KayOne e Willow: Street Art alla grande mostra Dialoghi Milanesi a Spazio Tadini – di Cristina Palmieri

Dialoghi Milanesi

KayOne e Willow – Marco Mantovani e Filippo BrunoStreet Art alla grande mostra Dialoghi Milanesi a Spazio Tadini (> MAPPA) – di Cristina Palmieri. Con il patrocinio Comune di Milano, insieme a Emilio Tadini, Alik Cavaliere, Enrico Baj, maschera Salampasu della collezione Passaré, Gianfranco Pardi, Mino Ceretti, Filippo Scimeca, Nino Attinà, Enzo Togo, Tiziana Vanetti, Sergio Dangelo, Rosanna Forino, Franco Mussida, Dario Brevi, Lucio Perna, Ludovico Calchi Novati, Francesca Magro, Sara Montani, Gaetano Fracassio, Florencia Martinez, Giorgio Albertini, Barbara Nahmad, Gabriele Buratti, Giorgio Celon, Mario De Leo, Metaborg (Gianni Zara e Luca Motta) e per Luciano Bambusi (fotografo) per Piero Mazzarella (attore) alla cui memoria è dedicata una sezione con la mostra dal titolo: Rivediamo Mazzarella.

La mostra inaugura venerdì 20 novembre 2015 dalle ore 18:30 alla Casa Museo Spazio Tadini di via Jommelli 24. Dialoghi Milanesi è ideata da Francesco Tadini e Melina Scalise in collaborazione con i curatori coinvolti nella scelta degli artisti: Sergio Mandelli, Cristina Palmieri, Luca Nicoletti e Carla Micaela Donaio (Direttore Generale Fondazione Passaré). Periodo: dal 20 novembre al 19 dicembre 2015.

Ecco il testo di Cristina Palmieri in riferimento a una delle “coppie” di artisti da lei selezionati:

 KayOne e Willow

KeyOne

KeyOne – 446 – HANDS UP 120×100 2015

Quando Francesco Tadini mi ha domandato di proporre due coppie di artisti che potessero rappresentare lo spirito con cui è stata ideata la mostra “Dialoghi milanesi”, il mio pensiero è corso immediatamente alla realtà della Street Art. Ritengo infatti che nessuno, meglio e più della generazione degli street artist nati negli anni Settanta, abbia vissuto la città, in questo caso la nostra Milano, in modo profondo ed autentico, avvicinandosi soprattutto al suo background meno noto e meno appariscente, quello legato alle periferie degradate, alle zone underground, ai simboli di una modernità in cui la crescita industriale e capitalistica ha lasciato segni evidenti di un profondo mutamento sociale e culturale.

Nel grigiore di spazi cittadini spersonalizzanti, questi ragazzi, ora sovente quarantenni stimati nell’ambiente ufficiale e acclamati come talenti riconosciuti, sono stati capaci di sfidare l’establishment e di farsi latori di una cultura giovanile, legata all’ “hip hop” americano, ricca di nuovi fermenti, multiculturali e multietnici, alla ricerca di linguaggi e modalità espressive inedite e rivoluzionarie.

Willow

Willow – BOTTA&risposta, cm100x100, 2015

Hanno cominciato ad appropriarsi di talune aree e superfici per proporre opere non ufficiali né richieste, ma in grado di sfidare il fluire del tempo. La loro è stata certamente una risposta rivoluzionaria alla percezione  di una sempre più prepotente sottrazione degli ambienti pubblici da parte degli interessi commerciali, all’indifferenza del sistema verso realtà dimenticate ed emarginate in quartieri in cui troppo sovente dilaga il disagio.

I loro graffiti  hanno contribuito a connotare un preciso momento storico della nostra metropoli. Pezzi d’arte non autorizzati, di cui troviamo vive le testimonianze in svariate zone di Milano, rappresentano l’estrinsecazione culturale di una ribellione generazionale, specchio di una civiltà viva e brulicante, alla ricerca di una forma democratica di accesso universale all’arte.
KayOne e Willow sono due degli attori più noti – ed oggi affermati – di questo scenario. Il loro linguaggio, da sempre, si serve di un sincretismo di codici comunicativi plurimi, attraverso l’utilizzo di elementi tipici del graffitismo, della pop art, di slogan o cartoon realistici, così da avvalersi di stilemi noti al pubblico, il quale si percepisce vicino al loro modo di esprimersi e in grado di riconoscersi in esso. I colori vivaci e sgargianti riportano perciò al mondo della “comunicazione” in senso lato, nelle sue molteplici declinazioni. Marco Mantovani (KayOne) ha maturato una pittura che accosta all’esperienza dell’arte di strada la gestualità tipica dell’informale e dell’espressionismo americano. Filippo Bruno (Willow), diplomato alla “Scuola di fumetto e di Illustrazione di Milano”, si racconta attraverso un linguaggio stilizzato di forme e colori che si inseriscono nel contesto “Neo-Pop”.
Oggi entrambi sono artisti affermati, che continuano – paradossalmente su precisa richiesta istituzionale – questo loro percorso, iniziato negli anni Ottanta e Novanta, affiancato ormai però da un’attività che li vede protagonisti non solo dello scenario artistico ufficiale, con esposizioni in importanti gallerie e spazi pubblici, ma anche di svariate collaborazioni con società di design, con aziende che producono gadget, abbigliamento, oggetti customer oriented.

Cristina Palmieri

per

Dialoghi Milanesi a Spazio Tadini

in mostra dal 20 novembre al 19 dicembre 2015

media partner Milano Arte Expo magazine

dialoghi milanesi

Per informazioni

Melina Scalise –  ms@spaziotadini.it –   tel 3664584532

Francesco Tadini – tel. 3662632523

Partecipa al premio / concorso fotografico  promosso dal magazine Milano Arte Expo Photo Prize “Instaworld Milano 2015″ attraverso il social più dedicato alla fotografia: Instagram. Seguirà una grande mostra fotografica a Milano nel 2016.

Milano Arte Expo

 

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