Fotografia David Molina “Heroes” – Chapter one, The man who sold the World – di Federicapaola Capecchi

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Fotografia: David Molina “Heroes” – Chapter one, The man who sold the World – di Federicapaola Capecchi – David Molina Gadea, 24 anni, è finalista del premio Fujifilm youth talent 2015 Emergent photographer di Burn Magazine, con “Heroes” – Chapter one, The man who sold the World. Un intenso corpo di lavoro su una vicenda personale, sulla sua famiglia, sulla dipendenza dall’eroina dello zio, la sua morte per overdose, e come tutto questo abbia cambiato la vita di tutti loro. Ha fatto queste foto durante il primo anno della morte dello zio, quando ha iniziato a pensare, a provare a spiegare la loro storia, anche nel tentativo di cercare alcune risposte.

Heroes … “[…] Heroin brought and took off Santi’s life. Little part of his days, when there was music and drugs, he was like a Hero, living between sparkling little moments of happiness and madness […]” … che hanno strappato la sua vita e la sua casa. Sia durante che dopo la realizzazione di questo progetto David Molina Gadea ha sentito il bisogno di conoscere altre famiglie colpite dalla dipendenza da eroina, anche in modo diverso dal suo caso personale, per comprendere il più possibile e – è un suo intento – portare alla luce, dare visibilità a questa parte sempre troppo nascosta della nostra realtà e delle nostre società, in tutto il mondo. Il secondo capitolo di questo suo lavoro, “Half a World Away“, prende vita, infatti, tra Parigi, Tokyo e Kabul, tre città diverse che rappresentano l’Europa e l’Asia, e in particolare in Afghanistan, il Paese con il 90% di produzione dell’eroina del mondo.

David Molina Gadea esplora il conflitto umano in prima linea, sia per il lavoro che ha intrapreso – fotoreporter – sia per il suo interesse per gli estremi della condizione umana. Guardando Heroes come altri suoi lavori, l’impressione è che, inoltre, nelle sue fotografie si rifletta il suo caos personale, ma in modo positivo, nella direzione consapevole di trovare il bandolo della matassa e sbrogliarlo. Lavora costantemente con i mostri interiori – e lo dichiara apertamente – senza però realizzare foto violente, ma semplicemente intense, e intense nella semplicità della realtà. È evidente che faccia fatica, dai reportage a questi argomenti personali ad altri progetti, a fotografare cose che non lo toccano o riguardano direttamente. Ma ciò non si trasforma in una autoreferenzialità. In “Heroes” – Chapter one, The man who sold the World crea una narrazione originale, autentica e convincente … con la reale convinzione che potrebbe parlare anche di me, pur non avendo nel mio background un’esperienza simile.

Le fotografie di te. Sì, in qualche modo David Molina Gadea mi convince e mi prende anche per questo: per la capacità di smuovere una parte personale, intima – anche se non vissuta e diretta – dove potrei essere io quella persona, quel comportamento umano o essere io dinanzi a quella persona e a quel corpo e a quel confine … e di conseguenza avrei un pensiero, un sentimento, una posizione a riguardo. Un modo per riflettere e far riflettere. In questo progetto pensa nello specifico ad alcuni estremi dell’essere umano ma alla fine parla a tutti, delle esperienze di vita, della convivenza, della ricerca di sé stessi e di capire il mondo intorno a noi. E non è un caso forse che lui viaggi, viaggi molto ultimamente, attratto dalla storia, la società, le culture tradizionali. Questo suo interesse a trovare ciò accade nei regni della psiche umana e quali sono i suoi limiti torna in molte sue fotografie. Costantemente sembra scandagliare il confine tra pace e guerra, diciamo così, i due principali modi o estremi in cui si esprimono gli esseri umani; chiedendosi come questi due sentimenti spesso si mischino, confondano, e sospettando che la visualizzazione di questi estremi sia l’unico modo di vedere le cose nella loro realtà e di capirle davvero.

Immagini cupe, piene di sfocatura, di contrasto. Uno stile che sembra, più che l’usare molto e in modo particolare il flash – (gli abbiamo posto la domanda via email se usa molto il flash per ottenere questo effetto e attendiamo risposta) –, un cercare una voce personale sulla fotografia e nella fotografia. Come se volesse vedere, mettere bene in luce quello che sta cercando, e fotografando. Ci piace. Sicuri che la maturità ed ulteriori esperienze gioveranno e affineranno il suo linguaggio e la sua fotografia, già intensa.

Federicapaola Capecchi

…. > leggi anche gli altri articoli della coreografa e blogger Federicapaola Capecchi per il magazine Milano Arte Expo – Arte Design Fashion Fotografia e Lifestyle.

David Molina Gadea

david molina gadea

Nato a Terragona il 30 ottobre del 1991, ha studiato Arti in Massana School dal 2009 al 2012 dove ha trovato il suo modo di espressione nella fotografia. Poco dopo inizia a collaborare con giornali locali come Sant Cugat del Vallès. Questo 2015 ha fatto servizio volontario europeo in Belgio, dove ha lavorato, tra gli altri progetti, con i rifugiati in diversi centri per i richiedenti asilo e apolidi. È un nuovo membro dell’ agenzia portoghese di fotogiornalismo 4SEE. David Molina Gadea lavora in modo prevalentemente documentario con una piccola Fuji X100 con un obiettivo 35 mm e il flash.

MAE Milano Arte Expo, magazine della Casa Museo di via Jommelli 24 Spazio Tadini di Milano fondata con il regista e autore Francesco Tadini) Melina Scalise  – mail: milanoartexpo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia Federicapaola Capecchi per il testo e la selezione delle fotografie di David Molina Gadea.

Melina Scalise

Melina Scalise, direttore del magazine Arte Design Fashion Fotografia e Lifestyle Milano Arte Expo, fondato insieme a Francesco Tadini

Partecipa al concorso fotografico online di Milano Arte Expo magazine Arte Design Fashion Fotografia e Lifestyle: Photo Prize “Instaworld Milano 2015″ attraverso il social consacrato alla fotografia Instagram. Seguirà una grande mostra fotografica a Milano nel 2016.

Milano Arte Expo

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