Fondazione Marconi | Tadini | Schifano | Adami | Del Pezzo – la mostra a Milano da febbraio 2016

 

Fondazione Marconi

Fondazione Marconi

Fondazione Marconi: Tadini, Schifano, Adami, Del Pezzo – Nascita di una galleria. Inaugurazione: 9 febbraio 2016 dalle ore 18,00. La mostra con la quale fu aperto Studio Marconi l’11 novembre 1965, con Valerio Adami, Lucio Del Pezzo, Emilio Tadini e Mario Schifano torna in via Tadino 15 (vedi MAPPA) nella sede della Fondazione d’arte moderna e contemporanea fondata da Giorgio Marconi. 

Abbiamo già scritto in dettaglio (vedi >articolo “L’arte riparte dai grandi nomi”) della mostra in calendario che rilancia la ricerca e le opere storiche di alcune pietre miliari dell’arte italiana dal dopoguerra a oggi. E ci sembra quanto mai meritorio il lavoro del gallerista Giorgio Marconi (innanzi tutto, verrebbe da definirlo collezionista straordinario) che non rincorre le fiammate di breve durata del mercato delle Aste d’arte contemporanea e, semmai, da vita a un percorso museale di tutta modernità culturale.

Tadini

Emilio Tadini, Il ballo dei Filosofi, 1994

Approfondiamo, oggi, il percorso di ricostruzione di uno dei capitoli eccellenti dell’arte a Milano – come quello rappresentato da Studio Marconi e dagli artisti che l’hanno “portato avanti” con assemblee quotidiane chiamate dallo stesso Marconi “le riunioni del mezzogiorno” – con il testo straordinario di uno degli artisti che ha scritto pagine corpose sull’arte (in generale, con svariate pubblicazioni librarie e su riviste e giornali) partendo proprio dalla “base” rappresentata dal centro ideale di via Tadino 15.

Stiamo parlando, naturalmente, di Emilio Tadini.

Lo scritto che segue si intitola “I sensi, il senso” e fa parte della monografia su Tadini edita nel 1995 a Bologna quando il Museo d’Arte Moderna di Bologna organizza nella Villa delle Rose la grande mostra di Tadini Il ballo dei filosofi comprendente otto trittici …

I sensi, il senso – di Emilio Tadini

Il luogo di origine di un dipinto può essere molto affollato. Forse, per rappresentare il farsi di un dipinto, andrebbe bene la figura di un albero genea— logico: ma capovolto. Da molte cose, una sola.

All’origine di questa serie di trittici credo ci sia stata anche la rilettura — del tutto occasionale — della prima pagina della Metafisica di Aristotele.

Emilio Tadini

Emilio Tadini, Il ballo dei Filosofi, 1994

Scrive Aristotele: “È per natura» (per quella che è la loro natura — e natura è per Aristotele la condizione, lo stato, di ciò che si genera da solo — che non è fabbricato) «è per natura che gli uomini desiderano sapere” (è molto significativa questo congiungirnento lessicale del “sapere” con il “desiderio”: congiungimento che si realizza passando attraverso la “natura” — la natura stessa dell’essere uomo, ciò che fa sì che un uomo sia un uomo e non un’altra cosa).

(La parola “sapere”, comunque, potrebbe farci pensare a un sapere astrattivo, per concetti. Ma Aristotele aggiunge: “Questo” (il fatto che sia “per loro natura” che gli uomini desiderano sapere) “questo è indicato dal piacere che proviamo nei nostri sensi”, (nell’usare i nostri sensi, nel farli funzionare) “poiché , anche mettendo da parte la loro utilità, noi amiamo i nostri sensi per quello che sono” (in loro stessi: non, dunque, per ciò che “tecnicamente” essi ci consentono di realizzare, ma nella pura forma del loro dispiegarsi in noi, nel nostro corpo, nel gratuito movimento del loro praticarsi in noi) “e, sopra tutti i sensi, il senso della vista. Poiché non soltanto in previsione di una azione, ma anche quando non stiamo facendo niente” (quante altre pagine di filosofia portano con tanta naturalezza il “non far niente” nei confini della più alta speculazione?) “anche quando non stiamo facendo niente, noi preferiamo il vedere a tutto il resto”. (Non è straordinario questo sguardo aperto, disponibile, sereno, che spazia agli inizi di un testo filosofico? Il guardare, in sè, come il più grande tra i piaceri.

Emilio Tadini

Emilio Tadini, Il Ballo dei Filosofi, 1994

E questo piacere della vista indicato come prova, come garanzia “naturale” del nostro amore per il sapere!) “La ragione sta nel fatto che il senso della vista, più di tutti gli altri sensi, ci fa conoscere e porta alla luce molte differenze fra le cose”. (Che è il contrario di quanto si dà nel meccanismo del concetto — che le differenze fra le cose le esclude, le annulla, le riduce, metodicamente, a niente. E, poi, la vista che “porta alla luce”: la vista che illumina il mondo!).

Una apertura straordinaria. L’apertura non tanto su una metafisica quanto su una estetica. Con luminose deviazioni dalla parte della gnoseologia, della ontologia. . . Una via regia che attraversa tutta la cultura occidentale. . . (Basta ricordare Spinoza, quando dice che Dio si manifesta nelle “res singulares”, nelle cose singole. . . )

Adesso, al punto d’arrivo della grande strada opposta. Il nostro mondo potrebbe essere sul punto di smaterializzarsi — nella comunicazione elettronica totale, nel virtuale. Con il nostro sistema percettivo saldato direttamente a una serie di stimoli prefabbricati — saltando ogni percezione concreta, fondata sulla sua singolarità. Ci sarà un Ente Sensazioni Unificate? La peggiore fantascienza potrebbe diventare la miglior profezia. I nostri sensi trattati come polli d’allevamento, sottoposti all’imperversare di aurore e tramonti artificiali — smaglianti, magari, come mai nessuna aurora e nessun tramonto vero sono mai stati. . . Per non parlare dell’eros. Rapporti estatici con modelli di partners assolutamente sublimi — Il meglio del meglio. . .

Per questo ho pensato di immaginare, dipingendolo, “Il ballo dei filosofi”. Che è un ballo aperto a tutti, naturalmente.

Nel ballo, il segno coincide con il corpo.

Che cosa “si sente” quando si balla? Forse, si sente il proprio corpo nell’atto di farsi segno, di farsi linguaggio.

Le istruzioni per questo ballo si possono leggere alla pagina 1 della Metafisica di Aristotele.

Emilio Tadini

Mostre Milano 2016 da non perdere

L’11 novembre 1965, a Milano, in via Tadino 15, in un salone al primo piano di un edificio all’interno di un cortile, apre i battenti Studio Marconi con una mostra dedicata a Valerio Adami, Lucio Del Pezzo, Mario Schifano ed Emilio Tadini, quattro artisti trentenni fra i più interessanti in Italia. L’invito consiste in una scatola contenente quattro puzzles riproducenti ciascuno un’opera degli stessi artisti….

Adami Del Pezzo Tadini Schifano

Inaugurazione: 9 febbraio 2016 dalle ore 18,00
Dal 10 febbraio al 25 marzo 2016

FONDAZIONE MARCONI ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
​ Via Tadino 15 – 20124 – telefono +39 0229419232

Ufficio stampa: Cristina Pariset

MAE Milano Arte Expo magazine, è diretto dalla giornalista (e presidente della Casa Museo Spazio Tadini HUB condotta e ideata con Francesco Tadini) Melina Scalise  – mail: milanoartexpo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it .

Melina Scalise

Melina Scalise, direttore del magazine d’Arte Design Fashion Fotografia e Lifestyle fondato insieme a Francesco Tadini

Partecipa a Instaworld Milano 2015/2016  concorso fotografico  organizzato dal magazine Milano Arte Expo Photo Prize attraverso il social dedicato alla fotografia Instagram. Seguirà una grande mostra fotografica a Milano nel 2016.

Milano Arte Expo

 

 

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *