Ristorante Donnarumma via Morosini 25: un angolo di Napoli e d’arte a Milano – di Stefano Malvicini

Ristorante Donnarumma via Morosini 25 Milano

Ristorante Donnarumma via Morosini 25 Milano

Ristorante Pizzeria Donnarumma via Morosini 25 Milano: un angolo di Napoli per chi ama la cucina mediterranea e, in particolar modo, quella napoletana, con spazio all’arte – di Stefano Malvicini per Milano Arte Expo (magazine Culture, Fashion & Food di Spazio Tadini HUB). Il ristorante Donnarumma (vedi MAPPA) – situato in una zona un tempo residenziale e ora molto modaiola, vicina a Corso XXII Marzo, alla Rotonda della Besana e a Viale Monte Nero – è un’oasi di Napoli a Milano. Merito della famiglia omonima, originaria della zona di Pompei, che, nel lontano 1980, con il contributo del patriarca Vincenzo, aprì il primo ristorante pizzeria Charlie Brown. Dopo il trasferimento nell’attuale sede di Via Morosini 25, all’angolo con Via Spartaco, il locale, per evitare di essere confuso con il più noto ristorante di Via Cadore, cambiò nome, dapprima in Charlie, poi nell’attuale Donnarumma, oggi gestito dal figlio del signor Vincenzo, Giuseppe.
Le radici del ristorante Donnarumma sono quelle della grande cucina italiana: tra i piatti forti proposti dal signor Giuseppe ai suoi clienti ci sono antipasti di pesce tipici dell’Italia Meridionale, primi come gli scialatielli, un tipo di pasta diffusa a Napoli e zone limitrofe, secondi di pesce e carne, tra cui meritano il branzino alla griglia e i filetti di manzo e vitello, pizze classiche come Margherita, Marinara e Diavola alternate ad altre più “esilaranti”, come la Vodka o la Speciale, e dolci ispirati a quelli del maestro Ernst Knam, come la mousse ai tre cioccolati. Da bere? La carta dei vini proposta da Donnarumma è molto ricca, e non si ferma ai campani Greco di Tufo e Falanghina, ma si estende anche ai Cabernet friulani, ai vini bianchi veronesi e della Franciacorta e ai rossi piemontesi come il Barbera d’Asti.

 

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Donnarumma non significa solo grande cucina, ma anche Arte e Cultura: per volontà dei proprietari, il ristorante intende anche essere un luogo di scambio tra buon cibo e creatività. Solido è il legame tra la famiglia proprietaria del locale e quella del grande artista Gabriele Mucchi (1898-2000), che fu vicino al gruppo di Corrente e amico di Renato Guttuso e Giacomo Manzù. Mucchi amava la creatività libera e spontanea ma anche la rappresentazione della realtà, specie quella degli anni della Guerra, in una forma di realismo diretto e drammatico, come prova l’opera presente sulla parete di fondo, in cui alcuni ragazzini dagli sguardi fissi, quasi tocchi di Espressionismo alla Munch o alla Schiele, scappano da quello che pare essere un rastrellamento nazifascista, uno dei drammi che Mucchi visse nella sua lunga esistenza, segnata anche da un notevole impegno politico, oltre che artistico.

Se Mucchi fu uno dei primi artisti-intellettuali a schierarsi nell’Italia degli anni ’50, più distaccato appare, invece, il lavoro del secondo artista presente nella “galleria” del ristorante, Luca Pignatelli (1962), del quale è esposta un’opera nella sala retrostante quella principale. L’artista si è sempre distinto per una volontà di unire antico e contemporaneo, classico e moderno, demodé e up-to-date, come provano le sue “statue romane” fotografate e incollate, con tecniche miste, sulla tela o sulla tavola di legno, o il suo autoritratto come Mitridate. La sua Arte non è solo confronto tra antico, moderno e contemporaneo, ma anche ironia sul presente che rimanda al passato: i suoi Treni, ottenuti con la stessa tecnica delle statue romane, sono un segno dei tempi che cambiano, del presente tecnologico e industrializzato che si sovrappone, stratificandosi, al passato identificato dal progetto architettonico palladiano sullo sfondo, simbolo del classicismo più duro e puro di tutti i tempi.

Donnarumma ha dato anche spazio alla creatività di un artista emergente, Christian Cremona (1985), il quale ha organizzato, lo scorso luglio, la sua prima mostra personale milanese presso il ristorante, esponendo sia opere su tela, dal taglio caravaggesco nell’uso della luce e michelangiolesco nelle pose e nell’anatomia, che incisioni, come le due vedute marine sarde ancora nel ristorante, e fotografie. In queste ultime, Cremona eccelle, partendo dall’uso “dinamico” della fotocamera, in movimento, come teorizzava Bragaglia, per arrivare a risultati di sfumato che rendono perfettamente la sua volontà di rappresentare l’Eterno e l’Infinito, il Tangibile e l’Intangibile, attraverso gli effetti ottici e i giochi di prospettiva evidenti nella sua opera molto significativa Medousa, ispirata all’opera di Caravaggio agli Uffizi.

In conclusione, merita anche l’osservazione l’opera esposta all’ingresso, una tela iperrealista di un altro artista emergente, Marco Siclari (1984) che, cogliendo un’istantanea fotografica, ha ritratto il proprietario del ristorante con il figlio Matteo: un tocco di identità e orgoglio famigliare che, posto all’ingresso del locale, testimonia quanto, per il signor Giuseppe, Arte e Cultura siano un tutt’uno nel nutrimento di ogni essere umano, ma anche complementari nella creazione di forme creative sempre in divenire.

Stefano Malvicini

> leggi anche gli altri articoli di Stefano Malvicini per Milano Arte Expo magazine.

Stefano Malvicini

 

Ristorante Pizzeria Donnarumma
Via Morosini 25 20135 Milano
Tel.: 02.55180341 – 02.54078135
Mail: info@ristorantedonnarumma.com
Orari: da lunedì a domenica 12.00-14.30/19.00-23.30

mercoledì chiuso

MAE Milano Arte Expo, diretto da Melina Scalise (giornalista e guida, assieme a Francesco Tadini, dell’HUB di Loreto / Lambrate Spazio Tadini in via Jommelli 24: location Fuorisalone 2016)  – mail: milanoartexpo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia Stefano Malvicini per il testo e le immagini sulla pizzeria / Ristorante Donnarumma di Via Morosini 25.

Melina Scalise

Melina Scalise, direttore Milano Arte Expo magazine d’Arte, di Design, Fashion Fotografia e Lifestyle

Milano Arte Expo

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