I ponti tra Arte e Moda in mostra a Milano allo Spazio Tadini – di Stefano Malvicini

Spazio Tadini

Spazio Tadini inaugurazione mostra

I ponti tra Arte e Moda in mostra a Milano allo Spazio Tadini – di Stefano Malvicini. Quella sottile linea di confine che separa l’Arte dalla Moda, e che cerca di trasformare quest’ultima nell’Ottava Arte, è al centro della mostra Impronte – Tracce – Segni. Nuovi linguaggi (vedi website dell’esposizione) – a cura di Silvia Ceffa e Michelle Kling Hannover – in corso allo Spazio Tadini di Milano (vedi MAPPA), dal 2 al 15 febbraio 2016. Nuovi mondi che si uniscono, destini diversi che seguono fili paralleli ma che, a volte, sembrano toccarsi senza mai mescolarsi, ma generando scambi osmotici “a distanza” tra due essenze diverse: questo è il rapporto tra Arte e Moda nell’universo odierno.

L’Arte, al giorno d’oggi, continua a sdoganare la Moda, cercando di farne l’Ottava Arte, e questo è stato il senso di alcune mostre milanesi, come Fashion as Social Energy, tenutasi lo scorso anno a Palazzo Morando, ma anche di iniziative come i tombini disegnati dagli stilisti per la Settimana della Moda 2015 e realizzati, come opere di street art, per coprire i marciapiedi delle vie Montenapoleone e Sant’Andrea. La volontà di affrancare la Moda come “nuovo linguaggio”, quell’idioma contemporaneo evocato dal titolo, è al centro dell’esposizione curata dalla giovane Silvia Ceffa e da Michelle Kling Hannover. L’Arte non è intesa solo come fenomeno estetico che, ai nostri occhi, si vede nei quadri e nelle fotografie appese alle pareti del salone di Spazio Tadini, ma è anche happening, è un evento a cui noi assistiamo, e a cui siamo partecipi tramite la creatività di uno stilista, pittore che dipinge con gli abiti e scolpisce con le forbici del sarto.

Arte come Happening che si manifesta anche nella performance del pittore che dipinge in sala, come ha fatto, durante l’inaugurazione, Luca La Marca, giovane artista che ha realizzato un dipinto-collage, di ricordo surrealista, che evidenzia la multimedialità e la vastità degli orizzonti dei nuovi linguaggi connessi con la creatività odierna. Arte, però, è anche saper far sfilare due modelli e una modella all’interno di una galleria, ed è quanto ha inteso realizzare la fashion designer Fania Di Girolamo, la quale ha creato abiti molto minimali, semplici ed essenziali, ma artistici, non prodotti in serie, e con un profondo senso interiore.
Gli artisti che hanno esposto sono sia pittori, che scultori, che fotografi, e hanno incentrato il loro lavoro sul rapporto delle tendenze di oggi con la creatività, sia essa Arte o Moda, con particolare attenzione al mondo femminile. Vittoria Palazzolo si ispira alle dive degli anni’20, allegorie delle donne emancipate e rampanti di oggi, mentre Francesca Pivato realizza una Madonna che pare una “working class heroin”, che scende tra gli ultimi, tra i migranti, e si mescola tra loro. Anche il paesaggio ha la sua importanza, per il naif Gianluigi Micheletti così come per le foto di Armando Melocchi, in cui l’uomo dialoga con la Natura (il lungomare di Camogli) o con la Città (la Galleria in cui la coppia ritratta balla un tango).

Per Barbara Callio, l’allusione alla Moda si fa più intensa, con figure femminili molto vicine alle dame con ricche gorgiere dipinte da Rubens e da Van Dyck, anche per la loro posa nobile e solenne, mentre Larry Woodman intende, con le sue foto, descrivere gli Stati Uniti di oggi, tra simboli del consumismo, come fast food e centri commerciali, e decadimento morale, con la donna in biancheria intima, forse una prostituta, seduta e con lo sguardo nel vuoto in una camera.

Marta Cavaliere e Alessandra Renzi tornano all’essenziale, la prima con risultati orientaleggianti, verso i mari della Polinesia, mentre la seconda riesumando materiali poveri come la iuta trasformata da Burri in materia artistica. Luce Maria Porta Fusero riprende la pittura della belle epoque nell’uso dei colori intensi e sgargianti di Boldini e Zandomeneghi, così come Donatella Sommariva lavora sullo sfumato della Londra ritratta da De Nittis.

La donna, nella sua potenza sessuale, generatrice ma anche simbolo di piacere, è al centro dell’opera di Massimo Quarta, in cui figure femminili ciclopiche si spogliano, si toccano e si fanno osservare da noi, che, senza volerlo, diventiamo voyeur: un’opera simbolo della società di oggi, in cui il sesso diventa merce, così come il corpo femminile. Più verso la perversione del fetish, ma anche sul lato dark e gothic della nostra società, si accentrano le foto di Beatrice Morabito, tra borchie, catene e mascherine di cuoio nere. Nicola Virgilio si ispira alla ricchezza creativa del Surrealismo e di Fornasetti, ma anche alla famosissima copertina di Sgt. Pepper and Lonely Hearts deri Beatles per i suoi collages, simboli dell’amalgama culturale e del melting pot odierno.

Le foto di Massimo Magistrini sono frutto di studi con la fotocamera nello stile dinamico di Bragaglia e del Futrurismo, mentre al Liberty sembra ritornare Antonella Maria Trapasso, con le sue formelle floreali che danno una vena di allegria, specie per la tonalità gialla intensa usata. Giulia Bacchetta ritorna sul binomio Donna – Moda, fotografando ragazze vestite di nero in brani “gotici” di foresta, come se fossero cantanti symphonic metal durante le riprese di un video.

In conclusione, meritano nota i paesaggi lacustri crepuscolari di Bruno Greco, le struggenti foto dell’India e dei suoi bambini, di Fabrizio Bellafante, le installazioni di Agostino Faravelli sul tema del viaggio intorno al Mondo, soprattutto la bicicletta che traina un mappamondo di legno, i nudi, sempre al limite del voyeurismo, di Paolo Drovandi e la tendenza del ritorno all’infanzia, a Mirò, di Salvatore Cosi.
Durante l’inaugurazione, Marzia Borroni, esperta di nuove tecnologie, ha presentato il suo libro Il Regalo Perfetto, analisi della società odierna attraverso il rapporto con i consumatori, da lei studiato.
Anche l’Associazione “La Tavola Italiana”, ha partecipato all’inaugurazione a Milano, promuovendo prodotti tipici della tradizione culinaria nostrana, come salame, taralli e vino, con particolare riferimento a quelle aziende agroalimentari che hanno saputo coniugare passione per il territorio, enogastronomia e valore estetico.

Stefano Malvicini

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Stefano Malvicini

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Impronte – Tracce – Segni. Nuovi linguaggi

 

artisti: YOSHIE NISHIKAWA, BEATRICE MORABITO, VITTORIA PALAZZOLO, ARMANDO, MELOCCHI, FANIA DI GIROLAMO, FRANCESCA PIVATO, GIULIA BACCHETTA, FABRIZIO BELLAFANTE, ANTONIO BORANDI, MARZIA BORRONI, BARBARA CALLIO, MARITA CAVALIERE, LUCIA CORTASSA MECARELLI, PAOLO DROVANDI, AGOSTINO FARAVELLI, ANTONELLA FERRARA, BRUNO GRECO, LUCA LA MARCA, LARRY WOODMANN, MASSIMO MAGISTRINI,CATIA MASSA, PAOLO MEZZADRI, LUZ MARIA PORTA FUSERO, MASSIMO QUARTA, NICOLA VIRGILIO, GIANLUIGI MICHELETTI, SALVATORE COSI, ALESSANDRA RENZI, DONATELLA SOMMARIVA, ANTONELLA MARIA TRAPASSO


Dal 2 al 15 febbraio 2016
Spazio Tadini, Via Jommelli 24 20131 Milano
Orari: martedì – sabato 15.30-19.00
Info: www.spaziotadini.it

MAE Milano Arte Expo, diretto da Melina Scalise (giornalista e guida, assieme a Francesco Tadini, dell’HUB di Loreto / Lambrate Spazio Tadini in via Jommelli 24)  – mail: milanoartexpo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia Stefano Malvicini per la recensione della mostra Impronte – Tracce – Segni. Nuovi linguaggi curata da Silvia Ceffa e Michelle Kling Hannover.

Melina Scalise

Melina Scalise, direttore Milano Arte Expo magazine d’Arte, di Design, Fashion Fotografia e Lifestyle

Milano Arte Expo

 

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