Rosella Maspero | Metateismo di Davide Foschi – rubrica Cuori Pensanti di Ross Metacoach

Rosella Maspero

Rosella Maspero

Metateismo di Davide FoschiRosella Maspero / rubrica Cuori Pensanti di Ross Metacoach. “Che il numerabile torni a dialogare con lo Spirito. L’Evoluzione dell’uomo può avvenire solo con l’armonia degli opposti: lux in tenebris”. Recita così l’ottavo principio del Manifesto del Metateismo di Davide Foschi. E proprio Lux in Tenebris è il titolo della mostra-evento con cui Davide Foschi ha esposto per la prima volta il Manifesto al grande pubblico nel cuore di Milano.

Era il 14 marzo 2013 ed ho avuto l’onore di introdurre la serata, l’artista e gli ospiti, così come il critico d’arte Prof. Giammarco Puntelli. Ricordo di aver esordito con una frase palesatasi non a caso ai miei occhi alcune ore prima: parlai, infatti, della responsabilità di rendere concreta la possibilità della speranza. Precisai agli astanti, così come oggi sottolineo ancora a voi che andrete a percorrere le pagine del presente catalogo d’arte mossi dall’intento di comprendere l’essenza del Metateismo di Davide Foschi, l’importanza del termine possibilità ancor prima che il parlare di speranza. Corredati come siamo dal principio di non contraddizione grazie al passaggio storico cartesiano restiamo spesso ingabbiati dal principio di causa effetto e da altri schemi. Davide Foschi con la sua arte e la sua ricerca ci chiede di arricchire il panorama dei nostri punti di vista. Con un manifesto epico si invoca, si chiede e si auspica qualcosa di profondo, un vero cambiamento di paradigma rispetto a quanto imperante oggi per certi aspetti anche nel mondo dell’arte e nel mondo in genere: noi vogliamo che si possa intravvedere la Luce nell’attraversamento delle Tenebre individuali e collettive.

METATEISMO

METATEISMO Manifesto di Davide Foschi

Una grandissima emozione per me che amo il dubbio e la domanda, così come la ricerca continua, è stato poter interpretare con curiosità il ruolo di guida accompagnando migliaia di persone dinanzi alle opere di Davide Foschi, evento dopo evento: ciò ha reso chiara in me l’idea, appurata empiricamente, che un’arte di stampo metateista sia in grado di condurre la persona a compiere un percorso interiore in una cornice spazio-temporale assai ridotta; ho compreso che l’arte metateista riesce a creare un ponte con quell’invisibile la cui esistenza viene quasi sempre dimenticata od occultata da una civiltà e da un uomo attraversato anche inconsciamente dal nichilismo, un essere umano che non sente di poter sperare.

Com’è possibile che il fruire di una o più opere d’arte renda l’essere umano più duttile ad accogliere la possibilità di ricominciare a sperare nell’evoluzione, ad entrare in contatto con se stesso, a stimolare la riflessione al punto da farsi promotore di un progetto evolutivo? Tutto ciò è straordinario ed ancora poco esplorato.

Davide Foschi

Davide Foschi – L’Ultima Cena -olio su tela, cm 100×120, 2014

Foschi compie a mio parere un’operazione che incide nella storia dell’arte ed altresì nelle pieghe dell’animo umano al punto da ridestarne lo spirito sopito: ci voleva un grande maestro per interrompere con determinazione il periodo dell’arte divenuta mera provocazione enunciando la teoria secondo cui l’Arte è lo specchio dell’evoluzione della nostra coscienza; la coscienza di oggi, quando è desta, brama più che mai un ritorno alla spiritualità, un ritorno all’arte che si fa legame fra l’Alto ed il Basso, porta per una trasformazione alchemica, e che viene riconosciuta da quella parte di noi stessi che vuole creare un mondo migliore in cui gli esseri umani possono affrontare la cosa che li caratterizza: l’essere in relazione con se stessi e col prossimo attraverso canali che vanno ben oltre ciò che appare, oltre la materia.

La vista di colori che sprigionano frequenze, rappresentano archetipi che ci appartengono, ci permettono di riassaporare l’antica saggezza, di affacciarci al mistero della vita, intriso di infinite possibilità e pertanto temibile ai più: ecco cosa ci mostra Foschi, quindi, che con le sue opere non intende certo indurre semplice stupore, provocare i più per un solo istante, ma desidera e vuole suscitare nel fruitore dell’opera un senso caduto in disuso, quel senso che tipicamente osserviamo nei bambini alla vista del loro primo arcobaleno: il senso della meraviglia, quel senso che ci riporta al sublime, ad elevarci ed oggi a procedere a passi decisi per promuovere un Nuovo Rinascimento da intendersi sia come rinascita individuale che collettiva. Foschi risponde così con decisione aderendo al pensiero di Gilbert Chesterton secondo cui la dignità dell’artista sta nel suo dovere di tener vivo il senso di meraviglia nel mondo.

Rosella Maspero - metacoachIn qualità di coach e formatrice ho scelto di avviare un processo innovativo introducendo l’arte nella mia disciplina, fondando il metacoaching e la metaformazione in una chiave che ritiene il Manifesto del Metateismo una sorta di metacodice deontologico, basato sulla ricerca della nostra origine in chiave dinamica, e che riporta sempre a percorsi di evoluzione basati sulla centralità dell’essere umano: sperimento dunque la fusione dell’ars maieutica, straordinariamente basata sulla potenza delle domande, con un’arte che a sua volta unisce la Bellezza alla volontà di comunicare un messaggio e che sa mettere in crisi anche il principio di non contraddizione talvolta usato a sproposito anche là dove occorrerebbe invece unire mente e cuore, essere intuitivi e controintuitivi allo stesso tempo.

In linea generale col Metateismo arte e scienza, così come filosofia e teologia, musica, educazione, poesia e scrittura, design, così come arte culinaria ed altre discipline, possono nuovamente immaginarsi unite, come in antichità, nel confronto improrogabile circa l’indagine su noi stessi, consapevoli attualmente, citando le parole di un celebre fisico visionario quale Stephen Hawking, che il più grande nemico della conoscenza non è l’ignoranza, ma l’illusione della conoscenza. Ripartire socraticamente dal sapere di non sapere per indagare circa la strada da intraprendere per determinare come vogliamo che diventi l’essere umano del futuro; lo facciamo consci di aver percorso un tratto in più, quello che ci ha svelato che la coscienza può osservare se stessa: il Metateismo a tal fine crea un altro neologismo puntando sull’ essere “evoluzionari” e non più evoluzionisti, cioè persone che basandosi sull’autocoscienza vogliono che si realizzino al contempo il vero, il bello, il giusto in maniera consapevole. Foschi ci riporta inevitabilmente a pensare al ruolo della Bellezza nell’arte.

L’arte, nel corso della storia, ha intuito ed influenzato il pensiero, gli usi e le consuetudini. Ed è ciò che sta accadendo nuovamente. Il grande artista, infatti, è sempre stato un visionario che accende una luce sul futuro dell’umanità.

Alcune ricerche attuali nell’ambito delle neuroscienze hanno verificato l’ipotesi secondo cui la vista di un’opera d’arte induce nel cervello reazioni e conseguenti emozioni paragonabili a quelle che si generano specchiandosi nella persona amata. Nel 2011 sono stati resi noti i risultati di esperimenti condotti dal prof. Semir Zeki che hanno dimostrato la capacità dell’arte di indurre una sensazione di benessere direttamente nel cervello.

L’arte, cosa poco risaputa, si è già fatta carico in passato di essere fonte di benessere, di terapia nonché di guarigione: basti pensare ai pellegrinaggi di un tempo per poter fruire dei colori, delle forme, dei simboli racchiusi e sprigionati dalle Madonne col Bambino di Raffaello. Più di recente si è invertita la rotta intendendo l’arte come terapia nel senso attivo del termine, del farsi artista col dipingere o lo scolpire, il decorare e l’essere creativi, rinvenendo nel processo una sorta di auto-cura per chi, affacciandosi all’insolito, in qualche modo necessita di una via per viverlo. Oggi con l’arte metateista si vuole riportare l’arte alla sua funzione primigenia in una chiave rinnovata.

Sulla base della mia esperienza sento di poter affermare che il ristoro ed il beneficio nell’essere fruitori di un’arte di stampo metateista sia ad ampio raggio, intendendo come ampio raggio quello che concerne il collegamento, per moltissimi aspetti ancora misteriosi, fra cervello e cuore e fra cuore e cervello, un raggio che apre un varco di accesso alla sfera dello spirituale che è in ciascuno di noi e che può, se consciamente accolto come guida, generare Luce.

Per concludere non posso non fare un accenno all’anno speciale nel corso del quale questo catalogo viene pubblicato: un anno speciale per l’Italia, momento storico in cui il Metateismo continuerà ad affermare con forza le proprie idee nel mare magnum di Expo 2015: mi unisco al coro metateista di Davide Foschi per quanto mi concerne donandovi alcune succinte riflessioni circa il concetto cardine di nutrimento, tema di Expo 2015: nutrire se stessi significa senza dubbio oltre che un cibarsi ed un dissetarsi in maniera saggia e consapevole, come enunciato nel Manifesto della Cucina Metateista, anche imparare a pensare: ogni pensiero infatti è nutrimento che accogliamo e trasformiamo, dunque la qualità del pensiero diviene fonte indiscussa di benessere: occorre quindi fare esercizio ad ascoltarsi, se possibile fruendo di arte di qualità, quale che essa sia, per essere poi allineati e coscienti nell’atto medesimo del pensare. Ed ecco che torna l’essenza della mia introduzione che vuole essere uno stimolo a trovare, ciascuno nella propria disciplina, la modalità di concretizzare l’essenza del Metateismo, attraverso un linguaggio che sia autentico, rendendo così concreta e praticabile, unendo nello spiegarsi delle nostre vite la mente ed il cuore, l’autentica possibilità della speranza. Ciascuno di noi, anche al di fuori della cerchia degli artisti, può contribuire all’evoluzione dell’essere umano, cimentandosi, innanzitutto nella costruzione del principale capolavoro assegnatogli: la Vita. Da dove ripartire, mi si chiede spesso, sentendosi persi in questo mondo così confuso?

A questo proposito prendo in prestito le parole di Henry Miller che ritengo avesse proprio ragione quando ebbe il coraggio di affermare che l’Arte non ha niente da insegnare, tranne il senso della vita.

Rosella Maspero

(tratto dal Catalogo edito Giorgio Mondadori: DAVIDE FOSCHI METATEISMO – L’avanguardia del Movimento 2012 I 2015)

Video:

Davide Foschi Metateismo / Incontri Milano Arte Expo

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=evaExk2gl-g]

MAE Milano Arte Expo, diretto da Melina Scalise (giornalista e guida, assieme a Francesco Tadini, dell’HUB di Loreto / Lambrate Spazio Tadini in via Jommelli 24)  – mail: milanoartexpo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia Rosella Maspero per il testo e l’apertura della rubrica Cuori Pensanti di Ross Metacoach.

Melina Scalise

Melina Scalise, direttore Milano Arte Expo magazine d’Arte, di Design, Fashion Fotografia e Lifestyle

Partecipa al concorso fotografico  organizzato dal magazine Milano Arte Expo Photo Prize “Instaworld Milano 2015″ attraverso il social dedicato alla fotografia Instagram. Seguirà una grande mostra fotografica a Milano nel 2016.

Milano Arte Expo

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