Gianfranco Testagrossa, SINTESI, mostra a cura di Francesco Tadini e Melina Scalise – recensione di Stefano Malvicini

mostre Milano 2016 - Spazio Tadini

mostre Milano 2016 – Spazio Tadini

Gianfranco Testagrossa, SINTESI, mostra a cura di Francesco Tadini e Melina Scalise – recensione di Stefano Malvicini. Spazio Tadini HUB (vedi MAPPA) ospita un’antologica, dal 14 al 29 gennaio, dedicata a un artista milanese contemporaneo, Gianfranco Testagrossa. Milanese, classe 1948, nato e cresciuto nei pressi del Naviglio della Martesana, Testagrossa ha fatto di una mansarda nella zona nordest della città, il suo studio, dall’aria bohemien e alternativa. 

La sua carriera artistica si muove in oltre mezzo secolo di Arte a Milano: la sua prima mostra risale al 1973 e, fino a oggi, ha collezionato molte esposizioni in tutta Italia e, negli ultimi anni, una particolare attenzione da parte dello Spazio Tadini nelle collettive La Natività (2010) e I muri dopo Berlino si chiamano frontiere (2011). Testagrossa è facile notarlo, per il suo abbigliamento da pittore: posso citare le parole di Francesco Dallera, che lo definiscono “un pittore con aspetto di perenne ragazzo, modi vivaci e linguaggio spigliato del milanese simpatico e abbigliamento da pittore così caratteristico (quasi una divisa), da farsi riconoscere per strada come tale”. E’ divenuto famoso nel 1991 quando ha ufficializzato il Manifesto del Primitivismo, il testo ufficiale destinato a diventare la base del suo fare Arte e della sua maniera pittorica.

 

Stefano Malvicini

Milano Arte Expo – Gianfranco Testagrossa, recensione di Stefano Malvicini

Testagrossa, artisticamente, è bambino, nel senso di una profonda e radicale spontaneità, che coglie l’istantanea e la rappresenta in modo mai deformante ma stilizzante: una maniera che lo fa ritornare bambino, ma che lo riconduce anche all’Arte primitiva, ai graffiti delle grotte di Altamira e di Lascaux, ma anche alle maschere africane e polinesiane che tanto affascinarono Picasso e Gauguin, Modigliani e Braque.

Le sue figure, simboliche, sono un archetipo che parte dalla Preistoria per arrivare ai giorni nostri, facendo una sintesi delle nostre esperienze quotidiane: ecco spiegato il titolo, non solo inteso come riassunto di una vita da artista, ma anche come una “summa” di quanto viviamo nella nostra mente.

Per Testagrossa, Arte non significa solo dipingere o scolpire, ma anche affrescare e dipingere su parete, proprio come facevano i primitivi nelle grotte o come fanno, talvolta, i bambini piccoli: l’affresco significa un riesame di se stessi, e non un regresso infantile, un segno che intende, volutamente, essere semplice e spontaneo per rimanere nel futuro, che soffoca l’idea tridimensionale barocca e la bidimensionalità medievale in nome di un ritorno all’elementare. Non a caso, l’artista raffigura spesso animali, esattamente come ad Altamira e a Lascaux erano raffigurati bovini durante una battuta di caccia.

Milano arte 2016

Gianfranco Testagrossa

Testagrossa, comunque, rielabora i temi della classicità in chiave neo-primitiva, come il rapporto tra uomo e donna, la maternità, l’origine dell’Universo, i guerrieri, e ne rielabora struttura e significati alla ricerca di un’universale comunione con il cosmo e con la materia. Molto amato dalla critica, tanto che su di lui hanno scritto nomi del calibro di Sanesi, Eccher e Zaniboni, l’artista, sempre il miglior critico di se stesso, ha detto, riguardo alla sua opera: “Dipingo e disegno tutti i giorni dell’anno e non potrei vivere senza l’arte che per me è tutto”.

La mostra, curata da Francesco Tadini e Melina Scalise – fondatori della Casa Museo Spazio Tadini – è un riassunto della sua carriera artistica e dei temi trattati dall’artista. Si parte con la rielaborazione del mito con la scultura lignea Sirena Tritone, figura tra lo zoomorfo e l’antropomorfo dal taglio caricaturale, per giungere al legame tra Terra e Cosmo, di Energia cosmica creativa, in cui un uomo e una donna, nudi, appaiono sdraiati sullo sfondo dell’Universo, tra Comete e congiunzioni astrali: tutto diviene allegoria dell’infinito e dell’eterno, tanto del Cosmo quanto del sentimento che lega le due figure “sospese nell’incredibile”, come avrebbero cantato Le Orme in un loro celebre brano.

Spazio Tadini

Spazio Tadini 2016 – Gianfranco Testagrossa

Monumentali figure femminili nude a cavallo popolano le sue creazioni ad affresco, come in Umano Tempo Amore x due e Unicorno a cavallo del mito Tempo, in cui il colore rosso intenso comincia a risentire dell’influsso della pittura rupestre.

In Essenza atemporale Storia Umanità, due cavalieri si affrontano a torneo su una superficie ispirata alla pittura pompeiana: i protagonisti della scena sono ritratti in maniera più dettagliata rispetto agli astanti, raffigurati come omini disegnati da un qualsiasi bambino piccolo.

Gianfranco Testagrossa usa il catrame, materiale usualmente lontano dal mondo dell’Arte, come segno primordiale, essenza primitiva che diviene prova tangibile della presenza umana sulla Terra, come nel nero intenso di Catrame Graffito materico, un dittico in cui si fondono l’elemento scientifico del Cosmo con quello sacro-religioso identificato dalla croce rossa.

mostra 2016 a Milano

Gianfranco Testagrossa mostra 2016 a Milano

Anche la scultura in pietra, per Testagrossa, ha la sua profonda essenza nell’elemento primordiale, identificato dall’Uovo originario atemporale, che realizza, nei modi di Brancusi, un simbolo di fertilità, oltre che l’emblema dell’origine del Mondo già definito da Piero della Francesca nella Madonna di Senigallia di Brera, quell’uovo da cui nasce la vita e che, schiudendosi, avvia la catena biologica nascita-crescita-maturità-vecchiaia-morte.

Gianfranco Testagrossa

Gianfranco Testagrossa

L’artista, nella sua carriera, ha anche lavorato ad alcuni tagli sulla tela: se, per Lucio Fontana, questi erano puri simboli di rottura fini a se stessi, per Testagrossa sono sì una cesura con il passato, ma non una provocazione, bensì un ponte tra passato, presente e futuro, tagli non solo fisici, ma anche interiori, aperture della nostra anima all’Infinito, come provano Catrame Graffito materico con taglio su tela – Energia sintesi essenza e la surrealista Umano Profili x Cuore Amore Fisico Spirituale, in cui Testagrossa si è improvvisato chirurgo lavorando sulla superficie con un bisturi e realizzando tagli che sono rotture artistiche ma anche umane ed esistenziali.

Stefano Malvicini

> leggi anche gli altri articoli di Stefano Malvicini per Milano Arte Expo magazine.

Stefano Malvicini

Mostre 2016 a Milano

Gianfranco TestagrossaSintesi
Casa Museo Spazio Tadini Hub

Via Jommelli 24 20131 Milano
Curatori: Francesco Tadini, Melina Scalise
Ingresso libero
Web: http://www.spaziotadini.it/
https://testagrossa.wordpress.com/

MAE Milano Arte Expo, diretto da Melina Scalise (giornalista e guida, assieme a Francesco Tadini, dell’HUB di Loreto / Lambrate Spazio Tadini in via Jommelli 24)  – mail: milanoartexpo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia Stefano Malvicini per la recensione della mostra Sintesi di Gianfranco Testagrossa.

Melina Scalise

Melina Scalise, direttore Milano Arte Expo magazine d’Arte, di Design, Fashion Fotografia e Lifestyle

Partecipa al concorso fotografico  organizzato dal magazine Milano Arte Expo Photo Prize “Instaworld Milano 2015″ attraverso il social dedicato alla fotografia Instagram. Seguirà una grande mostra fotografica a Milano nel 2016.

Milano Arte Expo

 

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