Welcome to the jungle, arte e uomo contemporaneo in mostra allo Spazio Tadini – di Stefano Malvicini

Welcome to the Jungle Spazio Tadini

Welcome to the jungle, arte e uomo contemporaneo in mostra allo Spazio Tadini – di Stefano Malvicini. Appena inaugurata e aperta fino al 29 gennaio 2016 in via Jommelli 24 (vedi MAPPA), la mostra, curata da Annalisa D’Amelio – artisti: Fabio Giampietro, Enzo Fiore, Lorenzo Nardellii, Aqua Aura, Andrea Cereda, Shuhei Matsuyama, Lazzaro Fornoni e Xena Zupanic – intende esplorare, attraverso i linguaggi estetici e iconografici odierni, l’uomo contemporaneo, le sue abitudini e la sua psiche. La mostra esplora, ma anche interpreta l’uomo contemporaneo, in quella “giungla” evocata dal titolo, che è la sua vita quotidiana: in questo modo, vedevano la nostra esperienza di tutti i giorni anche coloro che forgiarono il titolo Welcome to the jungle, quei Guns ‘n Roses che chiamarono così un loro singolo, poi divenuto uno dei cavalli di battaglia di Rose e Slash, nel 1987, per l’album Appetite for destruction

Fabio Giampietro

Fabio Giampietro, il volo 170×120

L’umanità descritta dalle opere in mostra è fatta di gesti, pensieri, impulsi e istantanee cittadine che divengono espressione di uno stato d’animo, un po’ come lo era il paesaggio per i romantici come Friedrich, ma anche un continuo lavorio in fieri di adattamento del primordiale, umano e materico, alla realtà odierna, non solo tecnologica, ma tecnologizzata, in cui i nostri ritmi sono sempre dettati dagli smartphone, dai social network e dalla condivisione di post, notizie e foto.

Obiettivo della mostra, pertanto, è analizzare l’uomo di oggi, partendo dal suo bisogno di reinterpretare la Natura in cui vive e di dominarla in tutte le sue essenze, facendola propria: l’uomo è sempre faber suae cuiusque fortunae, come scrisse nel ‘400 Pico della Mirandola, ma, questa volta, la fortuna lo conduce alla modifica della Natura in nome dell’adattamento alla società tecnologizzata.

Xena Zupanic

Xena Zupanic, performance – Welcome to the Jungle a cura di Annalisa D’Amelio a Spazio Tadini

La Natura, nel mondo odierno, è dominante: qualcuno sostiene che essa sia subordinata alla tecnologia, anche se le due componenti – quella naturale e quella artificiale – paiono essere più complementari, in grado di riempire l’una i vuoti dell’altra: un esempio molto banale sono le foto di panorami condivise sui social network, in cui anche un follower della Papua Nuova Guinea è in grado di vedere (e condividere a sua volta) una foto di un panorama alpino. In questo caso, la Natura viene aiutata dall’Artificio Tecnologico a fini di conoscenza globale.
L’era di oggi, inoltre, è un’epoca di urbanesimo spregiudicato e sregolato, in cui la città è vista come una giungla di suoni, rumori, insidie ma anche di risorse umane e culturali. Attraverso le varie espressioni artistiche, i partecipanti alla mostra collettiva illustrano il loro modo di vedere la Natura, la Vita Quotidiana e la Città proprio come un sistema unico, una giungla in cui ci si muove quotidianamente, magari senza nemmeno rendersi conto di trovarvisi immersi.

Aqua Aura

Aqua Aura, THE NET 3

Ne emerge una visione aristotelica dell’uomo, concepito come “animale sociale”, ma che, nella giungla contemporanea, da indiano urbano qual è, si deve procacciare la sopravvivenza con mezzi sempre più nuovi, e anche innovativi. La giungla urbana è anche un luogo simbolico, in cui l’uomo, attraverso il linguaggio estetico, si reinventa e ritorna padrone della Natura, proprio come i primitivi che tracciavano graffiti nelle grotte.

Otto sono gli artisti selezionati dalla curatrice Annalisa D’Amelio:

Aqua Aura, progetto collettivo di artisti nato a Milano nel 2009, ha realizzato opere iperrealiste che presentano il tema della giungla a metà tra i gangli del sistema nervoso umano e le raffigurazioni floreali giapponesi di Hokusai, intitolati The Net, allusione alla rete di Internet che oggi domina il Mondo e ne condiziona la Natura.

 

Lorenzo Nardelli

Lorenzo Nardelli, Milano 2015, oil & other materials on canvas, 222×155 cm, 2015

Lorenzo Nardelli, romano, raffigura la città in modo sostanzialmente informale, tramite dripping sulla tela, come facevano Pollock e De Kooning, e inserendovi frammenti di carta: nasce, in questo modo, un collage dai toni drammatici, simbolo dell’alienazione urbana dell’uomo, ma anche come stimolo alla rinascita umana e culturale di quella Milano che l’artista vede grigia in confronto con la solare città natale: i suoi collage sono anche un modo per evidenziare, però, quanto potenziale abbia la nostra metropoli e quanto tante persone, soprattutto i milanesi, non le conoscano nemmeno.


Fabio Giampietro, milanese, classe 1974, ha realizzato opere che ricalcano il Futurismo della Città che sale di Sant’Elia, ma che, nella prospettiva a volo d’uccello, ricalcano anche i fumetti della Marvel come Spider Man. Il suo uso di colori freddi, come il grigio, alternati a spazi neri, o il rosso intenso di Red Jungle, alludono a una città concepita come prigione, da cui si possa uscire dopo essersi adattati al ritmo di vita quotidiano urbano, ma anche come giungla vera e propria, in cui tram e autobus sono come liane e i grattacieli sono grandi mangrovie.

Fabio Giampietro

Fabio Giampietro, red jungle 130×100


Per Lazzaro Fornoni, bergamasco, la vita quotidiana diventa interazione tra uomo e macchina, fino alla totale trasformazione del primo nel secondo elemento. Una metamorfosi che supera quella di Kafka e diviene simbolo della società tecnologizzata, in cui anche gli organi umani diventano motori.

Lazzaro Fornoni

Lazzaro Fornoni

La vita diventa elemento bionico, una corsa contro il tempo espressa dallo scheletro meccanizzato di Bionic, ma anche un combattimento in cui ognuno diventa “homo homini lupus”, a cui alludono gli schermidori di Il Combattimento.
Il giapponese Shuyei Matsuyama, con la sua opera Shi-on, vuole rappresentare, in fotografia, visioni cosmiche di un pianeta ideale, a cui alludono le sfere, simili a bilie, che diventano simboli di una mitica età dell’oro nella quale la Terra non era ancora così urbanizzata e tecnologizzata. Una base realistica, se pensiamo al Paese di provenienza dell’artista, quel Giappone patria della tecnologia ma anche talmente frenetico da essere leader mondiale nel tasso di suicidi.

Shuyei Matsuyama

Shuyei Matsuyama, Shi-on


Enzo Fiore, milanese, classe 1968, presenta una scultura in ferro, intitolata War, moderno cavallo di Troia che l’uomo usa per entrare nella società moderna e tecnologizzata, divenendo un guerriero come lo fu Ulisse nell’Odissea.

Enzo Fiore

Enzo Fiore, War 2006, tecnica mista cm 200x260x60

Anche il lecchese Andrea Cereda lavora con il ferro, ma realizza sculture simili a uova, alla Brancusi, che sembrano, complici le reti metalliche che emergono, cuori strappati da un corpo morto, che, quasi fossimo un dottor Frankestein, potremmo riportare alla vita: anche ciò è un’allusione alla dimensione alienante dell’urbanesimo.

Andrea Cereda

Andrea Cereda, Metamorphosis

Conclude la mostra il video della croata Xena Zupanic, in cui interpreta il ruolo di Madre Natura in un messaggio poliglotta, simbolo dell’unione dei linguaggi in chiave universale, come catarsi, purificazione.

Stefano Malvicini

> leggi anche gli altri articoli di Stefano Malvicini per Milano Arte Expo magazine.

Stefano Malvicini

Zivo-Tinja di Xena Zupanic

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=yPTpLIFyh30]

MAE Milano Arte Expo, diretto da Melina Scalise (giornalista e guida, assieme a Francesco Tadini, dell’HUB di Loreto / Lambrate Spazio Tadini in via Jommelli 24)  – mail: milanoartexpo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia Stefano Malvicini per la recensione della mostra Welcome to the Jungle a cura di Annalisa D’Amelio.

Melina Scalise

Melina Scalise, direttore Milano Arte Expo magazine d’Arte, di Design, Fashion Fotografia e Lifestyle

Partecipa al concorso fotografico  organizzato dal magazine Milano Arte Expo Photo Prize “Instaworld Milano 2015″ attraverso il social dedicato alla fotografia Instagram. Seguirà una grande mostra fotografica a Milano nel 2016.

Milano Arte Expo

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