Piero Mazzarella, mostra omaggio all’attore di Luciano Bambusi – Spazio Tadini Fotografia a Milano

Piero Mazzarella

Piero Mazzarella – Luciano Bambusi

Piero Mazzarella, mostra omaggio all’attore di Luciano Bambusi a cura di Melina Scalise e Francesco Tadini – Spazio Tadini Fotografia a Milano – Per la Rassegna Milano in arte dal 1945 al 2015,  DIALOGHI MILANESI – RIVEDIAMO MAZZARELLA, mostra fotografica di Luciano Bambusi  dal 20 novembre al 19 dicembre. INAUGURAZIONE 20 NOVEMBRE ORE 18.30.

Si ringraziano per la mostra la vedova Mazzarella, Barbara e il Teatro Franco Parenti e Il Piccolo di Milano per l’apporto documentativo.

Piero Mazzarella, foto Luciano Bambusi

Piero Mazzarella, foto Luciano Bambusi

Otto anni dietro le quinte accanto a Piero Mazzarella a scoprire l’uomo e l’artista dal 2004 al 2012. Questo è ciò che ha affascinato il fotografo Luciano Bambusi, che ha scelto, della fotografia, la documentazione del racconto umano. Apparentemente scatti rubati, ma in realtà frutto di una precisa sceneggiatura: quella che nasce in un rapporto d’arte e d’amicizia. Piero Mazzarella ha dato a Bambusi la possibilità di seguirlo nei momenti più diversi, a casa, dietro le quinte, durante le riunioni di lavoro, alle prove come sul palco. Nessun momento è stato studiato dai personaggi, se non dalla vita, dal suo scorrere e segnare le vite di chi è in scena. Oggi Piero Mazzarella è uscito dalle scene e dalla vita da due anni e Bambusi, il fotografo e l’amico, lo ha voluto raccontare così, come lui si è offerto, restituendo al mondo non solo il ritratto di un artista, ma anche quello di un uomo.

Luciano Bambusi

Luciano Bambusi foto Piero Mazzarella

Spazio Tadini rende omaggio a Piero Mazzarella attraverso questo inedito racconto fotografico Rivediamo Mazzarella inserito nella cornice di Dialoghi Milanesi per la Rassegna Milano in arte dal 1945 al 2015 che comprende anche la mostra di diversi artisti che, per ragioni diverse, hanno condiviso o condividono, come nel caso di Emilio Tadini e Alik Cavaliere, un rapporto d’arte e, in molti casi, anche d’amicizia. Ma Emilio Tadini, a cui è dedicata la Casa Museo Spazio Tadini, ha condiviso anche un momento molto importante della sua carriera artistica con Piero Mazzarella che,  nel 1993, interpretò Prospero il personaggio de “La Tempesta” opera di Emilio Tadini (edizione Einaudi) messa in scena al Teatro Franco Parenti per la regia di Andreè Ruth Shammah.Oggi i due artisti milanesi, Emilio e Piero, tornano insieme a condividere un nuovo palcoscenico, quello dello studio dell’artista pittore dove sarà in scena l’uomo di Prospero, raccontato attraverso le fotografie di Luciano Bambusi.

Francesco Tadini e Melina Scalise, fondatori della Casa Museo Spazio Tadini e curatori della rassegna Milano in arte 1945-2015: Dialoghi Milanesi, non potevano esimersi dal dare omaggio a chi, a Milano, ha fatto del teatro dialettale milanese e non solo, un racconto di rara intensità.

Il fotografo Cesare Colombo sul lavoro fotografico di Luciano Bambusi.

BAMBUSI LUCIANO  Mostra su Piero Mazzarella  Nov 2015

Piero Mazzarella

Piero Mazzarella foto di Luciano Bambusi

Non è semplice definire il lavoro fotografico di Luciano Bambusi, un autore che produce da decenni le sue immagini con uno stile non professionale, che peraltro non coincide con una semplice visione amatoriale.   All’ articolata sequenza che egli ci presenta oggi – Piero Mazzarella seguito con partecipe attenzione lungo otto anni di riprese – potremmo affiancare altre impegnative inquadrature, già dedicate alla vita di gruppi comunitari (anziani, immigrati ) indagati sempre con pietas, e sempre con inedite scelte visive.

Anche stavolta , Bambusi prende una decisione innovativa. Si trova davanti un grande testimone della nostra creatività scenica, ma evita di mettersi nella condizione classica del fotografo ‘ di teatro ‘. A partire dal 1951 – attraverso il popolare personaggio di Tecoppa creato nell’ 800 da Edoardo Ferravilla – Mazzarella stesso è diventato l’ emblema della nostra scena dialettale. Purtroppo, come sappiamo, la fotografia raccoglie, a fronte delle storiche rappresentazioni, soltanto povere ombre allusive, oppure dei documenti muti, spezzati. Perciò Luciano evita ‘ l’ immagine di scena ‘ e decide di seguire, con intelligenza, una imprevista ‘presenza’ di Piero Mazzarella prima e dopo le rappresentazioni vere e proprie. Siamo negli ultimi anni di una vita consacrata ( non solo in teatro, ma anche attraverso film e tv ) a personaggi diversi ma identificati dentro un modello di fisionomia complessa eppur proposta ogni volta con generosità ‘ ambrosiana ‘. Tra il 2004 e il 2012 Bambusi nella sua indagine trova sempre il volto e il corpo di Piero ‘ oltre ‘ la maschera dell’ attore. Anzi, la maschera, le maschere di scena sono scomparse dalle intense stampe fotografiche qui esposte… ed il nostro è ‘ interprete ‘ finalmente di se’ stesso. ( In tal senso appare corretta la definizione che il fotografo assegna al proprio lavoro, quasi fosse uno stile di derivazione ‘letteraria’ )

Dietro le quinte, nei nudi camerini, durante convegni o conversazioni a fine spettacolo Bambusi osserva Mazzarella quasi sempre in campo medio, mentre conversa. Spesso lo vediamo ascoltato da giovani colleghi, o da attenti ammiratori… Mentre osserviamo in profondità queste inquadrature, sempre significative sul piano della scelta prospettica, compositiva, tonale, noi cerchiamo di cogliere che cosa Mazzarella confessi ai suoi ascoltatori. Potrebbero oggi aiutarci le interviste registrate, le rapide opinioni tutt’ ora recuperabili nell’ immenso contenitore del web. ‘ Capiamo ‘ che Piero Mazzarella parla di se’, della sua lunga esperienza, consapevole delle povere tracce rimaste solo in quei lontani spezzoni documentari.

Ma la sua figura appesantita dagli anni, il suo volto a tratti dolente, ma sempre vivo ed eloquente, i suoi passi lenti, colti con tempismo infallibile da Bambusi…ci appaiono anche come il ritratto di una condizione umana, che va al di là del personaggio. A sua volta, come tutti i veri autori, anche Bambusi va oltre il suo soggetto, e attraverso i suoi gesti rallentati ci racconta dell’altro. Ci racconta quanto il carico della memoria, dell’ esperienza, possa in generale venir trasmesso dalla conversazione di chi vuole aprire ancora una parte di se’ stesso. Come sempre nelle fotografie, nelle immagini prive di voce, noi capiamo senza sentire…a seconda delle nostre esperienze, della nostra cultura, del nostro carattere. Alla fine cogliamo, attraverso il fotografo, che anche questi gesti fuori scena costituiscono una forma estrema ed alternativa di teatro.

In una delle immagini presenti nella mostra – il maestro che ascolta con interesse la voce di un attore molto più giovane, ripreso in primo piano, con la testa in ombra – scorgiamo anche un decisivo messaggio narrativo…rivolto a chi ora sta osservando . Il giovane attore col volto celato rappresenta una sorta di erede artistico, cui verrà affidato il carico di una non lieve esperienza. La fotografia di Luciano Bambusi – possiamo definirla umanista ? – è qui anche tempo, memoria, è testimonianza di un passaggio storico. E in certo senso, tutte queste opere fotografiche – raccontando le conversazioni fuori scena del vecchio Mazzarella – riescono a riassumere il punto d’arrivo di una moltitudine di esperienze. Contemporaneamente ci indicano però anche un’ interessante trasformazione comunicativa. Tutti noi siamo oggi educati ( talvolta male-educati ) dai talk show televisivi a leggere oltre la convenzione apparente dei personaggi da spettacolo. Le foto di Luciano Bambusi hanno anche il dono di svelarci il segreto psicologico di Piero Mazzarella, mentre egli lo va svelando agli altri… ben oltre le battute dei suoi classici personaggi. Eppure, ai nostri occhi, egli continua a rimanere nel suo ruolo. Col suo motto ‘ Il teatro ? Non so far altro ’

Cesare Colombo

Biografia Luciano Bambusi

 Da sempre fotografo del sociale, ama documentare la vita di personaggi che sceglie e segue nel tempo. Ha realizzato reportage nelle comunità per anziani, negli istituti di accoglienza per extracomunitari, nella comunità islamica di Milano. Il lavoro su e con Piero Mazzarella rappresenta un esempio di ciò che Bambusi intende sviluppare con la sua ricerca fotografica in cui, per otto anni, ha seguito l’attore raccontando di lui l’uomo e l’artista secondo una chiave antropologica più che documentativa. Non ci sono infatti foto di scena, ma momenti non ufficiali. Nessuna foto è etichettata con personaggi e situazioni perché Bambusi, con le sue foto, ama cogliere un’atmosfera, una situazione, un modo di vivere. Lui definisce il suo lavoro una “fotoletteratura”.

MAE Milano Arte Expo, diretto dalla giornalista (e presidente della Casa Museo Spazio Tadini di Milano fondata con Francesco Tadini) Melina Scalise  – mail: milanoartexpo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it  è media partner della mostra e vi invita all’inaugurazione di venerdì 20 novembre 2015 in via Jommelli 24 a èpartire dalle ore 18.30.

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Melina Scalise

Partecipa al concorso fotografico  organizzato dal magazine Milano Arte Expo Photo Prize “Instaworld Milano 2015″ attraverso il social dedicato alla fotografia Instagram. Seguirà una grande mostra fotografica a Milano nel 2016.

Milano Arte Expo

 

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Una risposta

  1. melina scalise ha detto:

    L’ha ribloggato su e ha commentato:

    Piero Mazzarella raccontato e ricordato attraverso la fotografia di Luciano Bambusi che lo ha seguito per 8 anni dietro le quinte e non solo. Un omaggio all’attore, all’uomo e all’amico con una mostra dedicata in sua memoria nella Casa Museo Spazio Tadini e porprio nello studio di Emilio Tadini di cui Mazzarella interpretò Prospero il personaggio di La Tempesta l’opera di Tadini messa in scena al Franco Parenti.

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