Ph Riccardo Venturi

Venturi (nato a Roma nel 1966) ha iniziato a fine anni’80 la sua carriera fotografica seguendo temi sociali come le prime immigrazioni clandestine dai Paesi poveri e la crescita, specie nell’ex DDR, dei movimenti neonazisti tedeschi, per poi virare sulla vita nei Paesi da cui i migranti arrivano, come Afghanistan, Iraq, Sierra Leone, Albania (di cui seguì le prime fasi “democratiche” dopo la fine della dittatura di Hoxha), Kosovo e la Striscia di Gaza. Per questi Paesi, Venturi ha anche realizzato progetti di cooperazione, con alcune ONLUS, per aiutare le popolazioni in difficoltà. Nel 2011 ha seguito il disastroso terremoto che ha sconvolto Haiti.

Riccardo Venturi

Riccardo Venturi – Kabul 2002 female students in a public school Ph Riccardo Venturi-online

Le foto di Riccardo Venturi non sono solo istantanee, sono brani di vita, sono racconti, narrazioni di un Mondo che ci pare tanto lontano ma che, in realtà, è molto più limitrofo alla nostra realtà quotidiana.

Che cosa narrano le foto del reporter romano? Innanzitutto le condizioni di vita degli afghani e dei libici, condizioni misere, al limite della sussistenza, ma che la popolazione, di fronte all’obiettivo del fotografo, affronta sempre con gioia, specie i bellissimi bambini di Kabul e dintorni, che, anche solo con gli intensi occhi azzurri, sorridono sempre. Venturi non vuole arrivare al “Bello” nel dramma, all’effetto estetico del colore delle foto di McCurry, ma intende testimoniare, dirci quello che vede, magari facendolo dire ai suoi soggetti.

La scelta di due teatri come Afghanistan e Libia è la testimonianza di quanto Venturi voglia mettere in evidenza la loro attualità: si tratta di due Paesi devastati da guerre fratricide, nel primo tra i fondamentalisti islamici chiamati “talebani” e l’esercito regolare, nel secondo tra i due governi di Tripoli (non riconosciuto a livello internazionale) e di Tobruk (riconosciuto), nel cui solco si stanno scavando una fetta importante i fanatici dello Stato Islamico, meglio noto come ISIS.

North Afghanistan 2002 Ph Riccardo Venturi

North Afghanistan 2002 Ph Riccardo Venturi

Due fronti attuali, anche perché toccano il tema forse più caro a Venturi, quello dell’immigrazione: dopo la Siria, l’Afghanistan è il Paese asiatico con più migranti diretti verso Francia, Inghilterra e Scandinavia, e ogni giorno sentiamo parlare di loro, soprattutto quando muoiono, donne, bambini, anziani, ammalati, su barconi stipati all’inverosimile, nel tratto di mare tra Turchia e Grecia, o quando vengono fermati con la forza ai confini dei Paesi del Centro Europa. Anche la Libia tocca il tema immigrazione, in quanto punto di snodo per le partenze verso Lampedusa, la Sicilia o Malta, ma, se in Afghanistan Venturi intende affrontare la vita quotidiana della popolazione per evidenziare le condizioni di vita, tra miseria e guerriglia talebana, in modo da farci capire il motivo per cui molti afghani emigrano in Europa, in Libia insiste sul tema della dissidenza politica, sulle lotte intestine che stanno devastando il Paese, tra i due governi, ma anche tra islamisti e nostalgici del rais Gheddafi: in questo senso, emblematiche sono le foto, simili alle cosiddette fototessere, di uomini e ragazzi uccisi dai nemici in quanto “dissidenti”. Una mancanza di libertà che condiziona la vita di un Paese in guerra costante contro altri e contro se stesso, e che Venturi ha sempre scelto come uno dei suoi temi preferiti.

Nei giorni 1, 16,17 e 18 febbraio, Venturi tiene, come attività collaterale alla mostra, presso lo Spazio Tadini, un workshop di fotogiornalismo, in modo da avvicinare anche chi di “Professione Fotoreporter”, per citare il grande Antonioni, non è, al mondo della cronaca d’assalto negli scenari di guerra.

 

Stefano Malvicini

> leggi anche gli altri articoli di Stefano Malvicini per Milano Arte Expo magazine.

Stefano Malvicini

Riccardo Venturi reporter. Dall’Afghanistan alla Libia i reportage e lo stile di un grande fotografo

Mostra a cura di Federicapaola Capecchi
2 – 15 febbraio 2016

Spazio Tadini, Via Jommelli 24, 20131 Milano, centro culturale e Casa Museo fondata da Francesco Tadini e Melina Scalise
http://www.spaziotadini.com

MAE Milano Arte Expo, diretto da Melina Scalise (giornalista e guida, assieme a Francesco Tadini, dell’HUB di Loreto / Lambrate Spazio Tadini in via Jommelli 24)  – mail: milanoartexpo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia Stefano Malvicini per la recensione della mostra Riccardo Venturi reporter curata da Federicapaola Capecchi.

Melina Scalise

Melina Scalise, direttore Milano Arte Expo magazine d’Arte, di Design, Fashion Fotografia e Lifestyle

Milano Arte Expo

 

 

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *