Laura Tappatà e il 25 novembre giornata internazionale contro la violenza sulle donne – di Samanta Airoldi

violenza-sulle-donne

Laura Tappatà e il 25 novembre Giornata internazionale contro la violenza sulle donne – di Samanta Airoldi – Perle di Follia. Sono cresciuta in una famiglia in cui erano le donne a “portare i pantaloni”: mio padre cucinava e mia madre cambiava le lampadine ed era normalissimo che fosse così!
Tuttavia, anche nella mia famiglia, ha sempre aleggiato il pregiudizio secondo il quale gli uomini potevano concedersi cose che, invece, non era bene che anche le donne facessero. Perché tutti siamo uguali…ma certe libertà alle donne non è bene siano concesse!
La voglia di trovare risposta ai miei mille “perché” unita alla fortissima spinta a cambiare ciò che non trovavo giusto, mi ha guidata dritta dritta nelle aule di Filosofia Politica dove “incontrai” colei che, per me, tutt’oggi rappresenta la pensatrice femminista più rivoluzionaria di tutti i tempi: Simone de Beauvoir!

25 novembre giornata mondiale contro la violenza sulle donne

25 novembre giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Con lei ho capito definitivamente che “Donne non si nasce, donne si diventa” e che le differenze “naturali” sono infinitamente meno delle differenze che la società ci appiccica addosso.

Oggi ho la fortuna di incontrare in carne ed ossa un’altra studiosa che ha dedicato e continua a dedicare il suo tempo a cercare risposte alle troppe domande che rimangono senza risposta nell’odierna società in cui si vive nell’illusione che basti un motore di ricerca a mettere a tacere tutti i “perché”.

Laura Tappatà, con cui mi confronto sul difficile ruolo della donna oggi, in mezzo a violenze e discriminazioni che si, ieri come oggi, passano troppe volte sotto il silenioso consenso di chi sa ma non parla!

violenza sulle donneLaura Tappatà ha insegnato Psicologia Generale presso il corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria dell’Università Cattolica e collabora con la cattedra di Psicologia della Personalità nella stessa Università. Ha partecipato al Comitato Scientifico dell’edizione 2014 del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica (Associazione Italiana del Libro) ed è Associata EWWA (European Writing Women Association).Tra le sue ultime pubblicazioni, merita ricordare “Stay Focused” (Lupetti, 2011), “Beyond Well-Being: The Fascination of Risk and of the New Psychological Addictions”, (Nova Science Publishers, USA, 2013),“Troppo Amore! Donne e passioni tristi”, (SEFER Books, 2013).

Che cosa significa, per Laura Tappatà, essere donna oggi?

” La mia generazione ha guardato, da lontano, alle grandi azioni del Movimento senza di fatto partecipare attivamente: ero affascinata dalla loro determinazione, dalla loro coerenza ma ho solo “guadagnato” in vittorie e rivendicazioni, senza troppe fatiche. Rimane il

giornata mondiale contro la violenza sulle donne

giornata mondiale contro la violenza sulle donne

profondo rispetto per tutto ciò che ci hanno donato. Seguo quindi un pensiero profondamente individualizzato: essere donna, per me, significa fare la scelta di un impegno etico mirato alla costruzione di senso della mia esistenza e di quella degli altri. Come donna continuo a ricercare valore e equilibrio personale, riconoscendo le mie forze ma anche le debolezze; facendomi guidare dall’attenzione e dalla cura cerco di tracciare legami che rimangano nel tempo, vivo seguendo le mie passioni, che siano ideali, pensieri o sentimenti. Tutto ciò è molto femminile e, credo, comune a molte donne.”

Come è cambiato il modo di “essere donna” nella nostra società da un ventennio a questa parte?

” Nel dualismo tipico del pensiero occidentale, la rappresentazione della donna è stata spesso “svalutata “: la si è definita come la natura contrapposta alla cultura e alla civiltà, come la parte irrazionale, magica e pericolosa rispetto a quella razionale, il conflitto e l’incomprensibile versus il logico e affidabile. Oggi il possesso della propria persona e del proprio futuro come condizione fondante l’individualità è un punto di partenza imprescindibile. Questo è il grande cambiamento. Penso all’impegno e al sacrificio di tante donne per liberarsi da un destino segnato dall’essere nate “femmine” per dedicarsi ai propri talenti nel campo dell’arte, delle scienze, della politica, del sociale, della letteratura. Essere donna significa avere desideri e passioni, consapevolezza personale e capacità di investire energie nei progetti, qualunque essi siano.”

Chi studia Politica, immancabilmente, studia anche il Linguaggio, la Comunicazione e tutti gli oscuri meccanismi che vi sottendono.

L. Wittgenstein, uno dei più grandi pensatori del filone analitico, sosteneva che “il Linguaggio plasma il mondo” e Austen addirittura scrisse un libro sul potere delle parole di “compiere” azioni (How to do things with Words).

violenza-contro-donneIl termine Femminicidio è, relativamente, recente ed è stato appositamente coniato per evidenziare una realtà in preoccupante crescita: l’uccisione di donne in quanto Donne, le violenze di genere.

Era necessario coniare un nuovo termine per indurre a riflessione? Si tratta di un’inutile ridondanza o davvero il linguaggio può indirizzare il pensiero che, a sua volta, può incidere sui fatti?

” Il lessico è uno strumento potente che può oscurare o illuminare, definire o confondere la comprensione della realtà. Quando si parla di violenza domestica e la si riconduce alla categoria dei “conflitti coniugali”, inevitabilmente si offusca il peso della gravità e la responsabilità di chi ha compiuto un gesto brutale: il colpevole quasi sparisce e gli si trova, come attenuanti, la gelosia, la solitudine, la rabbia, il disagio sociale. Nei migliori dei casi la donna da vittima diventa co-responsabile.”

Femminismo esistenzialista ed essenzialistaSimone de Beauvoir, Carol Gilligan e company. Secondo te: donne si nasce o si diventa? Il sesso determina anche il genere oppure ognuno è fondamentalmente libero di scegliere come scrivere la sua storia?

” Di Simone de Beauvoir amo più ricordare un’altra sua affermazione. La donna è l’Altro per eccellenza. Attraverso un lungo processo storico gli uomini hanno imposto un rapporto asimmetrico di dipendenza rispetto all’Uno referente, rappresentato da loro stessi. Il mondo femminile subisce così dei pesanti condizionamenti. Molto è stato ottenuto, nella sfera pubblica e privata, lungo il percorso della pari dignità ma, decisamente, non ovunque e non per tutte le donne.”

Laura Tappatà

Laura Tappatà

Laura, tra le sue pubblicazioni, conta anche un libro sul “Troppo Amore“: un amore che sconfina nella morte…Eros&Thanatos, un triste “mito” che, purtroppo, esercita ancora un certo fascino su molte donne le quali sacrificano tutto e dimenticano se stesse in nome di rapporti di dipendenza che poco hanno a che vedere con l’amore.

Troppo Amore! Donne e passioni tristi“In “Troppo Amore! Donne e passioni tristi” (SEFER) rifletto su come i segni di un amore malato si possano rintracciare, oltre che nelle singole vicende individuali, anche nelle trame scritte dalla cultura e dalla storia sociale. Questi due aspetti (con il pregevole aiuto dei dettami religiosi) sono sicuramente i responsabili del lungo silenzio e della cecità precedenti: la violenza domestica è sempre esistita. Sono fermamente convinta però che la dipendenza affettiva, come la conosciamo oggi, sia una condizione anch’essa culturale e mentale tipica del nostro tempo. Per alcuni l’amore diventa una fonte di sicurezza sostitutiva all’eclissi di valori e di certezze che caratterizzano la cultura postmoderna. Così nell’amore si vede la soluzione dei propri “vuoti” e, se non si è particolarmente solidi dal punto di vista psicologico, si corre il rischio di diventare un donatore di amore a senso unico.”

Talvolta siamo proprio noi donne le peggiori nemiche delle donne…Non solo di noi stesse, sacrificando noi stesse, i nostri bisogni e desideri oltre ogni limite ma diventiamo nemiche anche delle cosiddette “altre” cadendo in stupidi stereotipi sociali che ci spinge a biasimarci piuttosto che coalizzarci, senza renderci conto di essere vittime di quello sporchissimo gioco sociale del “dividi et impera”. Veline, letterine, modelle troppo magre…Talvolta si sconfina nella polemica sterile e, invece di combattere uno stereotipo, si finisce per crearne un altro. Come ti collochi a riguardo? Una donna deve essere libera anche di fare la velina e di rifare ogni cm del suo corpo oppure no?

violenza sulle donne 25 novembre” Logicamente, sono d’accordo. La libertà e il rispetto per le proprie scelte sono regole fondamentali. Mi permetto solo di fare una riflessione. Un’analisi delle tendenze culturali suggerisce che, anche in Italia, assistiamo ad una “ri-genderizzazione” dei ruoli maschili e femminili. Guardo con un certo fastidio al richiamo di modelli e stereotipi e mi preoccupo che vi possa essere un’adesione acritica che possa alimentare la fragilità identitaria (problema che coinvolge donne e uomini).”

Studi di genere, matrimoni gay, adozioni da parte di coppie dello stesso sesso: il tuo pensiero?

” Il tema degli studi di genere è particolarmente complesso: anche in questo caso manca un’adeguata conoscenza degli ambiti, delle categorie teoretiche di cui si sta parlando. Ribalterei il quesito: siamo liberi o determinati? È la Natura o la Cultura che ci rende singole identità? Quanto peso hanno le determinati biologiche e quante quelle legate alle profonde motivazioni volte all’autorealizzazione? Analizziamo in modo corretto, lucido dal punto di vista filosofico e psicologico, queste domande così da poter comprendere che, nel pieno rispetto delle opinioni differenti, c’è molto di “buono” anche in ciò che finora non abbiamo considerato tale.”

A conclusione di questa ricca intervista, oltre a ringraziare Laura Tappatà, mi sento di affermare che non basta e non basterà mai un solo giorno all’anno per ricordare tutte le stragi femminili che si consumano ogni giorno sotto i nostri occhi! Finché si accetterà che “gli uomini possono concedersi cose che alle donne devono essere precluse”… finché una quarantenne single e senza figli verrà considerata o una “zitella” o una “libertina poco di buono”…Finchè ci si scandalizzerà di fronte ad una modella taglia 38 ma si accetterà che una donna non studi in quanto “per una donna la cultura non è fondamentale”…Beh finché si accetterà tutto questo la strada da fare sarà ancora troppo lunga e decisamente in salita!

Samanta Airoldi

…. > leggi anche gli altri articoli della rubrica Perle di Follia di Samanta Airoldi per Milano Arte Expo magazine.

Samanta Airoldi

MAE Milano Arte Expo, diretto dalla giornalista Melina Scalise  – mail: milanoartexpo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia Samanta Airoldi per il testo e la selezione delle immagini dedicati alla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne del 25 novembre con un’intervista a Laura Tappatà.

Melina Scalise

Melina Scalise, direttore del magazine Arte Design Fashion Fotografia e Lifestyle Milano Arte Expo

Partecipa al concorso fotografico  organizzato dal magazine Milano Arte Expo Photo Prize “Instaworld Milano 2015″ attraverso il social dedicato alla fotografia Instagram. Seguirà una grande mostra fotografica a Milano nel 2016.

Milano Arte Expo

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *