HAYEZ Gallerie d’Italia Milano: mostra fino al 21 febbraio 2016 – di Stefano Malvicini

HAYEZ Gallerie d'Italia

Mostra HAYEZ Gallerie d’Italia Milano

Gallerie d’Italia Milano: La pittura di Francesco Hayez in mostra fino al 21 febbraio 2016 – di Stefano Malvicini per Milano Arte Expo (magazine Culture, Design & Fine Art di Spazio Tadini HUB). Il nostro più grande genio romantico, la figura artistica più chiacchierata, ma anche tra le più richieste, dell’Ottocento italiano, Francesco Hayez, è il protagonista di una grande mostra alle Gallerie d’Italia in Piazza della Scala.

hayez milano mostraLa mostra si struttura in sezioni cronologiche, dalla sua prima formazione veneziana alle fortune milanesi e all’accademismo delle ultime opere, ospitate in salette intorno al salone ottagonale centrale del palazzo che fu della Banca Commerciale Italiana. La prima contiene quelle più puramente neoclassiche, frutto dell’insegnamento del Matteini. Si tratta di opere celebrative, incentrate su temi mitologici, sempre monumentali e ispirate alle statue antiche che Francesco poté vedere direttamente a Roma e a Napoli. Ne sono prova l’Ulisse alla corte di Alcinoo, eseguito per Murat, l’Atleta trionfante, molto simile ai Dioscuri del Campidoglio, il Laocoonte di Brera del 1812 o le lunette affrescate per Palazzo Ducale a Venezia.

Dal 1820 circa, Hayez iniziò a interessarsi alle vicende della Storia italiana medievale e rinascimentale, su influenza degli amici come Tommaso Grossi, animatori dei circoli romantici milanesi, che rivalutarono, in nome del patriottismo antiaustriaco e del sentimentalismo, gli episodi di signori, dame e cavalieri nell’Italia del Medioevo e dei Comuni. Nacque così, nel 1820, la prima opera “storica” di Hayez, il Pietro Rossi, ispirata alle vicende del signore di Parma spogliato dagli Scaligeri dei suoi domini emiliani. Un’opera ricca di pathos, espresso dalla moglie e dalle figlie che, in lacrime, lo implorano a non cadere nelle mani dei veronesi. Fu il punto di partenza per le sue opere più fortunate.
La sezione successiva è incentrata sui primi ritratti che Hayez eseguì a Milano, poco dopo il suo arrivo in città negli anni ’20, tra cui spicca quello di una delle sue amanti, Carolina Zucchi, del 1822, ma soprattutto sul primo tema romantico affrontato da Francesco, quello shakesperiano di Giulietta e Romeo. Due sono le differenti versioni dell’ultimo bacio tra i due amanti veronesi, ma quella oggi a Pommersfelden, in Germania, risultò la più scandalosa: la bella Giulietta, davanti a Romeo e a fra’ Lorenzo, appare in pantofole! All’epoca fu uno scandalo, e ad Hayez piovvero addosso lettere di critiche, che arrivarono a tacciarlo di immoralità e offese al decoro femminile.

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Di questi anni sono anche molti ritratti, tra cui quello di famiglia dei Borri Stampa e un altro, molto intimo, della Zucchi ammalata a letto. Ormai, Hayez si era guadagnato, in poco tempo, la fama di ritrattista, tanto da essere chiamato dalla regina dei salotti mondani milanesi, quella principessa Cristina Barbiano di Belgioioso che appare come una delle più belle donne dell’epoca, sguardo severo ma anche dagli occhi frivoli e vanitosi di chi pensa “quanto sono affascinante!”. Nacque così uno dei capolavori di Hayez, che venne consegnato alla committente nel 1831. Nel frattempo, Francesco si era anche dato alla pittura sacra, eseguendo pale d’altare, come la Crocifissione per Muggiò, o anche opere più intime e profonde, come le Maddalene penitenti, figure ricche di sensualità: quella di Fontanellato è più vicina a Correggio, mentre l’altra versione, alla GAM di Milano, appare più limitrofa allo stile di Giorgione e Tiziano. Per Hayez fu un ritorno alle origini, al tonalismo veneto del ‘4-‘500, mediato anche da Raffaello, a cui si ispirò per i Santi Giacomo e Filippo.


La sezione successiva si basa sulla grande pittura di Storia degli anni ’30, in cui Hayez ambientò drammi personali, soprattutto di eroine che lottano contro un potere maschile ancora preponderante, ma anche ricchi episodi medievali. La Maria Stuarda che sale al patibolo del 1827 ne è l’esempio più lampante: la regina di Scozia, fatta uccidere dagli inglesi per la sua Fede cattolica, è il simbolo di una femminilità che non si arrende davanti al Potere e opta per il martirio per non rinunciare alla sua identità, proprio come, in quegli anni, anche i patrioti italiani stavano dimostrando contro i padroni austriaci. Non solo donne, ma anche uomini sono protagonisti di questa fase: Pietro l’Eremita e Urbano II che bandiscono Crociate, simbolo di lotta al giogo straniero, e Napoleone a Wagram sono eroi alla base della società in cui Hayez visse, liberale ma anche cattolica, fatta di sacro e di profano, e anche uomini che lottarono per i propri ideali. In questi anni Hayez ritrasse uomini dello spettacolo come il tenore David o, in un altro quadro scandaloso, la ballerina Chabert nuda e di spalle come Venere che dialoga con due colombe, ormai allegoricamente simboli di una bellezza pura che il pittore metterà in pratica nei suoi quadri più tardi.


Le ultime tre sezioni rappresentano la pittura della maturità di Hayez, tra Risorgimento, sentimentalismo e ritorno al sacro. Molto importanti sono le opere storiche, tra cui spicca quella più marcatamente “politica”, quei Profughi di Parga che, sebbene realizzati nel 1831, sono una rappresentazione allegorica dei patrioti che, dall’Italia, vengono esiliati dal potere straniero per le loro idee liberali, così come gli abitanti della cittadina greca vengono costretti a lasciare le loro case dai turchi. E’ notorio che anche a Mazzini piacesse questo Hayez, quello più “politico”, così come quello lirico dei Due Foscari del 1840, ispirato all’opera di Giuseppe Verdi. La Storia, nelle sue opere dopo il 1840, continua a essere il tema preponderante: il monumentale I Vespri siciliani, del 1846, così come la vicenda di Alberico da Romano, rappresentato mentre si costituisce come prigioniero, del 1850, ne sono la prova più tangibile. Nel ritratto, Hayez divenne una celebrità, tanto da essere richiesto dall’imperatore asburgico Ferdinando I (1840), da Manzoni (1841) e da Rossini (1870), ma diede anche un eccellente prova ritraendosi nel 1862, a settantun anni. Con gli anni ’50, l’artista ritornò al sacro, passando attraverso temi biblici, interpretati in un linguaggio molto vicino al Tiepolo e a Sebastiano Ricci, ma fu con la grandiosa pala d’altare per Castenedolo che Hayez dimostrò la sua grandezza anche come artista religioso. L’ancona, rappresentante Il Martirio di San Bartolomeo, gli venne commissionata dall’architetto Rodolfo Vantini per la chiesa parrocchiale del centro della Bassa Bresciana, che lui aveva progettato: terminata nel 1862, fu posta sull’altar maggiore. L’opera è fortemente ispirata alla pittura del Moretto e del Romanino, due mostri sacri dell’Arte locale, nell’impostazione simmetrica e nella posizione dominante del santo scuoiato vivo, sopra la folla di astanti.


Per concludere, il culmine della mostra è dato dalle tre versioni dell’opera che ha reso Hayez famoso nel Mondo, ovvero quel Bacio letto dai più come il simbolo del Romanticismo e da altri come un messaggio criptato politico all’Unità d’Italia, espressa dal tricolore delle vesti dei due amanti e dello sfondo bianco. La prima versione è la più nota, del 1859, e si trova ancora oggi a Brera, ma le due successive, in collezioni private, mostrano come Hayez avesse perfezionato i dettagli architettonici, specie in quella del 1867, inserendovi arcatelle romaniche e un’acquasantiera, in un contesto fortemente ispirato alla pittura del Quattrocento veneto. Quest’opera, oggi commerciale (e commercializzata eccessivamente), costituisce il miglior testamento artistico che Francesco Hayez potesse offrire alla collettività.

Stefano Malvicini

Stefano Malvicini

Mostre Milano 2016

Hayez Gallerie d’Italia

Curatore: Ferdinando Mazzocca
Dal 7 novembre 2015 al 21 febbraio 2016
Gallerie d’Italia, Piazza Scala 6, 20121 Milano
Orari: martedì – domenica 9.30-19.30, giovedì 9.30-22.30, chiuso il lunedì
Biglietti: intero 10,00 €; ridotto 8,00 €; ridotto speciale 5,00 €
Web: http://www.gallerieditalia.com/hayez/

 

Catalogo mostra Hayez

Silvana Editoriale

a cura di Fernando Mazzocca
saggi di: Fernando Mazzocca, Cecilia Ghibaudi,Isabella Marelli, Camillo Tonini
24 × 28 cm – 384 pagine – 250 illustrazioni a colori
EAN 9788836632343 – € 34,00

Le opere illustrate nel libro, tra cui dipinti inediti o poco conosciuti, offrono un’immagine a 360 gradi di Francesco Hayez (Venezia, 1791 – Milano,1882), restituendogli in maniera definitiva quella statura artistica che lo ha reso protagonista del Romanticismo italiano e celebrato tra i grandi pittori europei dell’Ottocento. Ammirato da Stendhal, che lo considerò  “le premier peintre vivant”, e consacrato da Mazzini come un “genio democratico”, ha avuto, come il maggiore interprete della pittura di soggetto storico,
un ruolo decisivo nel nostro Risorgimento.

MAE Milano Arte Expo, diretto da Melina Scalise (giornalista e guida, assieme a Francesco Tadini, dell’HUB di Loreto / Lambrate Spazio Tadini in via Jommelli 24)  – mail: milanoartexpo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia Stefano Malvicini per il testo sulla mostra Hayez alle Gallerie d’Italia a Milano e l’Ufficio Stampa delle Gallerie d’Italia per le immagini.

Melina Scalise

Melina Scalise, direttore Milano Arte Expo magazine d’Arte, di Design, Fashion Fotografia e Lifestyle

Partecipa al concorso fotografico  organizzato dal magazine Milano Arte Expo Photo Prize “Instaworld Milano 2015″ attraverso il social dedicato alla fotografia Instagram. Seguirà una grande mostra fotografica a Milano nel 2016.

Milano Arte Expo

 

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