Spettacoli a Milano: Marco De Meo in Darkroom € 7,51 per una bandiera italiana a Spazio Tadini

teatro Marco De Meo Darkroom Spazio Tadini 2

Spettacoli a Milano: Marco De Meo in Darkroom € 7,51 per una bandiera italiana a Spazio Tadini (vedi MAPPA) sabato 12 dicembre 2015 – Il teatro, la danza, la musica sono da sempre, anche loro, tra le arti di casa a Spazio Tadini. Perché da sempre Spazio Tadini, oggi Casa Museo, fondato da Francesco Tadini e Melina Scalise, non è un luogo della memoria, ma è vitale e propositivo, aperto agli artisti e alla cultura così come Emilio Tadini era attento ai giovani e alle avanguardie. Oggi il suo atelier ospita opere di artisti giovani e meno giovani, noti e meno noti, italiani e stranieri. Da quando nel 2008 si è unita al progetto culturale di Francesco Tadini e Melina Scalise Federicapaola Capecchi, coreografa e pubblicista, si è attivato ancor più un lavoro di ricerca, qualità, accessibilità e valorizzazione del teatro, dello spettacolo dal vivo, in ogni sua forma ed espressione. Così sono nati progetti come il Festival Coreografia d’Arte (oggi giunto alla sua V° edizione), rassegne teatrali, musicali e di danza; così è nato il progetto Spazio, Corpo e Potere che ha visto ospiti internazionali come il coreografo israeliano Emanuel Gat, e all’interno del quale, il 10 marzo del 2012, selezionato da Federicapaola Capecchi, ha debuttato proprio lo spettacolo di Marco De Meo Darkroom € 7,51 per una bandiera italiana.

Un monologo e un luogo, un processo per accedere a reami che vanno oltre la percezione, dai quali attingere informazioni preziose per realizzare una coscienza collettiva. Un solo attore in scena, infiniti mezzi e soluzioni sceniche. La multimedialità come ulteriore strumento e possibilità di perdersi e ritrovarsi. Teatro, danza e visual. Attinge dal vivere quotidiano per raccoglierne e capire l’essenza della verità e la sua brutale bellezza. Un viaggio parallelo, visionario e suggestivo al tempo stesso, che riporta alla luce il ruolo e l’importanza dell’essere umano e della sua identità, proprio in un momento storico cosi topico come quello dell’attuale cambiamento che tutta l’umanità sta vivendo. Bianco, Rosso e Nero. I colori dell’uomo.

All’epoca, 2012, debuttava in forma di performance, oggi torna uno spettacolo “a tutto tondo”. Un ottimo esempio di bravura attorale e metamorphosing, pur non trattandosi di un effetto digitale. Trattandosi di ben più di un effetto, e cioè della capacità – anche attorale – di trasformare continuamente una cosa in un’altra, di passare da un timbro ad un altro, da un personaggio all’altro, da uno stato d’animo affannato ed emotivo ad una cogenza esistenziale e di riflessione. Una vera e propria continua e straziante metamorfosi del soggetto, dell’uomo, cui non riesci ad essere estraneo […] Da un mondo parallelo, forse ancora più ingiusto e vile delle violenze quotidiane, Marco De Meo esce di colpo, rompendo la scena, frantumando ogni croce, spazzando ogni confine, reale o immaginario, tra lui e noi, mai semplici spettatori, e sedendosi a tavolino … a tu per tu. Chiedendo se gli lasciamo bere un po’ d’acqua ripristina quell’attimo di presente, unico, che ci consente di essere lucidi, gli uni in fronte agli altri, onesti in un confronto reale e presente, recuperando insieme il potere di invertire il corso delle cose. Da uomo a uomo. Perché Dio non lo comprendiamo, ma un uomo sì […]”. [Federicapaola Capecchi]

teatro Marco De Meo Darkroom Spazio Tadini

La stanza oscura in cui il pubblico è trascinato è quella del presente, uno spazio del tutto amorfo se non per il tricolore italiano che lo domina; un contemporaneo fool anima questo luogo di morte e rinascita. Il performer quasi incatenato alla bandiera del suo paese è condannato a raccontarne vizi e virtù, attraverso un impietoso vortice di dissolvenze.

Le Azioni aprono sempre più ad uno spazio interiore psichedelico. Al centro del pezzo c’è la Darkroom come elemento di caduta in un a s p e t t o c o n f u s o e f a n t a s m a t i c o d e l l a condizione psichica del performer. In quel mondo imprendibile e complesso accade un elaborazione che spoglia dalle convenzioni sociali dalle quali emerge una danza essenziale”. [Danio Manfredini]

teatro Marco De Meo Darkroom Spazio Tadini

L’alternanza di soluzioni sceniche, di mezzi espressivi, e il ritmo dell’azione sono accompagnati da una recitazione di alto livello, che riesce pienamente a passare da un linguaggio espressivo a un altro con grande naturalezza. La prova d’attore è certamente uno dei punti di forza della maggior parte delle proposte presenti al festival; l’interpretazione di Marco de Meo ne è una delle migliori testimonianze”. [Franco Romanò in occasione di IT Festival]

La versione che sabato 12 dicembre 2015 è in scena a Spazio Tadini vede Danio Manfredini, stimato e importante attore e registra teatrale, complice e consulente della nuova regia. È in unica data ma in doppia replica, una alle ore 19 ed una alle ore 21. Non vi resta che prenotare.

Darkroom € 7,51 per una bandiera italiana

di e con Marco De Meo

consulenza alla regia di Danio Manfredini

Luci e video Francesco Collinelli

Organizzazione e distribuzione: Federica Bastoni

Produzione Elektromove| Visual and Performing Art

QUI IL LINK ALLO SPETTACOLO

SABATO 12 DICEMBRE 2015

Prima replica ore 19

Seconda Replica ore 21

Spazio Tadini

Via Niccolò Jommelli, 24, 20123 Milano

Uffio Stampa Federica Bastoni | Telefono 347 8575529| mail:

federica.bastoni@yahoo.com

Biglietto Intero: 10 euro (acquistabile il giorno stesso presso Spazio Tadini)

Biglietto Ridotto Under 25 / studenti di teatro: 7 euro

Biglietto in prevendita presso la compagnia: 6 euro, mandando una

mail a: elektromove@hotmail.com

BIOGRAFIA Marco De Meo

Marco De Meo Magenta, 1976. Si forma come danzatore professionista presso la compagnia PadovaDanza diretta da Gabrirella Furlan Malvezzi, con la quale si esibisce in contesti nazionali e internazionali (Parigi, Dubai, Cannes, Pechino) e come attore sotto la guida di Roberto Innocente. Trasferitosi stabilmente a Milano nel 2003, completa la sua formazione artistica seguendo i workshops di Mamadou Dioume e di Danio Manfredini; continua a danzare collaborando, fra le altre, con la compagnia Balafori di Alessandra Costa, con la fucina di ricerca coreografica OpificioTrame di Federicapaola Capecchi e con la compagnia Sanpapiè (“2+2=5”, coreografia di Lara Guidetti Feltival Milanoltre 2013). Dal 2010 porta avanti il progetto di ricerca performativa e visuale Elektromove | visual and performing art: luogo di condivisione più che compagnia teatrale, Elektromove si nutre della contaminazione fra linguaggi e suggestioni disparate, attingendo all’ animazione notturna, al teatro fisico, al mapping video, alla musica elettronica e alla scenografia digitale. All’interno di Elektromove, Marco De Meo è protagonista e ideatore di performance multidisciplinari prodotte in collaborazione con gli artisti incontrati, di volta in volta, sul percorso: nel 2011 con Marco Burzoni e Enzo di Sciullo (Maivideo Vjset ) realizza la performance Where We At?, vincitrice del Bando Schiume 2011 (Ass. Cult. Gruppolaperiferia, Forte Marghera) e del Bando Mixtè 2012 (Compagnia Dionisi, Milano). Nei due anni successivi, la collaborazione con le videomakers Elisa Dri e Ilaria Vergani contribuisce alla realizzazione di due performance decisive per la definizione dell’estetica di Elektromove: Darkroom – 7,51 € per una bandiera italiana e Versus – Il Potere, che vede in scena Marco De Meo con l’attrice genovese Cecilia Vecchio e che ha partecipato all’Edizione 2013 della rassegna What The Hell Is Performing Art? / Progetto White Box (Spazio Magma, Firenze). di e con Marco de Meo

MAE Milano Arte Expo magazine  è diretto dalla giornalista (e presidente della Casa Museo Spazio Tadini di Milano fondata con Francesco Tadini) Melina Scalise  – mail: milanoartexpo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it .

Melina Scalise

Partecipa al concorso fotografico  organizzato dal magazine Milano Arte Expo Photo Prize “Instaworld Milano 2015″ attraverso il social dedicato alla fotografia Instagram. Seguirà una grande mostra fotografica a Milano nel 2016.

Milano Arte Expo

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