Giovanni Frangi – di Annalisa D’Amelio: Io Giovanni e l’arte terapia

Giovanni Frangi

Giovanni Frangi

Giovanni Frangi – di Annalisa D’Amelio The Art Runner di Milano Arte Expo – Io Giovanni e l’arte terapia – Era da tempo che avevo voglia di scambiare due chiacchiere con Giovanni Frangi. Ci siamo sentiti più volte prima di fissare un appuntamento ufficiale. Dopo tanto peregrinare, a causa delle nostre vite frenetiche, finalmente il 30 Novembre 2015 ore 15:00 ci sediamo per un caffè. Luogo dell’appuntamento “L’elettrauto”.
L’ultima volta che ci siamo visti è stata in occasione della sua ultima mostra personale “La legge della giungla”, negli spazi luminosi della M77 Gallery in via Mecenate a Milano: rimasi colpita dalla solenne bellezza delle opere e dall’eleganza dei modi dell’artista.

Giovanni Frangi

Giovanni Frangi – La legge della Giungla , 2105 M77 gallery Milano

Siamo di fronte ad un caffè ed una spremuta d’arancia questa volta, nessuna formalità, come due vecchi amici al bar, per raccontarci.

Argomento della nostra conversazione: la pausa…

Che cos’è la pausa per un artista?

Quando si è nel momento ritmico del proprio lavoro, si è in una fase produttiva di creatività, produttrice di endorfina. La pausa è unitamente presente nel vissuto lavorativo di un artista, fa parte del suo dna, è una necessità, pari alla fase creativa. Nella pausa c’è la fase elaborativa; di lasciare che le cose vadano a motore spento, anche un’assenza se vuoi, un desiderio di non pensare a niente…di liberare il cervello. L’arte dovrebbe essere un tentativo di sperimentare qualcosa di non conosciuto”.

Giovanni Frangi

Giovanni Frangi -Ansedonia 1 2105 162×198 olio su tela

Per Giovanni è molto importante il suo lavoro ed essere quello che fa, e non lo fa in maniera casuale. Alla base del suo lavoro c’è sempre un’idea progettuale, per poter raccontare delle storie. La pausa al tempo stesso, secondo Giovanni, potrebbe risultare pericolosa, potrebbe non essere facile ritornare a lavoro; “nel mio lavoro è molto importante l’automatismo del gesto: l’automatismo della mano deve essere spontaneo, non deve essere frutto di ragionamento, ma deve il frutto della mano che diventa intelligente, quando muovi una matita su un foglio, hai la possibilità di scelta e in quel momento che la mano diventa intelligente, almeno si spera!

Il rapporto con il proprio corpo e quest’ultimo non deve avvertire la fatica del gesto. Per acquisire scioltezza ci vuole allenamento, un po’ come ritornare ad andare in bicicletta”.

Giovanni Frangi

Giovanni Frangi – Tarajal_2015, cm.162×198 olio_su_tela

Trae ispirazione dalle foto: “le foto che faccio sono il supporto del mio lavoro. Io fotografo tutto e di tutto. Dalle foto inizia la mia indagine. Il progetto “La legge della giungla”, come idea progettuale è nato a Fuerteventura e dalla sua natura esotica, ho messo in risalto la natura e le sue foreste”. Ama fermare i momenti con il suo occhio e indagare attraverso di esso.

Attraverso il disegno si ottiene la capacità di sintesi di ciò che si vuole esprimere attraverso l’immagine. Il ritmo e il segno sono elementi libidinosi, sottintendono una forma di piacere”. In effetti nei suoi lavori traspare grande passione.

Un altro procedimento logico nel processo creativo, secondo lui è: “tra l’idea progettuale e la realizzazione ultima c’è sempre uno scarto tra quello che avevi in mente e quello che realizzi, che non è mai quello che avevi pensato all’inizio, avvengono delle inconsapevoli modifiche. Da una parte questo processo rende questo processo attraente perché svela qualcosa d’inaspettato, però dall’altro lato rappresenta una sorta di fallimento rispetto a quello che avresti voluto, ed è proprio in quell’idea di fallimento nasce l’idea di riscatto, perché l’idea del fallimento ti stimola a ripartire di nuovo. E’ un’onda continua”.

Giovanni Frangi

Giovanni Frangi – LA REGLE DIU JEU, 2010 ROMA

In questo momento sono statico; “anche se in realtà sento la sabbia muoversi, si sta muovendo qualcosa”

La mia evoluzione è a binario doppio; da un lato, ho l’esigenza di sintesi, cerco di renderla nella maniera più semplice possibile e dall’altro, sono attratto dal desiderio di raccontare storie più complesse.

Giovanni Frangi

Giovanni Frangi – Lotteria farnese, 2014 Museo Archeologico Nazionale Napoli

Giovanni, come ti definisci? “Un pittore che guarda le cose della natura”

Van Gogh diceva: “l’arte è l’uomo aggiunto alla natura”. E’ bello ascoltare un grande artista come lui senza la vergogna di dover dimostrare, nel rispetto dei suoi tempi e delle sue logiche evolutive e risolutive.

Giovanni Frangi

Giovanni Frangi – ALLES IST BLATT , 2014 ORTO BOTANICO PADOVA

L’arte, per Giovanni, diviene la sua fonte d’ispirazione e di terapia al tempo stesso.

Questo perché l’arte è un mezzo che mi sono costruito e che col tempo ho cercato di perfezionare di esprimere qualcosa che abbiamo dentro qualcosa che non si può dire in altri modi ma che appartiene alle cose che ci fanno stare in pace col mondo, in realtà la pausa è creativa perché sappiamo che è a termine: la fisicità dell’esecuzione è talmente importante che è quasi di per autosufficiente”.

Giovanni Frangi

Giovanni Frangi – MOLLATE LE VELE , 2014 MAXXI ROMA

Siamo andati nel suo studio; sì è vero qualcosa si sta muovendo…infatti mi alzo…: è solo nella fase di riscaldamento.

Nell’attesa di veder generare qualcosa di nuovo, vi lascio con una serie d’immagini antologiche delle opere di Giovanni Frangi.

Come sempre, ringrazio Giovanni per il tempo trascorso insieme è stato per me un grande piacere e voglio dedicargli questo pensiero: “Ogni volta, infatti, che riteniamo che rimanga una qualche verità da conoscere, un qualche bene da raggiungere, noi sempre ricerchiamo un’altra verità ed aspiriamo ad un altro bene. Insomma l’indagine e la ricerca non si appagheranno nel conseguimento di una verità limitata e di un bene definito. […] Nello stesso modo la materia particolare, sia essa corporea o incorporea, non assume mai una struttura definitiva, e non essendo paga delle forme particolari assunte in eterno al conseguimento di nuove forme” Giordano Bruno.

Buona lettura e buona visione a tutti!

A prestissimo!

Annalisa D’Amelio, The Art Runner

Annalisa D'Amelio

> Leggi anche gli altri articoli della rubrica The Art Runner di Annalisa D’Amelio per Milano Arte Expo magazine d’Arte Design Fashion Fotografia e Lifestyle.

 

GIOVANNI FRANGI

L’artista nasce a Milano nel 1959; vive e lavora a Milano. 
Dopo essersi diplomato all’Accademia di Belle Arti di Brera, esordisce nel 1983 in una mostra alla Rotonda della Besana a Milano Giovani pittori e scultori italiani, cui segue, nello stesso anno, la prima personale alla Bussola di Torino. Del 1986 l’esposizione alla Galleria Bergamini di Milano: il catalogo contiene un testo di Achille Bonito Oliva. Seguono numerose personali in Italia e all’estero, in spazi pubblici e privati, tra cui si ricordano: La fuga di Renzo, nella Sala del Cenacolo a Montecitorio (Roma, 1998); Demasiado tarde da Kwai Fung Hing Gallery (Hong Kong, 1999); Il richiamo della foresta presso il Palazzo delle Stelline (Milano, 1999); Paintings and papers 1999-2000 da j.j. Brookings Gallery (San Francisco, 2000), Viaggio in Italia alla Galleria dello Scudo (Verona, 2001); Twelve months da Ruth Bachofner ( Los Angeles, 2001); Nobu at Elba alle Scuderie di Villa Panza (Varese, 2004); Take-off alla Galleria dello Scudo (Verona, 2004); View-Master alla Galleria Poggiali e Forconi (Firenze, 2006); Pasadena, un ciclo di incisioni presentate nel 2008 alla Galleria d’Arte Moderna di Udine e successivamente a Francoforte, Bolzano, Novate Milanese, Rapallo, Monza, Passariano e Padova; MT2425 all’Oratorio di San Lupo (Bergamo, 2008); La règle du jeu al Teatro India (Roma, 2010) e al Museo Diocesano (Milano, 2011); Giardini pubblici al MART (Rovereto, 2010). Nel 2011 Straziante, meravigliosa bellezza del creato raccoglie in undici stanze di Villa Manin (Passariano di Codroipo) una sequenza poetica dei lavori di Giovanni Frangi dal 2006 al 2011 e nel 2013 inaugura Sheherazade al Museo Nazionale di San Matteo, a Pisa. Nel 2014 Paradisi artificiali da Raphael12 (Francoforte), e realizza un grande stendardo per il MAXXI di Roma: si tratta di Mollate le vele. L’apertura del nuovo Orto Botanico dell’Università di Padova è lo spunto per una nuova mostra personale di Giovanni Frangi, Alles ist Blatt. Il 2014 è anche l’anno del primo intervento in un luogo sacro, la chiesa di Santa Gianna Beretta Molla a Trezzano sul Naviglio, e di Lotteria Farnese, personale monumentale nella Sala della Meridiana del Museo Nazionale Archeologico di Napoli. Nel 2015 espone a Milano alla M77 Gallery La legge della giungla.
Ha partecipato nel 2003 e nel 2011 alla Biennale di Venezia.
Nel 2008 Feltrinelli ha pubblicato Giovanni Frangi alle prese con la natura, raccolta dei saggi di Giovanni Agosti dedicati al suo lavoro.

MAE Milano Arte Expo, diretto dalla giornalista (e presidente della Casa Museo Spazio Tadini di Milano fondata con Francesco Tadini) Melina Scalise  – mail: milanoartexpo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia Annalisa D’Amelio per il testo e le immagini che documentano il lavoro straordinario dell’artista Giovanni Frangi e per la rubrica The Art Runner. 

Melina Scalise

Melina Scalise

Partecipa al concorso fotografico  organizzato dal magazine Milano Arte Expo Photo Prize “Instaworld Milano 2015″ attraverso il social dedicato alla fotografia Instagram. Seguirà una grande mostra fotografica a Milano nel 2016.

Milano Arte Expo

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