Enzo Togo, l’arte è poesia e dialogo – di Annalisa D’Amelio, Milano

Enzo Togo

Enzo Togo, l’arte è poesia e dialogo – di Annalisa D’Amelio The Art Runner, (rubrica di Milano Arte Expo, magazine Arte Design Fashion Fotografia e Lifestyle di Spazio Tadini diretto da Melina Scalise). Ho avuto modo di conoscere personalmente Togo (al secolo Enzo Migneco, Milano, 1937) qualche settimana prima del nostro incontro nel suo studio milanese. La prima sensazione, quando ci presentarono, fu: vita, entusiasmo e simpatia. Pensai; “Togo: il suo nome d’arte gli s’addice”. Ho avuto subito il desiderio (avevate dubbi?) d’incontrarlo. Detto fatto!

Enzo Togo

Enzo Togo – Fata Morgana, 2014, olio e acrilico su tela, cm 150×180

Togo, ovvero sessantanni di vita trascorsi al servizio dell’arte: dipinge da sempre, da quando era un ragazzino appena diciottenne.

Mi ha anche svelato che in realtà il suo desiderio di dipingere era nato molto prima, da quand’era un bambino, da quando aveva sei anni. Figlio d’arte. Ed è stato lo stesso zio Giuseppe Migneco, ad impedirgli di toccare la tela fin quando non avesse raggiunto la maggiore età. Che dire, Togo ha l’arte nel dna. E chi meglio di lui, avrebbe potuto trasmettermi qualcosa di vero, autentico e vissuto in merito all’arte? Le mie aspettative non sono state deluse.

Milano Arte

Milano Arte Expo – Enzo Togo nel suo studio, fotografie Annalisa D’Amelio

Milano, domenica 1 novembre 2015, ore 15:00, appuntamento nello studio di Enzo Togo …

Adoro stare negli studi degli artisti, vedi e capisci così tante cose di loro, ma soprattutto ciò che amo particolarmente è l’odore dei colori freschi e di quelli appena asciutti sulla tela, hanno un odore particolare, bellissimo.

Enzo Togo

Enzo Togo – Eolie, 2014, olio e acrilico su tela, cm 140×160

Non avevo dubbi sull’accoglienza, aperto, simpatico e disponibile. Non appena ci siamo accomodati su due differenti poltrone, uno di fronte all’altra, per essere entrambi a nostro agio per la nostra prima chiacchierata di confronto, Togo, scioglie la tensione con: “Annalisa, nel mio studio è un dovere fumare, è d’obbligo” ed eccoci qui, lui con la sua pipa, che fa di lui un uomo saggio, ed io con la mia fedele sigaretta.

Enzo Togo

Enzo Togo, Metamorfosi, 1978, acquaforte, mm 500×325,

Iniziamo la nostra conversazione con confronti letterari e su ciò che ci piace leggere. E’ un uomo curioso nei riguardi della vita ed anche molto colto, inevitabilmente! Mi piace confrontarmi con gli artisti “storicizzati” t’insegnano tantissimo dall’alto della loro esperienza e con grande umiltà, quella che contraddistingue Togo.

Durante il nostro confronto, mi ha detto delle cose di un’importanza e di una bellezza sublime: “ sai, Annalisa, non è difficile dipingere… si può raggiungere la poesia senza accorgersene, arriva un momento in cui l’opera la raggiunge da sola, ma la difficoltà vera è avere il coraggio di fermarsi ed abbandonare per far decantare l’opera, sono io pittore che maturo e la guardo con occhi diversi. L’opera deve essere uno slancio emotivo, anche di cambiamento, senza necessariamente omologarsi ad opere precedenti. Se c’è il tratto distintivo e di identità sarà evidente comunque che è parte del tuo dna. Mi capitano periodi di stasi con la pittura e passo all’incisione, al segno grafico.

Dopo un po’ riguardo il quadro e mi ritorna la vena pittorica. Io amo disegnare, credo nel segno. L’anima della struttura è componente ultima. La mia arte è espressionismo mediterraneo. Il mio rapporto con l’acqua è sempre presente, ci vivo dentro come un liquido amniotico. Lo studio ti deve rispecchiare e ti devi sentire libero standoci dentro.

Enzo Togo

Enzo Togo – Riverberi, 1994, acquaforte e acquatinta, mm. 500×325

Nel mio disordine c’è il mio ordine. Questo significa privilegiare il proprio lavoro rispetto a tutto quello che c’è in giro nel mio studio: “non lavo i vetri dal lontano ’72”. Dialogo, chi dipinge non deve porselo come come problema, deve parlare senza saperlo è l’occhio esterno che deve percepire. L’artista si deve evolvere come la vita. Vedi, Annalisa:” Le cose che ti dico sono nel mio stomaco e te le dico spontaneamente così come sono”. La pittura deve essere libertà di azione e di espressione che prendo anche dai grandi artisti e maestri del passato. L’artista comunica delle sensazioni che è la cosa più difficile, ma è la mira da raggiungere. Nella pittura non c’è un arrivo, c’è una progressione. La cosa più grande che possa succedere è che qualcuno prenda qualcosa da te per progredire verso nuovi linguaggi. L’arte è un linguaggio e quando questo avviene significa che sei ancora vivo. L’arte deve pulsare e creare sintonia. Nei miei quadri c’è sempre una positività, anche nel titolo, ma soprattutto i miei soli e le mie lune sono sempre crescenti e mai calanti: lo faccio per buon auspicio. Incisione: il segno sulla lastra con tutta l’alchimia che c’è intorno, è una tecnica diversa che presuppone la conoscenza della chimica e l’immediatezza del segno non modificabile e a me piace tanto, è un’altra forma di espressione che mi appartiene”.

Togo

Togo – Nostalgia, 2014, olio su tela, 150×180

Eh sì, dal suo fiume di parole si evince – senza alcun dubbio – che le sue opere che sono lo specchio della sua anima. Togo ha lavorato tanto e si è evoluto attraverso la sua arte, è passato dal figurativo al postimpressionismo astratto rimanendo fedele ad una sua logica ad una sua vivacità, portando sempre nel suo cuore la sua Sicilia e la sua mediterraneità. Le sue opere sono piene di luce, colore e musica: sarete d’accordo con me gustandovi quelle che ho scelto ad accompagnare questo breve testo?

Annalisa D'Amelio

Enzo Togo – Paesaggio mediterraneo, 199o, acrilico e carbone su carta, 140×100

Mario De Micheli, grande critico d’arte, da me molto stimato e apprezzato, scrive di lui: “Ci sono pittori che procedono per aforismi, per allusioni, per complicate analogie. Togo non appartiene a questa categoria. La sua dote fondamentale è quella di essere un artista che lavora in “presa diretta”. Per lui un albero è un albero, il mare è il mare, una siepe è una siepe. I suoi rapporti col mondo oggettivo sono semplici, immediati, lampanti. Non ha quindi bisogno di circonlocuzioni per esprimere ciò che la realtà gli suscita dentro il petto…”, condivido in pieno le sue parole.

Mio nonno amava ripetere: “ a grandezza di un uomo si misura dalla sua umiltà” e lui, Togo, con l’umiltà che fa di lui l’uomo grande che è, mi ha permesso di guardare nel suo “scrigno segreto” … come lo ha definito lui stesso. Ho scelto anche quattro opere inedite che fanno parte di una raccolta di lavori degli anni ’90 – mai esposte finora – affinché possano presto vedere la luce in una mostra a lui dedicata.

Questo è il mio augurio, grande Togo anima immortale!

Ringrazio Togo per la lezione di arte e di vita ed esco dal suo studio profondamente lusingata, felice e commossa.

Annalisa D’Amelio, The Art Runner

Annalisa D'Amelio

> Leggi anche gli altri articoli della rubrica The Art Runner di Annalisa D’Amelio per Milano Arte Expo

MAE Milano Arte Expo, diretto dalla giornalista (e presidente della Casa Museo Spazio Tadini di Milano fondata con Francesco Tadini) Melina Scalise  – mail: milanoartexpo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia Annalisa D’Amelio per il testo sull’artista Enzo Togo per la rubrica The Art Runner del magazine. Togo (in “coppia” con Tiziana Vanetti) è tra gli artisti selezionati per la mostra Dialoghi Milanesi a Spazio Tadini: inaugurazione venerdì 20 novembre 2015 dalle ore 18:30.

Melina Scalise

Melina Scalise

Partecipa al concorso fotografico  organizzato dal magazine Milano Arte Expo Photo Prize “Instaworld Milano 2015″ attraverso il social dedicato alla fotografia Instagram. Seguirà una grande mostra fotografica a Milano nel 2016.

Milano Arte Expo

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