Moda contro anoressia, modelle curvy e I’m not a fashion victim – di Samanta Airoldi, Milano

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I’m not a Fashion Victim

Milano – Moda contro anoressia, modelle curvy e la campagna I’m not a fashion victim – di Samanta Airoldi. La moda, con il suo sguardo affascinante e impietoso, da sempre miete vittime! Finché ciò avviene solo a livello metaforico nulla di male, anzi: può essere solo uno stimolo in più per migliorarci e aggiornarci sulle nuove tendenze personalizzandole sulla base del nostro gusto e stile soggettivo.

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Anoressia e disturbi alimentari

Purtroppo, sempre più spesso, le vittime del Fashion non sono solo le “peggio vestite della situazione”, biasimate ed escluse dagli eventi più “cool” o le “fissate” che spendono tutto lo stipendio per l’ultima It Bag senza cui non possono continuare a vivere… ma, uscendo dalla metafora, ci troviamo eserciti di ragazze che letteralmente muoiono di fame ammalandosi di anoressia, uno dei tanti, troppi cancri che ammorbano la nostra società!

Sicuramente le cause del disagio affondano le loro radici ben lontano da passerelle e camerini: famiglia, rapporto con i genitori, educazione e valori trasmessi, autostima assente, ansia da prestazione… Queste ragioni sono assai più significative nell’insorgenza e nello sviluppo dei disturbi alimentari!

modelle skinny

modelle skinny, in Francia il divieto ufficiale

Tuttavia la moda, in quanto fenomeno sociale influente, può e deve fare qualcosa per indurre, quantomeno, a riflettere su questa terribile malattia che coinvolge la psiche non meno del corpo. Perché se non è colpa degli stilisti se una giovanissima è carente di autostima e cerca di autodistruggersi per sentirsi accettata e importante, anch’essi in quanto “creatori” di tendenze da seguire hanno la responsabilità sociale di partorire idee sane e socialmente utili…Un po’ come i politici!

In Francia l’iniziativa è partita dal governo stesso ed è diventata una vera e propria legge: non potranno sfilare le modelle con un indice di massa corporea inferiore a 18 (livello minimo per raggiungere un peso sano in base ad altezza e peso, a prescindere dalla taglia che s’indossa).

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LIVE, Campagna di sensibilizzazione contro l’anoressia organizzato dall’Accademia Italiana di Arte, Moda e Design

Gli stilisti che non osserveranno il divieto verranno pesantemente multati. Questa iniziativa non eliminerà le cause del malessere interiore di molte giovani donne ma almeno non consentirà lo sbandieramento di modelli malsani. L’iniziativa è stata promossa dal deputato socialista francese Olivier Veran, con l’immediato appoggio del Ministro della Sanità Marisol Touraine.

In Italia, invece, dall’iniziativa di un gruppo di modelle curvy, è nata una campagna pubblicitaria dal nome I’m not a Fashion Victim.

Aija Barzdina, Eleonora Finazzer, Elisa D’Ospina, Miriam Bon, Marina Ferrari e Valentina Fogliani, in collaborazione con Jonas Onlus, hanno posato senza veli per il fotografo Luca Patrone mostrando con orgoglio e amore corpi “morbidi”, taglia 46/48.

Molte di esse hanno un passato da Top Model taglia 38 e alcune sono cadute nella trappola di digiuni e vomiti autoindotti. Oggi, al grido di “I’m not a Fashion Victim” vogliono aiutare le nuove leve delle passerelle a non precipitare nel vortice oscuro dell’Anoressia, trasmettendo un importante messaggio: bisogna amare se stesse prima di tutto!

Genevieve Barker

Genevieve Barker

Dall’altra parte dell’oceano un messaggio, a mio avviso, ancora più efficace ci arriva dalla bellissima modella australiana Genevieve Barker: “Non sono anoressica, sono solo magra!”.

Insultata sui Social per il suo fisico magrissimo e accusata di essere anoressica (come se poi fosse pure una colpa…), la top model ventiseienne ha semplicemente ed elegantemente ribattuto che il suo corpo perfetto è frutto di alimentazione sana e attività sportiva quotidiana.

Genevieve Barker, senza tante parole ma con il suo esempio pratico, rappresenta un modello sano e positivo e, soprattutto, insegna alle teen agers che per essere magre e avere un bel corpo non bisogna privarsi del cibo e ammalarsi ma è decisamente più utile ed efficace mangiare correttamente e fare sport regolarmente. Ciò produrrà un miglioramento della salute, dell’estetica e del benessere “in toto”, perché come scriveva Feuerbach (non mi stancherò mai di ripeterlo!) “Noi siamo ciò che mangiamo“…quindi scegliamo con cura ciò di cui nutrirci perché il nostro modo di alimentarci e il nostro rapporto con il cibo influiranno sul nostro corpo, sulle nostre menti e sulle nostre vite!

Samanta Airoldi

…. > leggi anche gli altri articoli della rubrica per Milano Arte Expo magazine Perle di Follia di Samanta Airoldi

Samanta Airoldi

MAE Milano Arte Expo, diretto dalla giornalista e capo ufficio stampa Melina Scalise (nonché presidente della Casa Museo Spazio Tadini HUB progettata con Francesco Tadini) – mail: milanoartexpo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia la filosofa nonché lifestylefashion blogger Samanta Airoldi per lo scritto e le immagini sulla campagna pubblicitaria I’m not a fashion victim lanciata da un gruppo di modelle curvy contro il legame tra moda e anoressia.

Melina Scalise

Melina Scalise, direttore del magazine d’Arte Design Fashion Fotografia e Lifestyle fondato insieme a Francesco Tadini

Partecipa a Instaworld Milano 2015/2016  concorso fotografico  organizzato dal magazine Milano Arte Expo Photo Prize attraverso il social dedicato alla fotografia Instagram. Seguirà una grande mostra fotografica a Milano nel 2016.

Milano Arte Expo

 

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